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N. 4.415 - ore 17:00 - Martedì 24 Febbraio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Che il vino sia un medium eccellente per raccontare il territorio è certo, come testimoniano anche i tanti territori del vino patrimonio Unesco. Con la viticoltura che è esempio efficace di buone pratiche, e di investimenti che guardano alle prossime generazioni. Che vanno incentivati, nell’ottica di un turismo lento e di qualità, e come visione della sostenibilità di campagne e città. Come hanno sottolineato (in approfondimento) a Slow Wine Fair, tra gli altri, Leandro Ventura, direttore Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, e Fabio Bonanno, dell’Assessorato all’Agricoltura di Roma Capitale. | |
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| | Un mercato in crescita a 6,9 miliardi di euro (+6,2%), con trend in rialzo per tutte le categorie, dal domestico per un valore di 5,5 miliardi di euro (+4,9% la Gdo sul 2024) al fuori casa che vale il 20% (+1,6% sul 2024 per 1,35 miliardi di euro di valore complessivo), con segnali positivi anche per la Gdo, tanto nei discount (+6,8%) che in iper e supermercati (+4,3%) fino all’e-commerce (+5,9%), con la distribuzione moderna che si consolida come il primo canale di acquisto del biologico (64%, +6,1% sul 2024 per un valore di 3,5 miliardi di euro). Dati quelli del “Mercato italiano del bio”, presentati da Nomisma, a BolognaFiere, a “Rivoluzione Bio” a Sana Food e Slow Wine Fair che ci dicono che il biologico non è più un fenomeno di nicchia ma una categoria in crescita, spinta da valori quali salute, benessere e sostenibilità, con ancora potenzialità ma anche difficoltà da superare. Basti pensare che i due terzi dei consumi è concentrato sul 20% delle famiglie. Il bio nella distribuzione moderna (2025), è cresciuto del +4,9% in valore sul 2024 (l’alimentare segna +2,9%), in volume a +3,6% (alimentare a +0,8%), e il peso delle promozioni nelle vendite bio è stato del 15,6% (-1%). Eppure solo il 25% dei distributori ha incrementato (di almeno il 2%), gli assortimenti di bio per cogliere le opportunità di crescita. Il numero di famiglie che hanno acquistato food & beverage bio almeno una volta nell’ultimo anno è passato da 13 milioni (2012) a 24 milioni (2025). Per quanto riguarda il valore delle vendite, le 15 categorie top (1,1 miliardi di euro di valore) nella distribuzione moderna, rappresentano il 47% delle vendite bio totali nel 2025. Nella distribuzione moderna, il peso del biologico sul totale alimentare è del 2,8%, comunque stabile (+0,1%) a dimostrazione dei grandi margini di crescita in prospettiva. Lo studio si è anche concentrato sulla domanda nel fuori casa nel 2025: solo il 3% ha dichiarato di consumare “sempre” (3-4 volte alla settimana) pasti o bevande bio in ristoranti, trattorie, bar e mense; il 14% una volta a settimana. Una conoscenza approfondita del biologico, dai valori della certificazione alle sue distintività rispetto al convenzionale, rappresenta un fattore decisivo per rafforzarne la presenza nel canale fuori casa. In approfondimento i commenti di istituzioni e associazioni di settore. | |
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| | L’ultima “medaglia d’oro” assegnata alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è stata quella di “Wine Spectator”: la rivista americana ha promosso, a pieni voti, la “Carta dei Vini” protagonista nelle tre hospitality house di “Casa Italia” (a Milano, Cortina d’Ampezzo e Livigno). “Una vera celebrazione della viticoltura italiana”, racconta l’articolo a firma di Rachel Shanker. A scegliere i 26 vini, per conto del Coni, è stato il team LT Wine & Food Advisory, boutique di consulenza del settore wine. Ogni etichetta, per oltre due settimane, è stata ambasciatrice del nostro Paese al cospetto di una platea mondiale. Per Luciano Buonfiglio, presidente Coni, “in queste occasioni, il vino celebrativo diventa un momento di diplomazia culturale, portando con sé il territorio da cui proviene, la storia dietro l’etichetta, il savoir faire italiano”. | |
