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WineNews
N. 4.452 - ore 17:00 - Domenica 12 Aprile 2026 - Speciale Vinitaly - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
“Cantina Italia”: +5,7% a marzo 2026
Continuano a restare alte le giacenze del vino italiano. Se il dato del 28 febbraio 2026 segnalava un surplus delle scorte del +5,8% sul medesimo periodo 2025, i numeri aggiornati al 31 marzo 2026 dicono +5,7% rispetto ad un anno fa, per un totale di 55,9 milioni di ettolitri di vino, a cui vanno aggiunti 5,3 milioni di ettolitri di mosti (+32,4%) e 165.263 ettolitri (+8,3%) di vino nuovo ancora in fermentazione (Vnaif), categoria che scende nettamente sul dato del mese scorso (+38,4%). A dirlo è l’aggiornamento di “Cantina Italia” dell’Icqrf. Il 53,9% del vino detenuto è a Dop, il 26,5% a Igp, i vini varietali sono l’1,6% del totale (in approfondimento).
Approfondimento su WineNews.it
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Primo Piano
Vinitaly 2026, il messaggio: il momento è difficile, ma il vino ha le opportunità per uscirne
Il momento è difficile, ma il mondo del vino può uscirne e continuare a crescere guardando ai nuovi mercati, avvicinandosi alle nuove generazioni, facendo squadra, innovando e puntando su due “cavalli di battaglia” tutti italiani, l’enoturismo e la Cucina Italiana Patrimonio Unesco di cui il vino è parte integrante. Il tutto con l’appoggio della politica per sostenere il comparto in questo momento storico dove le tensioni internazionali, in primis, preoccupano. Ecco, in pillole, il messaggio lanciato, oggi, in apertura di Vinitaly 2026 a Verona (12-15 aprile, Veronafiere, che WineNews racconta “day by day”), alla presenza delle istituzioni italiane ed europee, della filiera, da Federvini ad Unione Italiana Vini -Uiv, e dei vertici della fiera. Che, ha detto il presidente Federico Bricolo, “avverte con chiarezza la responsabilità di evolvere ulteriormente il suo ruolo: non solo luogo di incontro del business, ma leva concreta per consolidare il posizionamento del settore e ampliarne le opportunità di sviluppo all’estero. La promozione internazionale è una nostra priorità”. E sottolineando che “la situazione in Medioriente e le esportazioni di vino non sono aspetti scollegati”, perché “dove passano le merci non passano le armi”, il vice Premier e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, ha detto che “essere il primo produttore di vino al mondo significa rappresentare l’Italia nel miglior modo possibile. L’export è fondamentale, bisogna certamente guardare al mercato americano, dove il 15% dei dazi ottenuti è una misura competitiva rispetto ad altri Paesi”, ma anche che ci sono “gli altri accordi commerciali, come il Mercosur e l’India, un mercato di grandissimo interesse. Il prezzo del petrolio, però, ci preoccupa. Ma per l’agroalimentare italiano l’obiettivo è raggiungere 700 miliardi di euro in due anni”. Che, per il vino, ha ricordato Matteo Zoppas, presidente Ita - Italian Trade Agency, vuol dire “riuscire a portare l’export a 10 miliardi di euro nel più breve tempo possibile”. “C’è una contrazione dell’economia - ha concluso il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida - ma dobbiamo anche chiedere all’Europa di muoversi più in fretta. Le crisi non sono qualcosa di questi tempi. L’Italia ha il diritto di dire la sua e di essere riconoscibile. Verona è la capitale mondiale del vino, qui, per il vino, è un luogo di dibattito”.
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La Premier Giorgia Meloni a Vinitaly
Come sempre, negli ultimi anni, Vinitaly, l’evento di riferimento internazionale del vino italiano che si è aperto, oggi, a Veronafiere a Verona (12-15 aprile), si conferma non solo un “hub” di business e affari, ma anche un baricentro della politica, per quanto riguarda il mondo del vino, ovviamente, ma non solo, grazie al confronto con le istituzioni italiane ed europee. E lo è anche in questo 2026, visto che Palazzo Chigi ha annunciato la visita in fiera del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in programma nella giornata di martedì 14 aprile. Un ritorno, dopo che la Premier era stata presente a Vinitaly 2024, e l’ennesimo attestato di vicinanza ed interesse per un settore strategico per il Belpaese, che sta attraversando, come altri, un momento complesso, e che arricchisce una presenza già forte del Governo fin dalla vigilia dell’evento.
