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N. 4.555 - ore 17:00 - Venerdì 4 Settembre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Alle prese, come tanti territori, con il climate change (la vendemmia 2026 è iniziata intorno a Ferragosto, come non succedeva da 500 anni), la Borgogna, territorio mito del vino mondiale, affronta il futuro, per difendere il valore (anche patrimoniale) del terroir, elemento centrale per il prestigio e l’identità dei suoi vini, tra i più prestigiosi del mondo. Una sfida che, però, vede una Borgona “mai così curiosa e pronta a rinnovarsi”, secondo Domaine Thibault Liger-Belair, tra le cantine più prestigiose della Cote d’Or che, a WineNews (in approfondimento), spiega la sua visione del futuro del territorio. Con acqua e suolo al centro. | |
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| | Se il mercato del vino al consumo cerca ancora di uscire da una lunga fase di rallentamento, quello del collezionismo enoico sembra tornare a vivere di vita propria. Lo dice la leggera ripresa degli indici del Liv-Ex, con l’Italia sugli scudi, come abbiamo raccontato. E lo dicono anche i dati su un primo semestre da record per alcune delle case d’asta più importanti a livello mondiale. Come la storica e americana Acker Wines, la cui “prima metà del 2026 è stata da record”, con il “più alto volume d’asta mai raggiunto nel periodo, nella storia dell’azienda, conquistando il 42% della quota di mercato globale”, per un totale di 125 milioni di dollari. Ma parla di una prima metà dell’anno da record anche Sotheby’s Wine & Spirits, la divisione enoica della londinese Sotheby’s, che in 29 aste con 13.000 lotti proposti, ha visto aggiudicazioni per 49,2 milioni di dollari. Numeri destinati a crescere in maniera robusta, quelli di Sotheby’s, che dal 16 al 19 settembre, a New York, manderà in scena la sua “Nightcap”, una serie di cinque aste affiancate da un programma selezionato di esperienze rivolte a importanti collezionisti, produttori e appassionati, con un catalogo con oltre 10 milioni di dollari di vini e distillati d’eccezione a disposizione. Con lotti destinati a far parlare di loro, per prestigio e quotazioni. Come quello da 6 magnum di Vosne Romanée Cros Parantoux 1993 di Henri Jayer, con una stima di aggiudicazione tra i 190.000 ed i 260.000 dollari, o la mathusalem (6 litri) di Romanée Conti 2002 Domaine de la Romanée-Conti, stimata da 150.000 e 200.000 dollari. Solo alcuni esempio di un catalogo monumentale, per la stragrande maggioranza francese, ma dove non mancano perle italiane. Come il lotto da 12 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 1991 di Soldera Case Basse, stimato tra 8.000 e 11.000 dollari, poco più del lotto quasi gemello (stesso vino, ma 11 bottiglie). Quotazione importante anche quello per 6 bottiglie di Barbaresco Riserva 1900 di Bruno Giacosa, tra 5.000 e 7.500 dollari, mentre quota tra i 3.000 ed i 3.700 dollari il lotto da 12 bottiglie di Sassicaia 2005. In catalogo insieme a tanti nomi del grande vino italiano, da Bartolo Mascarello a Giacomo Conterno, da Tignanello a Solaia (Antinori) da Masseto a Ornellaia (Frescobaldi), e non solo. | |
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| | La vera sfida del vino del futuro, alla prese non solo con le complessità del mercato, ma soprattutto con il cambiamento climatico, sarà “cambiare senza perdere identità. Adattarsi significa, innanzitutto, comprendere ciò che sta cambiando e utilizzare ricerca, conoscenza e innovazione per preservare le fondamentali componenti di qualità, riconoscibilità ed equilibrio”. Messaggio che arriva da uno dei centri di ricerca enologica più avanzati in Italia, Enosis Meraviglia di Donato Lanati, in una riflessione firmata dalla biologa ed enologa Dora Marchi e dall’analista chimica, ricerca e sviluppo, Patrizia Cascio. Che sottolineano (in approfondimento) come il caldo e il clima non incidano soltanto sui tempi di raccolta, ma anche sulle caratteristiche delle uve e sui processi che portano alla composizione delle sostanze che danno identità al vino. | |