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| | | Da oggi, fino a nuovo ordine ufficiale, nel caotico scenario dei dazi, il vino europeo, così come tante altri merci del mondo dirette verso gli Usa, sarà soggetto ad un dazio ad valorem del 10%. Così è dalla mezzanotte del 24 febbraio di Washington Dc, e così sarà fino al 24 luglio 2026 (come si legge sul sito della Casa Bianca), salvo probabili cambiamenti già annunciati da Trump, dopo la sentenza della Corte Suprema, che, nei giorni scorsi, ha dichiarato incostituzionali i dazi al 15% che sono stati in vigore fino a questa notte, e che erano basati sull’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa). A fare “chiarezza”, per quanto possibile in questa fase di nuova grande incertezza (che a detta di molti, come Unione Italiana Vini - Uiv, danneggia il settore più dei dazi stessi), è la Us Wine Trade Alliance. Che sottolinea, appunto, come da oggi le dogane Usa smetteranno di riscuotere i dazi al 15% bocciati dalla Corte, mentre saranno in vigore quelli ad valorem del 10%. “Sabato, il presidente Trump ha dichiarato pubblicamente che i dazi globali sarebbero stati aumentati al 15%. Tuttavia, ad oggi, non è stato emanato alcun Ordine Esecutivo o proclama formale che attui una tariffa del 15%. Fino alla pubblicazione ufficiale di un tale provvedimento, l’aliquota del 10% resta quella in vigore”. | |
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| | | “Un buon naso è il miglior sommelier del mondo”. Frase celebre, di autore incerto, ma che sottolinea l’importanza dell’olfatto nella degustazione di vino, ma che è anche un “medium” sensoriale e cognitivo che evoca memorie, visioni e relazioni con luoghi, persone e paesaggi che ci circondano. A rilanciarne questo ruolo è “Naf - Nose Art Festival” ideato dalla cantina umbra Scacciadiavoli, con “Naf Preview” a Foligno (13 marzo) e Ancona (15 marzo), ed il Festival in azienda, in estate, con performance sensoriali che coinvolgono il pubblico in prima persona. | |
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| | Il 2025 è stato un anno complesso, anche per un gigante del vino mondiale come la statunitense Gallo che, secondo Vinetur, a metà 2025 era il maggior produttore di vino a livello globale in volume. Dopo la chiusura, tra luglio e settembre dello scorso anno, di Courtside Winery (una struttura di produzione da 28.000 metri quadri, con 47 dipendenti che persero il lavoro), le complicazioni continuano anche nel 2026: il 12 febbraio, Gallo ha annunciato la chiusura di The Ranch Winery a St. Helena e tagli al personale che riguarderanno la Louis M. Martini Winery e la Orin Swift Tasting Room, a St. Helena, e J Vineyards e Fry Ranch a Healdsburg. Dalle comunicazioni ai sensi dell’atto sulla Comunicazione di Adeguamento e Riqualificazione dei Lavoratori vigente nello Stato della California, 93 lavoratori perderanno l’impiego dal 15 aprile.
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| | | Riflessioni intorno al valore etico, sociale e ambientale della filiera del vino, dei vertici di Slow Food, e di tanti produttori virtuosi. Le parole di Barbara Nappini e Giancarlo Gariglio, alla guida di Slow Food e Slow Wine, e dei vertici di cantine come Umani Ronchi, Arpepe, Planeta, Speri, Secondo Marco, Perla del Garda, Fontodi, Braida, Kaltern, Barone Pizzini, Baglio del Cristo di Campobello, Cà Du Ferrà e Vicara. Da cui emerge sempre più chiara la consapevolezza del concetto di etica in una filiera complessa e preziosa dal punto di vista economico, ambientale e sociale, come quella del vino. | |
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