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Focus
I vini Premium cresceranno ancora nei prossimi anni
I vini Premium (che escono dalla cantina al prezzo minimo di 8 euro e che arrivano, a seconda dei mercati, tra i 25 e i 50 euro) cresceranno ancora nei prossimi anni, nonostante il calo generale delle importazioni a livello globale. E, assieme ai Luxury, compenseranno almeno in parte la discesa dei prodotti della parte medio-bassa dello scaffale. Una crescita non eclatante del valore - +1% da qui al 2029, che sale però a +3,5% per i prodotti made in Italy - ma che - secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Iwsr - potrebbe riservare per l’Italia sorprese ancor più positive se ci si concentrasse su alcune aree considerato maggiormente strategiche. Dodici i Paesi a maggior tasso di crescita potenziale: Giappone, Messico, Corea del Sud, Brasile, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, Australia e India a cui si aggiungono le 2 “fuori quota”, e top buyer extra-Ue, Stati Uniti e Regno Unito. Sono queste, secondo Unione Italiana Vini e Vinitaly, le aree in cui incrementare la propria presenza. “Il valore export 2025 è risultato in calo di quasi il 4% - ha detto il responsabile dell’Osservatorio, Carlo Flamini - ma, secondo le nostre stime, se avessimo avuto in pancia un’incidenza della quota Premium al 20% invece dell’attuale 17%, il saldo negativo si sarebbe ammorbidito a -0,7%”.
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Cronaca
Il Prosecco Doc brinda all’export 2025
Se l’export 2025 del vino italiano, tutto sommato, ha tenuto, con 7,7 miliardi di euro in valore (-3,7% sul 2024) e 2,1 miliardi di litri in volumi (-1,8%), c’è chi può brindare per aver chiuso un anno difficile con il segno più: il Prosecco Doc, che, secondo i dati definitivi del Consorzio, segnano una crescita del +2,3% a livello mondiale, con 667 milioni di bottiglie imbottigliate (+1,1% sul 2024), l’82% destinate ai mercati internazionali, confermando un valore di 3,6 miliardi di euro, con Usa (+23,3%), Uk (stabile) e Francia (+19,8%), primi mercati in positivo.
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Wine & Food
Il Papa regala al Presidente francese Emmanuel Macron un Amarone di Aneri
Leone XIV ha regalato una bottiglia di Amarone della Valpolicella Aneri ad Emmanuel Macron, accompagnato dalla moglie Brigitte, in occasione di un’udienza in Vaticano. La bottiglia è una limited edition personalizzata da un disegno di uno degli artisti della Transavanguardia Mimmo Paladino, come anche riportato da Luciano Ferraro sul “Corriere della Sera”. Proprio per celebrare i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Francia è stata scelta, come dono, la bottiglia che Giancarlo Aneri, “re” dell’Amarone della Valpolicella e proprietario della cantina di famiglia a San Pietro in Cariano, nominato “Gentiluomo di Sua Santità” da Papa Francesco nel 2024 - ha affidato all’artista della Transavanguardia Mimmo Paladino, che per la griffe Aneri ha disegnato tre etichette artistiche per un’edizione limitata di bottiglie di Amarone, per i 25 anni della cantina veronese.
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WineNews.tv
Matteo Zoppas: “la più grande scommessa è una promozione fuori dal canale tradizionale”
“Il vino sta soffrendo un momento di difficoltà, ma abbiamo, comunque, chiuso il 2025 con un -3,7% di export. Ora vediamo come sarà il 2026. Non ci sono solo gli Usa, ma altre destinazioni su cui insistere. La più grande scommessa è una promozione fuori dal canale tradizionale, aprendo anche alle cucine diverse dalla nostra, un mondo ad oggi inesplorato, accanto alla Cucina Italiana Patrimonio Unesco”: è lo “stato di salute” del vino italiano nei mercati del mondo, analizzato con WineNews, da Matteo Zoppas, presidente Ita-Italian Trade Agency, a Verona.
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