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| | | Cantine storiche, come la Marchesi di Barolo nelle Langhe, “custode” della storia del “re dei vini”, e famiglie che ne portano avanti la tradizione - da Santa Margherita a Biondi-Santi, da Florio a Marchesi Antinori, da Frescobaldi a Banfi, da Tasca d’Almerita a Lunelli e Guerrieri Gonzaga - accanto a progetti contemporanei, come Monteleone21, il nuovo “hub” eno-culturale di Masi in Valpolicella, ed architetture d’autore, come Campo alle Comete tra i vigneti di Bolgheri e il celebre Viale dei Cipressi, un paesaggio straordinario, come l’antica cava dove sorge Zýmē, in Veneto, e luoghi di ospitalità da secoli, come i “monasteri del vino italiano, dal Convento della Santissima Annunciata in Franciacorta all’Abbazia di Rosazzo nel Collio friulano, “bon refuge” anche di Casanova tra un amante e l’altra al Castello di Spessa, diventano il palcoscenico di storie profondamente umane, raccontate in prima persona dai vignerons. Sono le aziende, tra le più famose e celebrate d’Italia, che raccontano al grande pubblico perché il vino è un patrimonio culturale italiano, nella nuova stagione di “B.ev.i. L’arte del Vinificare”, la docu-serie prodotta da Artlouder in collaborazione con “Vinitaly and The City”, dal 12 settembre su Sky Arte (e in streaming su Now). | |
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| | | Sono 7,5 milioni gli italiani che hanno scelto di trascorrere almeno una parte delle vacanze estive a settembre, approfittando anche delle temperature ancora favorevoli. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè. Il mare resta la meta preferita, ma cresce l’interesse per il turismo nella natura, tra montagne, parchi e campagne, con oltre un milione di presenze in agriturismo. Con il wine & food grandi protagonisti: un italiano su due in estate partecipa ad esperienze legate a prodotti tipici, e li acquista come souvenir (formaggi, salumi e vino in testa). | |
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| | L’Italia cerca cuochi, tecnici dell’ospitalità, professionisti del turismo e dell’enogastronomia, ma non li trova e che sono, dunque, tra i diplomati più richiesti. È uno dei paradossi più evidenti fotografati da Unioncamere: proprio le specializzazioni che sostengono una fetta enorme della nostra economia sono tra le più difficili da reperire. Da qui parte la domanda dei neo-diplomati: cosa fare dopo la Maturità? Il portale educativo Skuola.net ha raccolto 10 consigli-chiave (in approfondimento) partendo dai dati del Sistema Informativo Excelsior, la principale indagine italiana che monitora la domanda di lavoro, le professioni richieste e i fabbisogni di competenze delle imprese. Nei prossimi 5 anni il mercato del lavoro offrirà 3,7 milioni di nuove assunzioni, di cui oltre l’80% legate al turnover generazionale, ma il sistema produttivo assorbirà più diplomati che laureati. | |
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| | | A WineNews, Gabriele Castelli, dg Federvini. “Su espianti e distillazione dobbiamo essere “laici”: non siamo contro a priori, ma valutiamo i singoli casi e situazioni degli areali specifici, perchè ogni territorio è a sé”. Poi, le sfide sul fronte economico e dei consumi, la cui soluzione “è nel mercato: tra promozione ed una campagna di comunicazione istituzionale, per la quale siamo grati al Governo, da implementare e sviluppare. Ma ragioniamo anche su di una nuova narrazione del vino, occasioni di consumo, consumatori ... C’è tanto lavoro da fare, ma non perdiamoci d’animo”.
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