Se questo messaggio non è visualizzato correttamente clicca qui |
N. 4.511 - ore 17:00 - Lunedì 6 Luglio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
|
|
| | | Il vino italiano si rinnova, grazie alle nuove generazioni. “Una voce giovane che ha voglia di cambiamento e di innovarsi, senza mettere in discussione i valori del passato”, dice Gabriella Favara, ultima generazione Donnafugata e nuova presidente Assovini Sicilia, con un cda “under 40” - Pietro Pollara, Graziano Nicosia, Costante Planeta, Alessandro Tasca (Tasca d’Almerita), Cristina Madaudo (Camporè), Enrica Spadafora, Pierfilippo Marchello (Pellegrino) e Totò Navarra - e che, fondata dai “padri” del rinascimento del vino siciliano, ha portato la Sicilia, dove da sempre le generazioni lavorano insieme per far crescere aziende e territori, ai vertici mondiali. | |
|
| | Grazie alle etichette più prestigiose d’Italia, in testa, ma anche di Borgogna, gira in positivo, seppur di poco, la prima metà del 2026 per il mercato dei fine wines monitorato dal Liv-Ex, piattaforma di riferimento del mercato secondario e del collezionismo mondiale. Guardando agli indici, analizzati da WineNews, il Liv-Ex 100 - indice di riferimento della piattaforma, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 di Frescobaldi, il Sassicaia 2016, 2021 e 2022 della Tenuta San Guido, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 di Marchesi Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse - perde quasi tutta la crescita sviluppata nei primi 4 mesi dell’anno, e chiude il semestre con un debole, ma pur positivo, +0,1% da inizio anno. A spiccare sono diverse etichette italiane, con la crescita maggiore che è quella del Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, con una rivalutazione del +19,2% nel 2026, insieme ad altri italiani in “Top 10”, come il +100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse (+18,4% da inizio anno), il Masseto 2022 (+14,2%) ed il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello (+13,8%). Fa un po’ meglio il Liv-Ex 1000, il più ampio degli indici, a +0,4%, soprattutto grazie all’accelerazione dei vini del Belpaese. Perché l’indice migliore in assoluto, con un +1,9% da inizio anno, è proprio l’Italy 100 (i componenti in approfondimento). Con il mito Barolo Monfortino Riserva 2005 di Giacomo Conterno a guidare la crescita, con una rivalutazione del +26% in 6 mesi, seguito, con crescite tra il +19,2% ed il +10,4%, da Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse 2011, 2013 e 2018, Masseto 2022, 2020 e 2016, Barolo 2019 di Barolo Mascarello, e dal Barbaresco di Gaja 2022, 2015 e 2017. Tra gli altri sottoindici, bene il Burgundy 150 a +1,1%, e lo Champagne 50 (+0,7%), mentre anche a seguito di un’altra campagna “en primeur” che, fino ad oggi, non sembra dare i frutti sperati, soffrono ancora gli indici bordolesi. | |
|
| | Pur in una fase complessa del vino, c’è chi continua ad investire con convinzione ed intensità nel futuro del settore. Ultima case history del genere in ordine di tempo è quella di Mack & Schühle Italia, divisione tricolore del gruppo tedesco nato nel 1939, guidata dall’amministratore unico Fedele Angelillo, che ha messo sul piatto ben 16 milioni di euro “per l’ampliamento e l’innovazione dello stabilimento di Laterza (Taranto)”, guardando anche a spumantizzazione e dealcolazione. Un segmento, quello dei vini No-Lo, che vede Mack & Schühle Italia tra le realtà del Belpaese che ci punta con più convinzione. Per sostenere l’investimento, a giugno 2026 Mack & Schühle Italia ha ottenuto un finanziamento per complessivi 12 milioni da BdM Banca e Cassa Depositi e Prestiti, con il supporto della garanzia Sace. | |
|
| | | Cambiamenti climatici, evoluzione delle pratiche produttive, aspettative dei consumatori che mutano, difficoltà economiche. Ecco gli aspetti che incidono, a livello generale, sul mondo del vino che sta attraversando una fase di svolta, e questo vale anche per il suo Paese n. 1 in valore, la Francia, come più volte raccontato da WineNews. Tanto che l’Inao, l’ente che garantisce il riconoscimento e la tutela dei marchi ufficiali di qualità e di origine per i prodotti agricoli, agroalimentari e forestali, ha deciso di intensificare gli sforzi per sostenere l’evoluzione delle denominazioni di origine di fronte alle sfide attuali. Riunitosi nei giorni scorsi, il “Comité national des appellations d’origine relatives aux vins, aux boissons alcoolisées et aux boissons spiritueuses”, ha approvato l’avvio o l’accelerazione di diverse iniziative chiave per adeguare le denominazioni alle sfide del momento, come la revisione dei disciplinari di produzione, l’adozione di pratiche irrigue responsabili e l’aggiornamento dell’orientamento strategico nazionale del Comitato. Con un obiettivo chiaro: consentire alle denominazioni di adattarsi ai cambiamenti climatici, economici e sociali, preservandone, allo stesso tempo, i pilastri fondamentali, ovvero il legame con l’origine, la tipicità del prodotto e la credibilità. | |
|
| | | Vinitaly.Usa 2026 fa rotta su New York a bordo dell’Amerigo Vespucci, tra le protagoniste, nei giorni scorsi, delle celebrazioni ufficiali del 250esimo Anniversario dell’Indipendenza Usa. Dove il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha presentato l’edizione n. 3 della kermesse americana (26-27 ottobre, nella Grande Mela) già verso il sold out (con adesioni importanti, dai Consorzi di Asti Docg, Brunello di Montalcino, Doc Sicilia e Prosecco Doc, al Consorzio Italia del Vino, alle collettive di Friuli-Venezia Giulia e Ita-Italian Trade Agency, tra le altre). | |
|
| | Negli ultimi anni abbiamo parlato spesso della figura dell’enologo moderno, fondamentale nel mondo del vino, le cui competenze, però, hanno dovuto spingersi ben oltre quelle di cantina, con enologi manager, comunicatori e così via. Ma ora c’è chi rilancia: “l’enologia deve smettere di pensare solo al vino”. La proposta-provocazione arriva dall’enologo altoatesino Andrea Moser, per molti anni in Franz Haas, poi direttore della Cantina di Caldaro, e oggi produttore in proprio, ma anche manager e consulente. “L’enologo del futuro dovrebbe essere prima di tutto uno scienziato delle fermentazioni e dei processi biologici. Potrebbe progettare nuovi ingredienti, valorizzare sottoprodotti agricoli, sviluppare alimenti innovativi, lavorare sulla sostenibilità delle produzioni. Tutto questo significa anche portare nuove idee nel vino, perché chi guarda oltre porta innovazione anche dove è nato” ... | |
|
| | | A WineNews le testimonianze di produttori, chef e non solo, su un segmento in crescita, che punta a 3,3 miliardi di dollari nel mondo, nel 2028. Da Marzia Varvaglione (presidente Ceev e produttrice con Varvaglione1921), Eleonora Spadotto (Lea Winery), Francesco Airenti (Mack & Schühle Italia), Cristina Bowerman (chef Glass Hostaria), Giovanni Rastrelli (Sodamore, in partnership con l’attore Luca Argentero), Stefano Ricagno (presidente Consorzio Asti Docg) e Federico Veronesi (Ceo Signorvino e Oniwines). | |
|
|
|