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N. 4.469 - ore 17:00 - Mercoledì 6 Maggio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Nel 2025 i dazi americani hanno pesato sull’export di vino dell’Italia (-9,1% a valore) e anche il 2026 è partito in salita (a gennaio -35,2%). Ma, cambiando prospettiva, quanto hanno inciso sulle importazioni di vino in Usa? In termini di valore il -8,3%, ovvero -565 milioni di dollari, secondo i dati Aawe-American Association of Wine Economists, che WineNews ha analizzato. E gli Stati che hanno importato meno vino sono i mercati più attivi. Come New York (-106 milioni di dollari, per il -7,6%), California (-102 milioni, -7,1%) e Texas (-80 milioni, -17,7%), che, sommati da soli, totalizzano, il 51% della flessione economica dovuta al calo delle importazioni (288 milioni su 565). | |
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| | La crisi in Medio Oriente pesa anche sulle prospettive della filiera agroalimentare italiana, cresce, di giorno in giorno, la preoccupazione delle imprese del settore e, tra i fattori critici, all’inflazione energetica si affianca anche il costo per l’approvvigionamento delle materie prime anche a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Secondo un’indagine di The European House Ambrosetti - realizzata in vista del Forum Food & Beverage di Teha, edizione n. 10 (Bormio, 5-6 giugno), appuntamento di riferimento per esperti, istituzioni e protagonisti della filiera agroalimentare italiana - condotta dopo l’avvio del conflitto, su un campione di oltre 500 aziende agroalimentari italiane, 7 su 10 sono preoccupate per la tenuta del proprio mercato a causa della crisi internazionale, con 4 su 10 che si dichiarano “molto preoccupate” (si tratta, soprattutto, di piccole e medie imprese e tra chi negli anni ha sviluppato strategie meno strutturate di export e sostenibilità). L’inflazione energetica si conferma il fattore di crisi più rilevante per il settore agroalimentare, indicato dal 63,5% del campione, seguito dall’aumento dei costi delle materie prime (36,2%) e dalla mancanza di manodopera (34%). Il cambiamento climatico, pur restando una sfida strutturale per la filiera, appare oggi meno centrale nelle priorità immediate delle imprese: solo 14 aziende su 100 lo indicano tra i temi più urgenti del momento. Per le aziende agroalimentari che esportano oltre il 25% del fatturato, l’incremento dei costi dell’energia rimane la prima criticità (47,2%), davanti alle tensioni geopolitiche ed ai ritardi nell’approvvigionamento delle materie prime (30%,) con i dazi che sembrano, invece, aver perso centralità: solo il 15% delle imprese esportatrici li considera, oggi, una problematica rilevante. Ma, nonostante tutto, prevale un sentiment positivo sull’andamento del giro d’affari, che aumenta guardando al futuro, soprattutto per le grandi aziende: quasi 8 su 10 (il 76,6%) dichiarano, infatti, che il fatturato dei prossimi 12 mesi sarà in crescita. “È un segnale di fiducia che conferma la solidità industriale della filiera e la capacità del made in Italy agroalimentare di reagire anche nelle fasi di maggiore incertezza”, ha dichiarato Valerio De Molli, Managing Partner e Ceo The European House Ambrosetti. | |
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| | Ancora un attacco contro l’alcol, il vino e la birra. E non all’abuso, come è doveroso, ma al consumo tout court, come è sbagliato, o quanto meno controverso. In particolare, se si parla di vino, per buona parte del mondo della scienza e della ricerca. E che arriva dalla città di New York, la più popolosa degli Usa e tra le grandi capitali del mondo, da sempre sotto gli occhi di tutti, anche per la sua capacità di essere aperta e simbolo di libertà. Dove il Dipartimento della Salute, da qualche giorno, ha lanciato una campagna shock (i dettagli in approfondimento), con manifesti espliciti, con l’obiettivo di “ridurre il rischio di tumori legati all’alcol tra i newyorkesi. Il Dipartimento della Salute di New York vuole che i newyorkesi conoscano la verità sul legame tra il consumo di alcol e il cancro, per influenzare le loro decisioni riguardo al consumo di alcol” ... | |
