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N. 4.534 - ore 17:00 - Giovedì 6 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | “Viste le attuali condizioni meteo, abbiamo optato per la prudenza e non pubblicheremo i dati di produzione, poiché le alte temperature e le condizioni meteo delle prossime settimane rendono impossibile formulare una previsione realistica e affidabile”. A dirlo, sulla scia di quanto accaduto in Francia e Italia, le Cooperative Agroalimentarias Castilla-La Mancha, realtà fondamentale con il suo “ramo” vitivinicolo per la Spagna enoica, in quanto leader, con il 75% del volume ed il 60% del valore, della commercializzazione dei vini delle aziende vinicole di Castilla-La Mancha, la più grande zona, a livello produttivo, del Paese. | |
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| | “Mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, e poi sono nato fesso”, cantava Francesco Guccini in uno dei sui pezzi più celebri, “L’Avvelenata”. Una dichiarazione d’amore semplice e sobria, come semplice era, al di là della leggenda - e dell’immagine oggi quasi “ancestrale”, nell’epoca del “politically correct”, del fiasco sul palco - il suo rapporto con il vino. “Che è un fatto culturale”, aveva detto in un’intervista a WineNews di ormai dieci anni anni fa, raccolta nel 2016 al festival “Collisioni” a Barolo, sottolineando che “il vino è una delle leggende che mi trascino dietro, perché ne ho parlato nelle mie canzoni. Lo bevo volentieri, mi piace, ma non sono né un bevone né un ubriacone, questo sia chiaro”. Un Guccini anche “gastronomo”, visto che, in un’altra intervista realizzata per un suo concerto a Montalcino, nel 2009, dove già parlavamo di come stava cambiando il vino, dalle “Osterie di fuori porta” ai “wine bar”, ci confessò di non avere un vino preferito, perchè “dipende da cosa si mangia, dall’occasione, dalla regione in cui ci si trova”. Eppure il vino è presente in tante della poesie in musica, quali sono le canzoni del cantautore, scomparso oggi a Pavana, nell’Appennino Pistoiese dove ha passato gran parte della sua vita. Quel vino che è il “rosso saggio” a cui “chiedi i tuoi perché” in “Un altro giorno è andato”, o è quello da “neutralizzare” con “il caffè della stazione” nella “Canzone delle Osterie di fuori porta”. O ancora, ne “Il Frate”, il nettare di Bacco dà sapore a “quelle sere d’estate” che “sapeva di vino e di scienza”, è “il vino che muove i ricordi”. E ancora c’è il vino con il suo abuso ed i suoi effetti nefasti ne “L’Ubriaco”, ma c’è anche il vino che è festa e convivio in “Farewell”, dove gli amici si ritrovano “attorno ai tavoli pieni di vino”. Con Guccini cantore anche “dell’agricoltura” che scandiva la vita delle persone, nella “Canzone dei 12 mesi”, in cui, parlando proprio di agosto, mese che lo vede, in questo 2026, lasciare questa terra, racconta di come “mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore”. Solo alcune, queste, delle possibili citazioni di Guccini legate al vino (altre in approfondimento), che per noi è stato uno dei più poetici, acuti e sinceri cantori del vino, nei suoi mille significati e nella quotidianità di un’Italia che non c’è più. | |
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| | Non servono mete esotiche per vivere l’estate: sempre più italiani scelgono la convivialità vicino casa, tra cene in terrazza, grigliate, sagre e serate all’aperto. A raccontarlo è l’indagine Ipsos Doxa per il Centro Informazione Birra (Cib) di AssoBirra, che evidenzia come il 66% degli italiani associ la birra ai momenti trascorsi a casa propria o di amici e parenti. Seguono ristoranti e pizzerie (50%), bar e pub (47%) e sagre e feste di paese (39%), simbolo di una socialità autentica e legata al territorio. Tra i valori più legati alla birra emergono convivialità (51%), relax (47%) e divertimento (40%). Cresce inoltre l’interesse per le versioni low e no alcol, il cui peso sul mercato è passato dal 2,1% al 3,9% in un anno, confermando una domanda orientata a consumi più consapevoli. | |
