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N. 4.571 - ore 17:00 - Lunedì 28 Settembre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | La Dieta Mediterranea, considerata la migliore al mondo, della quale fa parte anche il vino e riconosciuta Patrimonio Unesco, non è solo un modello alimentare, ma uno stile di vita che unisce salute, territorio, cultura e rapporti umani. Per questo la Fao, nei giorni scorsi, ha nominato la comunità di Pollica tra gli “Eroi del cibo” per il ruolo svolto nel custodirla e mantenerla viva. L’annuncio è stato dato da New York da Maurizio Martina, vice dg Fao, in una conferenza dedicata proprio alla Dieta Mediterranea e alla salute pubblica organizzata dal Future Food Institute alla New York University nella settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. | |
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| | Per un vino italiano che fatica sui mercati, in Italia come all’export, l’esperienza diretta nei territori e nelle cantine diventa sempre più importante. E ora a supportare ancora di più quel fenomeno sempre più strutturato che è l’enoturismo, è arrivato, nei giorni scorsi, il Decreto del Ministero dell’Agricoltura mirato proprio al sostegno alla promozione del turismo del vino. Una misura importante (e che vede un ruolo determinante assegnato alle Regioni, ndr), approfondita, a WineNews, dall’avvocato Marco Giuri, alla guida dello studio Giuri di Firenze, tra i massimi esperti in tema di diritto vitivinicolo. In estrema sintesi, spiega Giuri, “il nuovo Decreto rappresenta un passaggio significativo perché inserisce per la prima volta in maniera strutturata il turismo enologico tra gli interventi settoriali di sostegno al comparto vitivinicolo. Le opportunità sono concrete: promozione dei territori viticoli, visite alle cantine e ai vigneti, eventi, fiere, esposizioni e altre iniziative potranno ottenere un contributo che può arrivare al 50% dei costi ammissibili. Occorre tuttavia prestare attenzione ad alcuni elementi. Per esempio: non tutte le imprese o associazioni sono beneficiarie dirette”. In ogni caso, andando più nel dettaglio, il Decreto “introduce un sostegno specificamente rivolto alle attività che collegano vino, vigneto, territorio e turismo. L’obiettivo non è, quindi, finanziare genericamente l’attività turistica delle singole aziende, ma sostenere progetti organizzati che utilizzino l’enoturismo come strumento per aumentare la conoscenza e la reputazione del patrimonio vitivinicolo italiano”. E se la legge è nazionale (e la scadenza per presentare i progetti per il ciclo 2026/2027 è fissata al 15 dicembre, poi sarà sempre il 30 ottobre), un ruolo da protagoniste lo avranno le Regioni che, spiega Giuri (in approfondimento), “potranno stabilire gli importi minimi e massimi dei progetti, ridurre la percentuale del contributo (al massimo, comunque, al 50%), individuare tra le categorie previste dal Decreto quelle effettivamente ammesse, determinare la durata annuale o biennale dei progetti, introdurre criteri di priorità e, soprattutto, individuare le azioni e le tipologie di vigneto che intendono finanziare”. | |
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| | Un mix di glamour e spontaneità, abiti firmati e amici d’infanzia, vassoi di costolette di maiale, allestimenti sfarzosi, aperitivi in cantina, cene di gala tra i vigneti e cori spontanei, con il Rosso di Montalcino e il Brunello di Montalcino a fare da “fil rouge” a tre giorni di eventi, il tutto nella cornice di Rosewood Castiglion del Bosco, antico borgo trasformato in resort “a cinque stelle” e tra le location più esclusive del pianeta: il matrimonio tra il cantante Damiano David e l’attrice e cantante Dove Cameron, che, nei giorni scorsi, si sono detti sì a Montalcino, ha visto tra i protagonisti principali - insieme alle emozioni di una coppia innamorata - l’eccellenza made in Italy che il mondo ci invidia, e che unisce fashion, hospitality, arte, paesaggi, cibo e vino, ancora una volta sotto i riflettori dei media internazionali. | |
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| | | La biodiversità da tutelare e valorizzare, per la vita dell’uomo, di quella terra alla quale, come ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “occorre voler bene. È un modo per voler bene a noi stessi e a chi verrà dopo di noi”, e per una sovranità alimentare vera e profonda, per raggiungere la quale, guardando anche al cambiamento climatico e, più in generale, ai pilastri del cibo “buono, pulito e giusto”, la “missione del movimento Slow Food appare più cruciale e urgente che mai”, ha scritto Re Carlo, nel suo saluto e nel suo ricordo di Carlin Petrini, del quale ha esortato a seguire le parole “chi semina utopia, raccoglie realtà”. E anche se il mondo del cibo è certamente più “buono, pulito e giusto” di 40 anni fa, quando Slow Food ha iniziato il suo percorso, ha detto, a WineNews, la storica vicepresidente Alice Waters, in tante aree del pianeta c’è da lavorare ancora moltissimo. Perché “il diritto al cibo non ha a che fare solo con il suo consumo, con il riempire un piatto o gli scaffali di un negozio: riguarda l’accesso alla conoscenza, alla terra, alle risorse, all’acqua, ai semi”, ha detto Edward Mukiibi, confermato in assemblea presidente Slow Food. Sono alcune delle parole chiave e riflessioni (in approfondimento) arrivate da Terra Madre Salone del Gusto 2026 che si chiude, oggi, a Torino. | |
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| | | Aiuto nelle operazioni di vendemmia e scambio di manodopera, un passo in avanti arriva dal Veneto, una delle regioni enoiche più importanti d’Italia, che punta a seguire l’esempio del Trentino dove recentemente è entrato in vigore il riconoscimento per la “Ganzega” e il lavoro solidale. La Regione Veneto, infatti, predisporrà una proposta formale da trasmettere alla Camera di Commercio di Treviso e a Unioncamere del Veneto, così da consentire l’avvio dell’iter previsto per la raccolta, l’esame e la valutazione dell’uso di questo strumento. | |
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| | Ogni famiglia, ogni persona, ha una storia che racconta un pezzo della propria vita e magari anche quella della comunità a cui appartiene. Molto spesso queste storie si condividono a tavola e dalla tavola prendono forma, hanno a che fare con il cibo sotto forma di un ricordo, di un aneddoto, di una ricetta. Su questo assunto si basa il concorso “Storie a Tavola” di Coop, che ha visto la partecipazione di oltre 700 lavori: i tre racconti vincitori, selezionati da una giuria di esperti, vedono al centro, rispettivamente, la storia di un ragù turco (scritta da Orkide Izci), una torta di riso realizzata da un’intera comunità (a firma del ligure Federico Barli) ed un uovo fritto come espediente che rimane come ricordo di una vita (raccontato da Annapaola Tondo). La premiazione a Torino, in occasione del Salone del Gusto Terra Madre, che ancora una volta vede Coop Italia tra i protagonisti. | |
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| | | Attivo il primo marchio regionale italiano valido per tutti i prodotti Dop, Igp e non solo. A WineNews, l’assessore all’Agricoltura, Paolo Bongioanni. “Abbiamo carni, riso, nocciole, dolci, vini, formaggi e altri prodotti eccezionali, i cui nomi spesso sono forti, mentre il fatto che siano made in Piemonte è meno conosciuto. Con la possibilità di mettere questo marchio sui prodotti, le nostre eccellenze diventano ancora di più ambasciatrici del nostro Piemonte, in un’operazione che può essere un nuovo volano di sviluppo per tutti nostri territori”. | |
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