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N. 4.493 - ore 17:00 - Mercoledì 10 Giugno 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Da 100 magnum delle grandi cantine di Napa a pass esclusivi per le sfilate Chanel a Parigi, dalla guida di auto di lusso a cene in ristoranti stellati e, naturalmente, vini da sogno, ma anche per ricordare Michel Rolland: sono alcuni dei lotti dell’“Auction Napa Valley” 2026, l’asta charity di Napa Valley Vintners, ideata da Robert Mondavi e battuta da Sotheby’s nella Tenuta Inglenook di Francis Ford Coppola, presente, con nomi come Stephanie Rolland, figlia del grande enologo francese, e Piero Antinori e Renzo Cotarella, alla guida di Marchesi Antinori, unica azienda italiana con una cantina in Napa, Stag’s Leap Wine Cellars, e che ha raccolto 6 milioni di dollari. | |
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| | Le difficoltà ormai note, per chiari motivi, all’export, che valgono tanto per l’Italia quanto per i più importanti Paesi produttori, che in generale stanno attraversando la tempesta peggio del Belpaese; qualche segnale positivo, soprattutto in valore (in particolare grazie al ritrovato vigore delle bollicine), sul mercato interno, Gdo in testa e con un fuori casa che di certo non vola, penalizzato anche dal crescente divario tra potere di acquisto (in calo) e prezzi al consumo (in crescita), ma che vede il vino rimanere protagonista sulle tavole di wine bar e ristorazione di livello più alto (in focus i dati Nomisma Wine Monitor e TradeLab). È il quadro di sintesi dell’Assemblea Federvini dal titolo, eloquente, “Vini, spiriti e aceti alla prova del nuovo (dis)ordine mondiale”, di scena oggi a Roma. “Il 2025 ci ha messo alla prova con un’intensità senza precedenti - ha dichiarato il presidente Federvini, Giacomo Ponti - ma le nostre imprese hanno dimostrato una capacità di adattamento straordinaria, ed hanno capito una cosa: l’incertezza è la nuova normalità. Guardiamo al futuro con fiducia: siamo portatori di un valore strategico - economico, culturale, identitario - che nessun dazio può intaccare”. Diversificare i mercati, hanno detto il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e, in collegamento dal Sudafrica, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ed il presidente Ita-Italian Trade Agency Matteo Zoppas, è un imperativo. “La situazione è complicata come in parte ci aspettavamo. Le difficoltà, anche in Usa - ha sottolineato Albiera Antinori, alla guida di una delle più importanti realtà del vino italiano, Marchesi Antinori, e del Gruppo Vini Federvini - non sono imputabili solo ai dazi, perché il trend di calo è generale. I dazi sono arrivati in una fase in cui il dollaro era debole, in cui la filiera distributiva Usa iniziava a scricchiolare, con il three tier system che in ogni step aumenta il prezzo finale, e mentre il potere di acquisto degli americani cala. Il momento non è facile, neanche per il vino americano stesso, del resto, ma gli Usa restano un mercato fondamentale per i fine wines italiani. Accordi con India, Mercosur e in generale tutte la altre opportunità di diversificare i mercati sono importanti, ma guardano a lungo termine, e in ogni caso il mercato Usa non è sostituibile”. | |
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| | Ci sono il Consiglio del Cibo di Roma e il Distretto Biologico di Firenze, ma anche l’esperienza di Perugia nel contrasto allo spreco alimentare, Melpignano, a Lecce, con la microproduzione, e il caso più recente di Genova che ha conquistato da un anno una delega in Assessorato alle Politiche del Cibo con una struttura amministrativa e una food policy da costruire quasi da zero. Sono alcune delle “case history” di città italiane impegnate nelle politiche del cibo, approfondite a “Buono e Bio in Festa”, nei giorni scorsi all’Orto Botanico di Roma, evento promosso da Roma Capitale, FederBio e Slow Food Italia, e che ha portato alla formalizzazione di un’alleanza tra città italiane impegnate nelle politiche del cibo che hanno espresso la volontà di lavorare insieme, condividendo strumenti, modelli di governance e pratiche amministrative. | |
