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N. 4.548 - ore 17:00 - Mercoledì 26 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il problema è banale quanto diffuso, e chi organizza una gita in cantina deve sempre risolvere la stessa equazione: scegliere chi guida, che quindi non può bere, oppure affidarsi ai mezzi pubblici, spesso scarsi e legati ad orari scomodi nelle zone rurali, o addirittura inesistenti. Un ostacolo logistico sufficiente a scoraggiare molte persone, soprattutto chi vive in città e vuole guidare dopo una degustazione. Ma in Germania a settembre, per quattro fine settimana, Uber lancia il servizio “Uber Weintaxi”, ovvero un “wine taxi” che collegherà Francoforte al Rheingau, la regione vinicola che si trova a poco più di un’ora dalla città, celebre per il Riesling. | |
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| | Se in tanti territori italiani la vendemmia dei bianchi più precoci e delle basi spumante è in fase avanzata, lentamente, in questo 2026 che sarà ricordato per gli anticipi da record in tanti territori d’Europa - dalla Borgogna alla Champagne, da Bordeaux all’Alto Adige, tra gli altri - anche qualche grande territorio rossista ha già iniziato le operazioni di raccolta. Per esempio, “parte con due settimane di anticipo sulla media storica la vendemmia in Valpolicella. Nei vigneti dei 19 comuni della denominazione, infatti, è già iniziata la raccolta della Corvina, mentre dalla prossima settimana sarà la volta di Corvinone e Rondinella. Un’accelerazione impressa dal caldo e dalla siccità estivi, che ha portato ad un anticipo del calendario di 7 giorni anche rispetto allo scorso anno e si accompagna, in questa prima fase, a prospettive qualitative particolarmente favorevoli”, spiega una nota del Consorzio Vini Valpolicella. Che, salvo avversità meteorologiche, stima, ad oggi, una raccolta complessiva di poco superiore agli 861.000 quintali di uva. Un volume in linea con il 2025, ma che da quest’anno registra uno stoccaggio di 172.280 quintali, pari al 20% della produzione. La misura di contenimento deliberata dal Consorzio lo scorso 2 aprile riduce, così, la resa effettivamente disponibile da 100 a 80 quintali per ettaro, con l’obiettivo di salvaguardare l’equilibrio economico della filiera in relazione al rallentamento della domanda su scala globale. Ma se le indicazioni qualitative alimentano aspettative positive, sul piano economico non mancano le preoccupazioni. Tra queste, la tendenza al ribasso del prezzo delle uve, soprattutto quelle destinate all’appassimento, con il Consorzio guidato da Christian Marchesini che denuncia riduzioni delle quotazioni delle uve che non rispecchiano “gli orientamenti condivisi al tavolo di filiera” convocato dal Consorzio stesso, che incita tutti gli operatori a mantenere “gli impegni assunti” e ad adottare “ comportamenti coerenti con il valore della denominazione”. Tra i grandi territori dei rossi italiani, invece, si aspetta ancora, dove più, dove meno, nelle Langhe, in Chianti Classico, a Montalcino, in Abruzzo e sull’Etna, mentre a Bolgheri sono già in vendemmia le uve di Merlot e Syrah (in approfondimento). | |
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| | Non solo esperienze professionali, caratteristiche personali e hobby: per Iñaki Ereño, ceo Bupa-British United Provident Association Limited, compagnia multinazionale Uk di assicurazione sanitaria con oltre 43 milioni di clienti nel mondo, uno dei test per giudicare, ed assumere, un potenziale candidato in un colloquio di lavoro è portarlo al ristorante. Qui, da come questi ordina il vino e tratta i camerieri, si possono capire molte cose. “Tendono a non piacermi le persone che non hanno iniziativa - ha detto Ereño al magazine “Fortune” - immagina se la mia bevanda fosse un bicchiere d’acqua. Sarei molto felice se qualcuno mi dicesse: ti dispiace se bevo un bicchiere di vino?”. Ma non sono mancate le critiche ad un metodo che escluderebbe automaticamente alcune categorie di persone, come donne incinte o chi non beve vino per motivi religiosi. | |