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| | | Da Raffaele Alajmo (Le Calandre) a Piero Alciati (Guidoristorante), da Riccardo Andreoli (Duomo) a Nadia Benech (La Ciau del Tornavento), da Valentina Bertini (Langosteria) a Cinzia Boggian (La Peca), da Mariella Caputo (Taverna del Capitano) ad Ivana Capraro (Castel Fine Dining), da Rossella Cerea (Da Vittorio) a Maurizio Cerio (Don Alfonso) da Luca Costanzi (Mirabelle) a Giuseppe Cupertino (Borgo Egnazia), da Nicola dell’Agnolo (Il Luogo di Aimo e Nadia) ad Umberto Giraudo (Romeo), da Oscar Mazzoleni (Al Carroponte) a Luca Nicolis (Antica Bottega del Vino), da Sokol Ndreko (Principe) a Mariella Organi (La Madonnina del Pescatore), da Giuseppe Palmieri (Osteria Francescana) a Nando Papa (Verdura Resort), da Manuele Pirovano (D’O) a Leopoldo Ramponi (Al Bersagliere), da Marco Reitano (La Pergola del Rome Cavalieri) a Cristiana Romito (Reale), da Antonio Santini (Dal Pescatore) a Michela Scarello (Agli Amici), da Alberto Tasinato (L’Alchimia di Milano) a Giulia Tavolaro (Maxi), da Alessandro Tomberli (Enoteca Pinchiorri) a Catia Uliassi (Uliassi): ecco i 30 maestri del servizio, riferimenti per l’ospitalità, del “Premio Eccellenza della Sala Italiana”, by “Milano Wine Week” e “Wine List Italia”, con il patrocinio del Senato della Repubblica (presente il vice presidente vicario Centinaio), ieri, a Roma. | |
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| | | Evento che lancia ufficialmente la stagione nella località-icona della Costa Smeralda, da sempre meta del jet set internazionale, in Sardegna, da domani al 10 maggio, torna il “Porto Cervo Wine & Food Festival”, all’edizione n. 15 firmata da Marriott International (che gestisce, per conto di Smeralda Holding, l’Hotel Cala di Volpe, il Cervo Hotel, il Pevero Golf Club e una ricca collezione di bar e ristoranti), con oltre 60 cantine e più di 20 aziende del food, e con WineNews per raccontare i trend che mixano lusso, lifestyle e business. | |
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| | Un evento che, doppiato il traguardo dei vent’anni, continua ad interrogarsi sulle trasformazioni della ristorazione contemporanea: torna “Identità Milano” 2026, il Congresso internazionale di alta cucina, pasticceria, mixology, servizio di sala e hôtellerie ideato da Paolo Marchi e Claudio Ceroni (dal 7 al 9 giugno all’Allianz MiCo North Wing di Milano, con WineNews Media Partner, ndr). E nel quale incontri, lezioni e approfondimenti - il tema di quest’anno è “La libertà di pensare” - riuniranno sul palco alcuni tra i più autorevoli protagonisti della gastronomia italiana e internazionale, e non solo, da Davide Oldani a Carlo Cracco, da Corrado Assenza a Chiara Pavan, da Alain Ducasse a Niko Romito, da Moreno Cedroni a Massimiliano Alajmo, da Gennaro Esposito ad Antonia Klugman, e molti altri. | |
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| | | A WineNews, le riflessioni di Alexander Hall, Head of International Vineyards by Knight Frank, a commento del “The Wealth Report” 2026 (focus domani, in Italia, a Milano). “È vero che così come ci sono meno consumi, ci sono anche meno persone che investono in vigneti e cantine, ma è altrettanto vero che per chi vuole farlo ci sono tante opportunità. E l’Italia, con la sua varietà di territori di prestigio, è tra i Paesi più interessanti. Tante cose stanno cambiando, e per chi investe, anche per collezionismo, come diciamo in Uk, è importante capire prima i trend: essere più avanti della curva”.
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