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N. 4.551 - ore 17:00 - Lunedì 31 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Addio all’immagine tradizionale della famiglia riunita nei campi: l’agricoltura italiana è sempre più professionalizzata, orientata al mercato e sostenuta da innovazione e lavoro salariato. Secondo l’Istat, nel 2023 le aziende agricole attive sono 1,13 milioni, stabili sul 2020 ma in calo del 30,3% sul 2010. La Sau scende a 12,3 milioni di ettari e gli occupati a 2,49 milioni (-35,6%). I lavoratori familiari crollano dal 33,9% al 13%, mentre i non familiari salgono al 41,7%. Le aziende che coltivano solo superfici di proprietà sono scese dal 73,3% al 48,7: cresce il ricorso ad affitti e altre forme di utilizzo fondiario. | |
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| | Le esportazioni mondiali di vino nel primo trimestre 2026 hanno subito un forte calo. Anche per gli sfusi, a -18,8% in valore, attestandosi a 566 milioni di euro, e -18,9% in volume, scendendo a 7,1 milioni di ettolitri, mentre i prezzi medi sono rimasti pressoché invariati a 80 euro per ettolitro (+0,1%). Sono i dati del “Bulk Wine Markets Evolution up to March” 2026 di Vinexposium, tra i leader globali per gli eventi dedicati a professionisti e operatori di vino e distillati (firma della fiera internazionale “Wine Paris”, ndr), con l’analisi di Rafael del Rey/Del Rey Analysts of Wine Markets (Awm). Su base annua, le esportazioni di vino sfuso sono diminuite, invece, dell’11,8% in valore (attestandosi a 2,3 miliardi di euro) e del 10,3% in volume (scendendo a 30 milioni di ettolitri), con prezzi medi in lieve calo a 78 euro per ettolitro. Il ritmo del calo sta, quindi, accelerando e, rispetto all’andamento del mercato vinicolo globale, la performance negativa delle esportazioni di vino sfuso risulta peggiore della media, che registra una flessione del -6,6% in volume e del -8,8% in valore. Per quanto riguarda il vino sfuso “vero e proprio”, ovvero quello spedito in contenitori di capacità superiore ai 10 litri, spiega il report, la Spagna rimane di gran lunga il principale esportatore mondiale. In un anno, da marzo 2025 a marzo 2026, ha esportato 10,2 milioni di ettolitri, nonostante un calo del -5,2% nei volumi di spedizione. L’Italia, sempre da marzo 2025 a marzo 2026, è il terzo fornitore in valore con 273 milioni di euro (-11,3%), dietro, oltre che alla Spagna, alla Nuova Zelanda (292 milioni di euro, - 20,6%), e il terzo Paese fornitore in volume, preceduta da Spagna e Australia, con 3,1 milioni di ettolitri (-13,3%). Dal 2017, le esportazioni di vino sfuso dell’Ue, spiega il report, sono diminuite del 5,1% in valore e del 21,2% in volume, a seguito di un aumento dei prezzi medi del +20,3% nell’arco di quasi un decennio. Tuttavia, l’andamento è variato notevolmente in base alla tipologia di colore: le esportazioni di vino bianco sfuso sono calate solo del -7,3% in volume, mentre quelle di vini rossi e rosati hanno registrato una flessione del -33,6%. | |
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| | Fare la spesa pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo un’indagine de “Il Sole 24 Ore”, negli ultimi 5 anni il costo del carrello della spesa è aumentato del +29,5%, una crescita nettamente superiore all’inflazione generale, che nello stesso periodo si è fermata al 21%. Il paniere analizzato dal quotidiano comprende 31 prodotti rappresentativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio ed evidenzia come il costo complessivo sia passato da 100 euro nel 2021 a 129,50 euro nel 2026. L’aumento risulta sostanzialmente in linea con l’inflazione alimentare calcolata dall’Istat nello stesso periodo, pari al 30%, ma significativamente più elevato dell’andamento dei prezzi dell’intera economia. A trainare i rincari sono beni di largo consumo come caffè (+51%), olio evo (+47%) e gli ortaggi. Meno colpito il vino (+1,8%). | |
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| | | “Nelle nostre campagne lo scambio di manodopera tra agricoltori e l’aiuto di parenti e affini sono pratiche diffuse, soprattutto nei periodi di vendemmia e di raccolta. Vogliamo che chi opera in buona fede possa farlo con maggiore certezza, senza il timore che una forma genuina di collaborazione venga confusa con lavoro irregolare. L’esperienza del Trentino dimostra che una strada per fare chiarezza esiste”. A dirlo è l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Dario Bond che, richiamando il modello adottato dalla Provincia Autonoma di Trento, rivolge un appello alle Camere di Commercio, in particolare a quella di Treviso e di Belluno, affinché valutino l’avvio della raccolta e la registrazione degli usi relativi allo scambio di manodopera tra imprenditori agricoli, con un percorso coordinato e criteri condivisi. Un modello, quello del Trentino, raccontato da WineNews nei giorni scorsi, e che ha trovato una svolta con l’entrata in vigore del riconoscimento per la “Ganzega” (l’aiuto spontaneo, occasionale e gratuito da parte di familiari, amici e vicini per attività agricole, come la vendemmia e la raccolta delle mele) e il lavoro solidale (la collaborazione reciproca tra imprenditori agricoli in particolari situazioni di necessità come, ad esempio, malattia e infortunio). | |
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| | | Erano 2.271 gli street food in Italia nel 2016, sono 4.286 nel 2026, per un aumento del +88,7% in 10 anni. Oggi, infatti, più di 1 comune italiano su 4 ospita almeno un’attività del comparto, mentre prima erano 1 su 6. Fotografia di un fenomeno urbano, un tempo concentrato nelle grandi città e nelle mete turistiche più consolidate e oggi tornato ad essere presenza stabile nel tessuto economico locale, capace di raggiungere anche piccoli centri, aree costiere e borghi dell’entroterra, come spiegano i dati Unioncamere e InfoCamere. | |
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| | Non esistono ferie per i tour del vino del Chianti Docg, la denominazione rossista (ma che si è recentemente aperta anche al rosato) più grande e pop della Toscana, e tra le più importanti in assoluto, che, ancora una volta, vola in Canada: il 31 agosto a Toronto e il 1 settembre a Montréal, il Consorzio Vino Chianti si racconterà, infatti, in masterclass dedicate a importatori, professionisti del vino, giornalisti e operatori, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza del territorio, delle sue sottozone e delle molteplici espressioni del Sangiovese. In un Canada che rappresenta il quarto mercato di sbocco più importante del vino italiano, dietro a Usa, Germania e Uk, e che, guardando agli ultimi dati Istat sull’export, analizzati da WineNews, a maggio 2026 si mantiene stabile, rispetto al primo quadrimestre 2025, a 159,5 milioni di euro. | |
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| | | Nella storia italiana “il vino ha un’identità molto importante” e per questo “è studiato sul lunghissimo periodo”, come “nel Medioevo, nel quale era un alimento fondamentale, ma da cui si poteva avere un ricavo molto maggiore di altre colture”. Lo racconta, a WineNews, Maria Elena Cortese, professoressa di Storia Medievale dell’Università di Bologna, tra le più apprezzate studiose della storia della società rurale italiana nel Medioevo. “Dovremmo valorizzare di più i territori rurali, spina dorsale dell’Italia, perché sono tantissimi e con tradizioni antichissime”. | |
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