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N. 4.457 - ore 17:00 - Venerdì 17 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Più di 7 persone su 10 che visitano una cantina, al termine dell’esperienza, hanno acquistato il vino nel punto vendita aziendale, dove presente, nel 2025. Con una media di 7,3 bottiglie ad acquisto (rispetto alle 8,5 del 2024), ed uno scontrino medio di ordine di 147 euro (dato in netto aumento sui 117,5 del 2022 post Covid, ma anche in netta frenata rispetto ai 178,8 euro del 2024), e con un valore medio a bottiglia che resta, comunque, intorno ai 20 euro a bottiglia. L’ordine medio via e-commerce, invece, è salito a 197,9 euro (+9,5% sul 2024, 317 euro la spesa media degli stranieri, 159,9 quella degli italiani). A dirlo i dati di Wine Suite. | |
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| | Secondo i dati Istat analizzati da WineNews, riferiti a gennaio 2026, l’export di vino italiano nel mondo si attesta a 470,4 milioni di euro, ovvero il -18,7% in valore rispetto a gennaio 2025, una discesa quantificabile in 108 milioni di euro persi. Scendono anche i volumi a 133 milioni di ettolitri (-13,3% su gennaio 2025) con oltre 20 milioni di ettolitri in meno rispetto ad un anno fa. Dati “pesanti”, senza dubbio, ma che vanno anche analizzati con attenzione perché profondamente influenzati dalla “corsa agli acquisti” di inizio 2025, quando il mercato americano comprava vino italiano per anticipare quei dazi che poi, di lì a poco, sarebbero effettivamente arrivati per decisione del presidente Usa Donald Trump. La conferma arriva proprio dal dato degli Stati Uniti che svela come a gennaio 2026 le esportazioni si sono fermate a 105,3 milioni di euro, -35,2% (e -57 milioni di euro) su gennaio 2025. E, inevitabilmente, la flessione attacca anche i volumi che, nel più grande mercato per il vino italiano toccano i 21,76 milioni di ettolitri, a -19,3% su gennaio 2025. Non è comunque un calo che riguarda solo il mercato americano, perché anche i principali partner europei hanno frenato le importazioni del vino del Belpaese. Ad iniziare da quello n. 1 del Vecchio Continente, la Germania, che a gennaio 2026 tocca i 75,6 milioni di euro, a -15,1% sullo stesso periodo 2025. Notizie non positive arrivano dal Regno Unito a 41,4 milioni di euro (-18,6%) e scende anche il Canada a 31,1 milioni di euro (-8,68%). Non inverte il trend la Svizzera che ha importato, a gennaio 2026, vino italiano per 23,58 milioni di euro (-20,8%), mentre la Francia resta stabile e, quindi, sui valori di un anno fa a 19 milioni di euro (-1,5%). I Paesi Bassi totalizzano 16,18 milioni di euro (-11%), il Belgio è ad un passo dai 15 milioni di euro (-17%), mentre stabile è il Giappone a 11,6 milioni di euro (-1,2%), superato dalla Russia a 12,7 milioni di euro con un sorprendente +38,4%. Altro risultato incoraggiante per il vino italiano, pur partendo da valori bassi, è quello della Cina a 5,4 milioni di euro (+8,6%). Nei prossimi mesi si capirà di più sull’andamento del vino italiano nei mercati esteri con la speranza che fattori esterni, dalle tensioni internazionali agli aumenti dei costi, possano “invertire la rotta” portando novità positive. | |
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| | ''Il Parlamento ha approvato la nostra proposta di legge a tutela del patrimonio agroalimentare italiano. Questa legge giaceva nei cassetti da oltre 10 anni e nessuno aveva avuto il coraggio di farla diventare provvedimento. Noi lo abbiamo avuto, raccogliendo i suggerimenti del mondo associativo e delle forze dell’ordine. Introduciamo nuovi reati, l’aggravante di agropirateria e sanzioni proporzionali alle dimensioni del fatturato delle imprese, affinché siano un vero deterrente. Abbiamo poi istituzionalizzato la cabina di regia per un efficientamento dei sistemi di controllo ed evitare sovrapposizioni. Difendere il nostro sistema agroalimentare è fondamentale, è la difesa del made in Italy che nel mondo è simbolo di ciò che è buono e di qualità''. Così il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sul via libera al Ddl Tutela Agroalimentare. | |