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| | | Il calo dei consumi di vino nel mondo, in particolare tra le nuove generazioni (e non solo) dovuto ad una serie di concause strutturali, è ormai un dato di fatto. Di fronte a questo, Europa e Usa stanno scegliendo strade opposte. Il Vecchio Continente, Italia in testa, continua a puntare sulla narrazione classica: territorio, tradizione, storia e vitigni autoctoni. Un patrimonio identitario che parla soprattutto a chi il vino lo conosce già, anche con campagne istituzionali, come quella promossa dal Ministero dell’Agricoltura. Oltreoceano, invece, l’industria ha deciso che l’unica strada per intercettare chi il vino non lo beve è smontarne l’aura e sostituirla con idee nuove, cultura pop e prodotti pensati per contesti di consumo differenti. Per esempio facendo uscire il vino dalla bottiglia: Bev, del colosso Gallo, lo ha messo in lattine colorate rivolte soprattutto al pubblico femminile. Poi ci sono le collaborazioni spiazzanti, come quella di Kfc che ha aperto a Londra il wine bar pop-up “Coq au Vin” con il brand La Vieille Ferme della famiglia Perrin. Bogle Family Wine Collection ha creato, invece, “Juggernaut Wines”, etichette con squali, orsi e orche al posto dei classici vigneti, sponsorizzando le corse ad ostacoli “Tough Mudder”. Ma non solo. | |
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| | | La storia ed il cuore radicato nella sua Toscana, lo sguardo ed il pensiero aperti al mondo: era questo Vittorio Frescobaldi, come racconta la collaborazione con il grande produttore americano Robert Mondavi, con la fondazione della Tenuta Luce a Montalcino, nel 1995, e poi con un percorso che ha portato la joint venture ad acquistare, nel 2002, la Tenuta dell’Ornellaia a Bolgheri (oggi due realtà distinte, Ornellaia e Masseto, ndr), divenuta poi, dal 2005, di proprietà Frescobaldi. Una vicenda che sintetizza la visione dell’imprenditore fiorentino scomparso oggi, all’età di 97 anni. | |
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| | Ultime settimane di vacanze per gli studenti italiani anche se le scelte, per i nuovi iscritti delle scuole superiori, sono già note. E, riguardo gli indirizzi legati ad agricoltura, turismo e ospitalità, i dati del Ministero dell’Istruzione sono stazionari con piccole variazioni positive. Tra gli Istituti tecnici, l’indirizzo “Turismo” è stabile al 3,12%, mentre “Agraria, Agroalimentare e Agroindustria” passa dall’1,33% all’1,35%. Negli istituti del Professionale, “Agricoltura, Sviluppo Rurale, Valorizzazione dei Prodotti del Territorio e Gestione delle Risorse Forestali e Montane”, resta invariato (0,72%); in leggera crescita “Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera”, passato dal 3,94% al 4,15%. Sommando le singole percentuali di questi indirizzi risulta, dunque, che quasi 1 studente su 10 (9,34%) sceglie discipline legate ad agricoltura, turismo, enogastronomia ed ospitalità. | |
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| | | Tra le più anticipate di sempre (in alcuni territori è partita già a luglio, come in Sicilia), la vendemmia 2026 sta prendendo piede in tutta Italia, in un viaggio che, con ogni probabilità si concluderà ad ottobre inoltrato. Ma, intanto, dai social, arrivano le prime immagini: da Banfi a Terra Moretti, da Settesoli a Masi Agricola, da Tasca d’Almerita a Masciarelli, da Tenuta San Guido ad Umani Ronchi, da Venica a Terlano, da Mezzacorona (e nel Trentodoc) a Berlucchi (e in Franciacorta). Panoramica su un rito collettivo per le aziende, che, di anno in anno, si rinnova e racconta. | |
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