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| | | In uno scenario internazionale incerto, gli italiani non rinunciano a partire, ma cambiano prospettiva: 1 su 2 sceglie di restare in Italia per le vacanze, e il nuovo trend dell’estate 2026 - registrato anche da WineNews - è la “Soul-stay”, la vacanza dell’anima che mette al centro benessere interiore, autenticità dei luoghi, grazie anche alla buona cucina, di cui il vino è il compagno più fedele, e sicurezza. Lo rivela l’Osservatorio Emma Villas, leader nell’affitto breve di ville e dimore di pregio (600) in Italia, che si conferma meta ideale. Per una vacanza sempre più legata a natura, autenticità e scoperta del territorio: il 79% di italiani desidera entrare in contatto con lo spirito autentico dei luoghi, e, dal Monferrato ai trulli di Alberobello, dalle colline della Val d’Orcia alla Val di Noto, il 2026 segna il ritorno del “genius loci”, la ricerca dell’anima più autentica dei territori. L’87,1% farà una vacanza nei prossimi 12 mesi, ma cambia la pianificazione: diminuisce (-13%) chi immagina più vacanze nell’anno, mentre cresce (+6%) chi prevede una sola partenza. Non è una rinuncia, ma una selezione più attenta: budget, tempo e aspettative si concentrano su esperienze più significative, semplici da organizzare e capaci di restituire benessere, anche emotivo. Tanto che l’81,1% cerca esperienze “cucite” su misura. | |
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| | | Da Alex Bartoli, Group Wine Director di Villa d’Este a Cernobbio sul Lago di Como (Identità di Sala), allo chef Davide Guidara de I Tenerumi del Therasia Resort a Vulcanello (Cuoco dell’Anno), dal grande Alain Ducasse a chef come Michelangelo Mammoliti e Mattia Pecis, da Andrea Aprea ad Alessandro Negrini e Fabio Pisani, da Franco Pepe a Paolo Griffa: ecco alcuni dei premi 2026 by Identità Milano, che si è chiuso ieri (con WineNews media partner), con un tributo anche alla famiglia Cerea, a 60 anni dalla fondazione del ristorante tristellato Da Vittorio a Brusaporto. | |
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| | In uno scenario internazionale complesso, il mondo del vino italiano riflette sulle sfide del futuro con alcune delle sue voci più autorevoli, come Piero Antinori, Sandro Boscaini e Fausto Maculan, con le sue denominazioni più famose nel mondo, come il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, e con i vini ed i vitigni del momento, come i “diversi volti” del Pinot. Insomma, riunendo il “gotha” del settore, come farà “VinoVip Cortina” 2026, il summit biennale n. 15 della storica rivista “Civiltà del Bere”, guidata da Alessandro Torcoli, a Cortina d’Ampezzo (12-13 luglio), la “perla delle Dolomiti”, dove assaggiare grandi vini in una vera e propria “degustazione di paesaggio”, incontrando 54 celebri cantine italiane nel tradizionale “Grand Tasting” allo Chalet Tofane, una dei luoghi più panoramici del Belpaese. | |
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| | | Il racconto giocoso della diversità del vino siciliano per i produttori del “continente enoico”, in un viaggio di suggestioni e sensi. Negli “abbinamenti” firmati dai vertici di cantine che vanno da Donnafugata ad Arianna Occhipinti, da Alberelli di Giodo a Principi di Spadafora, da Serra Ferdinandea-Planeta a Feudo Maccari (Moretti Cuseri), da Palmento Costanzo a Tasca d’Almerita, da Baglio di Pianetto a Feudo Arancio (Mezzacorona), da Cantina Birgi a Cusumano, da Masseria del Feudo a Cantine Fina, da Cantine Pellegrino a Cantine Settesoli, da Cantine Colosi a Le Casematte. | |
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