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| | | Dall’installazione immersiva ideata per la Milano Design Week, l’evento che trasforma la città lombarda nella capitale mondiale della creatività, alla partnership con il RenBen di Chicago - appuntamento charity della Expo Art Week - il cui concept quest’anno è stato affidato a Maurizio Cattelan, uno degli artisti italiani più conosciuti al mondo, il Franciacorta investe sempre più nel panorama dell’arte e del design internazionale. Alla Milano Design Week (20-26 aprile) il Franciacorta si racconta con uno spazio proprio: lo showroom Slowear ospita l’installazione immersiva “Franciacorta Studio”, realizzata in collaborazione con Luce di Carrara, che racconta il Franciacorta con un percorso sensoriale. Oltreoceano, il Franciacorta è stato official partner, e dunque protagonista di tutti i brindisi, al RenBen 2026, il gala annuale della Renaissance Society di Chicago. Quest’anno il gala è stato concepito da Maurizio Cattelan, che ha trasformato la serata in un “Silent Party”, esperienza immersiva. Qui il Franciacorta - raffreddato in vasche da bagno - è stato servito ad ospiti e artisti, portando il made in Italy all’interno di un format fortemente contemporaneo. Prosegue così il percorso del Consorzio del Franciacorta attraverso partnership ed eventi prestigiosi fuori dal circuito del vino, tra arte, cinema, moda, motori e design. | |
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| | | Dalle Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio Unesco, cuore della denominazione, passando per Venezia, arrivando all’interno di una sala cinematografica: il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg lancia l’etichetta in edizione limitata, la n. 3, realizzata per la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, progetto che racconta la denominazione attraverso nuovi linguaggi. A metterci la firma la Premier Giorgia Meloni, nella visita ufficiale, nei giorni scorsi, a Vinitaly 2026 a Verona. | |
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| | Un viaggio unico attraverso i vini più prestigiosi e le annate memorabili di alcune delle aziende italiane più rinomate, da Cantina Terlano a Bellavista, da Giuseppe Quintarelli a Vietti, dalla Tenuta San Guido a Marchesi Antinori, dal Castello di Ama a Casanova di Neri, da Famiglia Cotarella a Montevetrano, da Di Meo a San Salvatore 1988, fino a Donnafugata: è quello che hanno fatto nel calice Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, e Luciano Ferraro, vice direttore “Corriere della Sera”, nella “Grand Tasting” dedicato alle “Eccellenze d’Italia: Viaggio nelle Grandi Annate delle Cantine Storiche”, tra le “super degustazioni” firmate Vinitaly, nei giorni scorsi nell’evento di riferimento del vino italiano a Veronafiere, a Verona, per raccontare la storia, la qualità e le sfumature che contraddistinguono i vini-simbolo dell’Italia.
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| | | Tanti giornalisti, uomini e donne di spettacolo e sportivi, ci hanno raccontato la loro visione ed il loro rapporto con il vino: da Samira Lui (“La Ruota della Fortuna” su Canale 5), ai molti volti Rai (da Ema Stokholma a Massimiliano Ossini, da Federico Quaranta a Gian Marco Chiocci, direttore Tg 1), da Sebastiano Barisoni (vicedirettore Radio 24) ad Iginio Massari, da Roberto Giacobbo alla campionessa olimpionica Arianna Fontana, da Simona Ventura (Canale 9) a Francesco Quarna (Radio Deejay), in un mosaico di opinioni e visioni che arriva da “fuori” del ristretto circolo degli addetti ai lavori. | |
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