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WineNews
N. 4.495 - ore 17:00 - Venerdì 12 Giugno 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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Collio 2026
La News
Bevande alcoliche, calo per 6 anni
I volumi di consumo globali di bevande alcoliche sono destinati a diminuire per 6 anni, prima di riprendere a crescere nel 2031. L’India supererà gli Stati Uniti nel 2032, diventando il secondo mercato al mondo dopo la Cina, mentre l’aumento delle bevande ready to drink segnala già l’inizio di un adattamento delle preferenze dei consumatori. Lo afferma una ricerca dell’Iwsr (International Wine and Spirits Record), leader mondiale nella fornitura di dati e approfondimenti. La stabilizzazione dei volumi dal 2031 sarà determinata da un riequilibrio del mercato globale e dalla crescita della popolazione mondiale in età di consumo di alcolici.
Approfondimento su WineNews.it
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Primo Piano
Usa, mercato insostituibile per il vino italiano, che soffre. Ma gli americani non ci rinunciano
I dazi di Trump, anche se dichiarati illegittimi, ad oggi, in buona parte (e in un quadro normativo degli eventuali rimborsi ancora tutt’altro che chiaro), hanno picchiato forte sulle economie del mondo, compresa quella Usa. Negli States, anche per gli effetti delle guerre in corso, secondo i dati del Bureau of Labor Statistics, i prezzi al consumo dei carburanti, a maggio 2026, erano del 40% più alti rispetto a maggio 2025, per esempio. Nel complesso, invece, i prezzi dei vini sono aumentati dell’1,9% nel fuori casa, e addirittura diminuiti del -0,5% negli acquisti per il consumo domestico. E, inoltre, rispetto al 2024, la “bilancia commerciale” della voce vino, per gli Usa, non ha avuto grandi benefici, visto che le importazioni sono diminuite del -8,3% sul 2024, per 6,2 miliardi di euro, ma le esportazioni sono crollate del -33,5%, soprattutto a causa delle ritorsioni sui dazi americani messe in atto dal Canada, portando il “passivo” a -5,36 miliardi di dollari, con una riduzione di appena il -2,5%. Insomma, nel complesso non un grande effetto positivo, e il vino italiano non si è salvato più di tanto: se nel 2025 sul 2024 le esportazioni verso gli States sono diminuite del -9,1% (a 1,75 miliardi di euro), e nei primi 3 mesi 2026 il calo è del -20,5% sul primo trimestre 2025 (407 milioni di euro, secondo i dati Istat analizzati da WineNews). Eppure, la fedeltà degli americani al vino italiano (e al made in Italy agroalimentare in genere) fa sperare che, quando l’economia tornerà a crescere, anche i consumi di vino tricolore torneranno a farlo. Secondo un sondaggio su 1.200 consumatori statunitensi di vino, realizzato da Nomisma per Federvini, “nonostante l’aumento dei prezzi legato ai dazi sia stato avvertito dalla grande maggioranza degli acquirenti, meno del 10% ha sostituito i prodotti italiani”. E “di fronte a una prospettiva di rincaro del 20%, molti non modificherebbero le proprie abitudini d’acquisto”. Per un mercato che, superate le varie criticità del momento, tornerà a crescere, “ma non sarà diverso da quello che abbiamo conosciuto fino ad ora”, commenta a WineNews (in approfondimento) Albiera Antinori, nome tra i più importanti del vino italiano, che è anche “produttore americano” con Stag’s Leap Wine Cellars, tra le più importanti della Napa Valley, in California, e importatore con la Vinattieri 1385.
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SMS
Schenk Italia investe ancora
Investire in sostenibilità, guardandola non come costo da sostenere ma come opportunità da cogliere per migliorare la qualità complessiva del processo produttivo: va in questo senso l’investimento di assoluto rilievo, 6 milioni di euro, da parte di Schenk Italia, una delle realtà più grandi ed importanti del vino italiano - che fa parte del gruppo Schenk Family - sulla cantina Bacio della Luna di Vidor, tra le Colline di Conegliano e Valdobbiadene. “L’operazione renderà la sua produzione di Prosecco Doc, Docg e spumanti, anche no-alcol, più sostenibile e permetterà di inserire due nuove figure professionali. L’azienda, nata nel 2010, nel 2025 ha raggiunto i 37 milioni di euro di giro e l’occupazione di 26 dipendenti”, spiega Schenk Italia, guidata dall’ad Daniele Simoni. Fotovoltaico, attrezzature di cantina più efficienti e logistica, le voci più importanti dell’investimento.
