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N. 4.387 - ore 17:00 - Giovedì 15 Gennaio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Secondo l’American Association of Wine Economists (Aawe), che cita come fonte FranceAgriMer, tra il 1996 e il 2024, le vendite di vini Aop in Francia in ipermercati e supermercati, sono diminuite di 1,47 milioni di ettolitri (-29,3%). Gran parte di questo calo è attribuibile a Bordeaux (-653.000 ettolitri, -43,6%), ma anche Vallée du Rhône (-324.000 ettolitri, -32,3%) e Languedoc-Roussillon (-205 milioni di ettolitri, -45%). Giù anche Beaujolais (-135.000 ettolitri, -57,7%), Sud Ouest (-72.000 ettolitri, -16,5%), Provence Corse (-51.000 di ettolitri, -14,5%) e Alsace (-56.000 ettolitri -23,2%). Ma c’è anche chi sorride: la Borgogna fa +13,7% (+24.000 ettolitri). | |
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| | Aggregare le aziende leader italiane, che con i loro brand hanno trainato le denominazioni del Belpaese, in un progetto di comunicazione che racconti su basi scientifiche il valore del consumo moderato di vino per restare in salute. È la “controffensiva” ad una comunicazione che, negli ultimi anni, è stata spesso improntata alla “demonizzazione” del vino, non distinguendolo dai superalcolici nelle campagne sull’abuso di alcol, trascurando quello che rappresenta nella nostra tavola, e nella nostra cultura, dove è socialità e condivisione, e generando incertezza tra consumatori ed operatori, lanciata da Signorvino. Che, in un momento di calo di consumi, incertezza dei consumatori, clima normativo più restrittivo ed una comunicazione pubblica dall’approccio allarmistico e semplificato, invita a trasformare la paura in cultura, investendo sulla promozione del vino non in senso commerciale, ma bio-evolutivo e culturale, puntando sullo stile di vita mediterraneo, dove il consumo moderato e consapevole ha una collocazione precisa, ai pasti, e sulla formazione, anziché sui divieti. Se ne è parlato, ieri, di fronte ad una platea di produttori, stakeholder e giornalisti, tra cui WineNews, e con la moderazione di Benedetta Rinaldi, conduttrice di “Elisir” su Rai 3, in Oniverse, alle porte di Verona, il gruppo della famiglia Veronesi, di cui fanno parte Oniwines, con cantine in diversi territori, e Signorvino, guidati da Federico Veronesi, e per il quale è stato “un punto di partenza di un percorso necessario vista la situazione”, ha detto. L’appello alla proattività è arrivato dallo stesso presidente Oniverse Sandro Veronesi, affinché le aziende possano plasmare cambiamenti nelle abitudini socioculturali e non solo adattarvisi: “è necessaria una controffensiva ad un’informazione scorretta sul vino investendo sulla comunicazione di studi scientifici sui vantaggi di un consumo moderato”, come quelli di Giovanni Scapagnini, autorità nel campo delle geroscienze nutrizionali, secondo cui “il vino favorisce la socialità, limita lo stress e riduce il rischio di malattie e invecchiamento”. Un’impresa non facile, per Veronesi, mettere insieme le aziende vista la frammentazione del settore in Italia e le idee spesso contrapposte. Ma non c’è altra strada. | |
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| | È la fiducia per 9 italiani su 10 il sentimento principale che guida nella scelta all’acquisto dei prodotti a Marca del Distributore. Una sorta di “patto sociale” tra aziende e consumatori che significa anche un risparmio, dal 2020 ad oggi, di 22 miliardi di euro per le famiglie italiane, ovvero 150 euro a nucleo all’anno. Per un settore che nel 2025 vale 31,5 miliardi di euro (proiezioni Teha Group su dati Circana), +6,8% sul 2024, e trainato in larga parte dai prodotti alimentari: una categoria che, secondo il Position Paper elaborato da The European House-Ambrosetti con la partecipazione di Ipsos per Adm (Associazione Distribuzione Moderna), sostiene la generazione di 211 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10% del Pil italiano. Numeri discussi e raccontati in questi giorni a “Marca by BolognaFiere & Adm” 2026, edizione n. 22. | |