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| | | Sessant’anni fa l’ambientalismo era una questione d’élite quando, nel 1961, in Svizzera, il biologo Julian Huxley ed Principi Bernardo d’Olanda e Filippo d’Edimburgo fondarono il Wwf. Il Wwf Italia nascerà nel 1966 grazie al grande ambientalista Fulco Pratesi. Alla guida c’è il Marchese Mario Incisa della Rocchetta, che, prima di inventare il Sassicaia con l’enologo Giacomo Tachis e dare inizio all’epopea di Bolgheri, proprio accanto ai vigneti di Tenuta San Guido, aveva fondato il primo Rifugio Faunistico privato d’Italia, il Padule di Bolgheri. Oggi Wwf è la più importante organizzazione per la conservazione della natura, e, nei giorni scorsi, ha festeggiato 60 anni in cui ha rivoluzionato il nostro rapporto con l’ambiente - inserito nel 2022 nella Costituzione - e con gli auguri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ricevuto al Quirinale il presidente Luciano Di Tizio, e Papa Leone XIV con una “Benedizione Apostolica” e l’incoraggiamento a proseguire un’opera che richiede la conversione ecologica delle nostre vite. E alla quale, tra le 100 Oasi, anche il vino dà un piccolo grande contributo, anche con le Oasi Affiliate San Felice (Gruppo Allianz) in Maremma, Gregorina de Le Tenute Leone Alato (Generali) in Romagna e Forteto della Luja nelle Langhe. | |
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| | | Da “Calici Valtellina” a Sondrio nella notte di San Lorenzo, all’estate di eventi all’Hotel de la Poste di Cortina, dal “Caiarossa Sunset” a Riparbella sulla Costa Toscana, alle “Chigiana Chianti Classico Experience” del “Chianti Classico Fest” con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena in cantine come Fèlsina, dall’“Amiata Music” al Forum Bertarelli della Fondazione Bertarelli nella tenuta ColleMassari in Maremma con Joyce DiDonato, a “Vinitaly and the City - Calabria in Wine” sul lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, il chilometro più bello d’Italia, ecco l’agenda WineNews. | |
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| | Si svelerà il 16 novembre, a Santiago del Cile, “capitale” della Valle del Maipo, regione vinicola più storica e prestigiosa del Paese, la premiazione di “The World’s 50 Best Vineyards” 2026, la classifica più prestigiosa che mette in fila le cantine più belle del pianeta e che fa parte del portafoglio del marchio “50 Best”, includendo anche i celebri The World’s 50 Best Restaurants, The World’s 50 Best Bars e The World’s 50 Best Hotels. Si tratta di una “prima volta” per il Cile, nazione dalla grande tradizione enologica e che, lo scorso anno, in Australia (con WineNews invitata a seguire in diretta sul posto l’evento, ndr) ha festeggiato il successo della cantina cilena Vik incoronata “The World’s Best Vineyard 2025” (oggi nella “hall of fame” insieme, tra le altre, ad Antinori nel Chianti Classico, al n. 1 nel 2022). | |
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| | | A WineNews, Pierpaolo Penco, responsabile formazione in Wine Business di Mib Trieste School of Management: in questo momento complesso, le aziende del vino italiano “hanno basi stabili”, ma nel settore servono “un business model più collaborativo ed una visione più “olistica”, che, se prima guardava soprattutto al prodotto, ora deve guardare anche, e molto di più, alle ricadute sociali ed umane e ad un lavoro meno “dirigistico” e più partecipativo”. Caratteristiche, secondo una ricerca di Trieste School of Management per le Donne del Vino, tipiche di una guida femminile. | |
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