Approfondimento su WineNews.it
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Focus
Export, primo trimestre: guidano Veneto, Piemonte e Toscana
L’export del vino italiano nel primo trimestre 2026 ha toccato quota 1,7 miliardi di euro e rimane ancora molto distante dai valori 2025, nel confronto con lo stesso periodo (-8,2%), mostrando, però, una netta ripresa rispetto ai primi due mesi dell’anno in corso e che lascia, perlomeno, ben sperare. A pesare sul bilancio provvisorio sono stati, ovviamente, i risultati arrivati dalle singole regioni dove l’andamento non appare omogeneo. La “locomotiva” dell’export del vino italiano, guardando ai dati Istat elaborati da WineNews, rimane il Veneto con 621,4 milioni di euro, a -9,7% sul primo trimestre 2025, davanti al Piemonte a 255,2 milioni di euro (+0,5%), una delle note più positive, e che sorpassa la Toscana, la regione che chiude il podio con un valore dell’export a 251,6 milioni di euro (-8,3%). Veneto, Piemonte e Toscana, messe insieme, toccano 1,1 miliardi di euro in valore dell’export, e coprono il 66% delle spedizioni enoiche nazionali. Posizione n. 4 per il Trentino Alto Adige/Südtirol a 124,5 milioni di euro (-18,2%), davanti ad Emilia Romagna (95,7 milioni di euro, +2,3%), Lombardia (72,1 milioni di euro, -1,3%), Puglia (61,7 milioni di euro, +4,9%), Friuli Venezia Giulia (56,1 milioni di euro, +2,8%), Abruzzo (54,5 milioni di euro, -10,9%) e Sicilia che chiude la top ten, 37,9 milioni di euro (+0,1%).
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Cronaca
Nel Collio il vino ufficiale della Santa Sede
Un blend di Refosco dal Peduncolo Rosso, Pinot Nero e Cabernet annata 2023 prodotto in 5.000 bottiglie dalla Fondazione Villa Russiz, nel Collio, dal nome “Laudato Sie” e destinato al Vaticano per le occasioni speciali. Sarà questo il vino ufficiale della Santa Sede, almeno finché non entrerà in produzione la vigna del Borgo Laudato Si’, il progetto che ha trovato casa a Castel Gandolfo, voluto da Papa Francesco, dove vengono applicati i principi dell’“Enciclica Laudato Si’”, ed inaugurato dal suo successore Leone XIV.
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Wine & Food
Da “Slow Food Day” a “Festa a Vico”, quando il cibo è buono, pulito e giusto e convivialità
Da Pasqua Vini che, stasera, brinda a “La Traviata” di Giuseppe Verdi nell’inaugurazione dell’Opera Festival all’Arena di Verona, a “Sorsi d’Autore” con i vini veneti e personaggi della cultura nelle Ville Venete (fino al 5 luglio), dal Seminario Estivo della Fondazione Symbola a Mantova (fino a domani; ne fa parte anche WineNews, ndr), a “La Cena” dei Vignaioli di Radda in Chianti Classico (domani), dai vini d’Abruzzo, Cerasuolo in primis, che si raccontano a Roma (18 giugno), a “Vini d’Abbazia” all’Abbazia di Fossanova (fino al 14 giugno), dalla “Festa a Vico” ideata dallo chef stellato Gennaro Esposito a Vico Equense e, per la prima volta, a Sorrento (14-17 giugno), allo “Slow Food Day” in tutta Italia dedicato al cibo buono, pulito e giusto, ai 40 anni della Chiocciola ed al fondatore Carlin Petrini (fino al 14 giugno), sono tantissimi gli eventi nell’agenda WineNews.
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Castello del Terriccio
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Masottina
Consorzio Vini di Romagna
WineNews.tv
Leonardo da Vinci, “La Gioconda” e il vino, un legame intimo e personale, che va oltre l’arte
Dietro alla “Gioconda”, il quadro più famoso al mondo, c’è anche la storia personale di Leonardo da Vinci. E, grazie al vino, WineNews, vi porta “dentro” il capolavoro del Louvre, partendo dallo sfondo, Ponte Buriano nel Valdarno in Toscana, dove nascono i vini di Tenuta Sette Ponti come raccontano Antonio Moretti Cuseri, tra i critici di vino più famosi del mondo, James Suckling e la storica dell’arte Liletta Fornasari, e viaggiando dal Caucaso (da dove la schiava circassa Caterina, madre di Leonardo, partì per Firenze), a Vinci, dalla “vigna di Leonardo” a Milano alla Francia.
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