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| | | Un trend che continua ad andare in negativo. Si registra ancora una frenata per l’export di vino italiano nel mondo, come dimostrato dai dati Istat analizzati da WineNews e aggiornati ad ottobre 2025. E che, nel confronto con i primi 10 mesi 2024, emettono un risultato di -2,7% in valore (dal -2,2% di settembre) a 6,5 miliardi di euro, e -1,4% in volume (era -0,9% a settembre), a 1,76 miliardi di litri. Un dato generale su cui incide molto l’andamento delle spedizioni negli Stati Uniti, condizionate dai dazi, ma anche dai consumi che cambiano e che diminuiscono: da gennaio ad ottobre 2025 il vino italiano negli States è stato esportato per un valore di 1,5 miliardi di euro, il -5,6% sullo stesso periodo temporale 2024. Giù anche i volumi nei 10 mesi (-3,2%) che scendono a 288,4 milioni di litri, un “gap” che si allarga dall’ultima rilevazione. Gli Stati Uniti rimangono, comunque, il primo partner commerciale del vino italiano, davanti alla Germania che resta in territorio positivo, pur calando su settembre: 946,9 milioni di euro e, quindi, a +1,36% da gennaio a ottobre 2025 su base annua. Sul podio sale anche il Regno Unito (primo partner commerciale per l’agricoltura europea), che continua a frenare gli acquisti di vino italiano rispetto all’anno scorso: -3%, per un valore pari a 686,7 milioni di euro (in approfondimento). | |
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| | | È un mercato che vale appena 30,5 milioni di dollari e quindi ancora marginale, eppure è molto maturato negli ultimi anni. Ma l’India è il Paese più popoloso al mondo e l’Iswr dice che il valore globale al consumo lì supererà i 520 milioni di dollari entro il 2028. L’Italia rappresenta il quarto Paese fornitore, ma cresce più di tutti, tanto che la prima tappa del “Vinitaly Roadshow” 2026, by Veronafiere in collaborazione con Ita, si terrà fino al 18 gennaio proprio in India, dove sono volate già 30 aziende tricolore. | |
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| | Eccellenza della Pedemontana Vicentina, il Torcolato è un vino che vanta una storia produttiva che risale al 1890. Nasce dall’uva Vespaiola e si è affermato tra i simboli del vino dolce con i suoi grappoli “intorcolati” allo spago, appesi al soffitto del fruttaio e che prima appassiscono per poi essere torchiati. Un vino valorizzato con varie iniziative, come dimostra il progetto della “Magnifica Fraglia Torcolato Doc Breganze”, costituitasi con il motto “Di Breganze il Torcolato è delizia del palato”. E con eventi come la “Prima del Torcolato” che celebra la prima spremitura dell’uva Vespaiola e l’inizio simbolico della nuova annata. E che torna, edizione n. 31, il 18 gennaio a Breganze, nominando la nuova ambasciatrice del Torcolato nel mondo per il 2026: è Gabriella Dorio, un mito dell’atletica italiana. | |
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| | | Se a lanciare l’“offensiva” al vino in rapporto alla salute è “una cultura diversa dalla nostra, dove si beve molto, come in Usa”, Sandro Veronesi, presidente Oniverse, il gruppo con brand come Calzedonia, Intimissimi, Tezenis e Falconeri, Oniwines con le sue cantine e Signorvino, invita alla “controffensiva”. “O subiamo o lavoriamo insieme”, dice, a WineNews, l’imprenditore made in Italy di successo: “il vino è entrato in una fase di normalità, in cui l’offerta supera la domanda: ora dobbiamo venderlo”, comunicandone il “consumo corretto, ai pasti e conviviale”, sano per corpo e mente. | |
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