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N. 4.587 - ore 17:00 - Martedì 20 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il vino, da sempre, unisce le persone. E in Moldova, piccolo Stato con una popolazione intorno ai 3 milioni di abitanti, tra Romania e Ucraina, hanno preso il messaggio alla lettera, visto che, ad inizio ottobre, nella “Giornata nazionale del vino”, con la regia di “Wine of Moldova”, il Paese ha conquistato il Guinness World Record ufficiale per la più grande immagine di una vite formata da persone. È successo a Chisinau, dove 493 persone hanno formato l’immagine di 40,5 per 18,8 metri. “Un tributo vivente alla Moldavia, alle generazioni che hanno curato i nostri vigneti e reso i nostri vini fonte di orgoglio nazionale”, commenta Wine of Moldova.
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| | Per una denominazione del vino, uscire dal contesto degli appassionati del nettare di Bacco e legarsi a momenti di grandi visibilità di altri settori, dalla moda allo spettacolo, dallo sport alla gastronomia, alla cultura, è un investimento importante, ma che alla lunga paga. È il caso, come abbiamo raccontato spesso, del Consorzio Franciacorta, che, negli anni, ha stretto e consolidato partnership con gli Emmy Awards, con la Guida Michelin, con la Mille Miglia, la Camera della Moda di Milano (per la Milano Fashion Week e non solo) e così via. E che organizza uno degli eventi enoturistici di maggior successo in assoluto, come il Festival Franciacorta in cantina, che accoglie ogni anno migliaia di persone. Ed ora emerge che il Franciacorta è noto almeno nominalmente al 94% degli italiani. Il 75% dichiara di averlo assaggiato almeno una volta e il 50% di consumarlo con maggiore o minore frequenza. A dirlo l’indagine Ipsos Doxa, voluta dal Consorzio guidato da Emanuele Rabotti, presentata oggi all’Università Iulm di Milano. Un vino, il Franciacorta, che l’86% associa alle occasioni importanti, e a cui l’85% riconosce la capacità di esprimere e valorizzare il territorio e l’italianità. La conoscenza del metodo produttivo è, invece, meno diffusa, e si ferma al 42%, mentre il 32% degli italiani ha già visitato la Franciacorta (e la metà di questi dichiara una crescita nella propensione all’acquisto) e il 48% sa collocarla correttamente tra le province di Bergamo e Brescia. “Questa ricerca ci aiuta a capire meglio come viene percepito Franciacorta e quali aspetti richiedono maggiore attenzione. La notorietà è ampia, ma resta spazio per far conoscere il metodo produttivo, il lavoro delle cantine e il legame con il territorio”, commenta Emanuele Rabotti, presidente del Consorzio Franciacorta. Che aggiunge: “il metodo produttivo e il lavoro in vigna e in cantina sono parte della nostra quotidianità, ma il loro significato non è sempre immediato per chi sceglie un vino. Il nostro compito è renderli più comprensibili, attraverso un racconto accessibile e occasioni di incontro con i luoghi e le persone. I risultati ci invitano anche ad ascoltare le aspettative dei consumatori, a partire dai più giovani, e a comprendere come cambiano le occasioni e le abitudini di consumo, per orientare il lavoro dei prossimi anni”. | |
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| | I marchi di Champagne stanno superando quelli di vino fermo, secondo il rapporto “Alcoholic Drinks” 2026 firmato Brand Finance, la principale società mondiale di consulenza per la valutazione dei marchi. I tre brand che crescono più rapidamente nella classifica sono, infatti, tutti di Champagne: Veuve Clicquot, Dom Pérignon e Moët & Chandon. Nel frattempo, 4 dei 6 marchi di vino fermo in classifica hanno perso valore, incluso Penfolds, in calo di quasi un terzo. Moët & Chandon rimane il marchio di Champagne più prezioso al mondo, a +12% (2,3 miliardi di dollari). Veuve Clicquot è il marchio in più rapida crescita, con un valore aumentato del 39% a 1,4 miliardi di dollari. Anche Dom Pérignon registra una forte crescita (+21%). In totale, i 10 marchi di Champagne e vino più preziosi al mondo hanno un valore di 8,2 miliardi di dollari. | |
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| | | C’è un momento, in autunno, in cui si rinnova la magia dell’olio nuovo: dopo un’estate rovente, in molte zone si è cominciato a raccogliere le olive già a metà settembre. Federolio stima per il 2026/2027 una produzione in calo del 20% sulle 325.000 tonnellate dello scorso anno. In Toscana la produzione sarà tra le migliori degli ultimi 10 anni, +35-40% sulla media. Anche in Liguria prevista un’ottima annata, con un 20-30% in più. Nel territorio dell’Olio Garda Dop le attese sono alte. In Umbria, dove si prospetta un’annata eccellente, si rinnova anche l’appuntamento con “Frantoi Aperti” (fino al 15 novembre). La Puglia è spaccata in due, tra cali del 40% e aumenti nel Salento leccese grazie ai nuovi impianti di cultivar. In Sicilia invece gli agricoltori protestano contro i prezzi troppo bassi. Dietro il rito, infatti, ci sono i conti: al 31 luglio 2026, secondo i dati di ICQRF, nei magazzini italiani c’erano 233.377 tonnellate di olio, il 43,9% in più dell’anno prima, quasi un terzo in Puglia. I prezzi all’origine sono scesi molto: Ismea ha rilevato a luglio un prezzo medio nazionale di 5,12 euro al chilo (- 46,7%). Il mercato è, però, a due velocità: Trapani è intorno ai 6,70 euro, mentre in Toscana Confagricoltura Firenze prevede un extravergine di qualità non sotto i 20 euro al litro all’origine e fino a 27 euro sugli scaffali. | |
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| | | Un antico sapere artigianale, che consiste nel disporre le pietre una sull’altra senza l’utilizzo di leganti, per modellare il paesaggio rurale e contrastare il dissesto idrogeologico: è l’arte dei muretti a secco in Valtellina - “segreto” della viticoltura eroica del territorio - che si è celebrato nella “Giornata Internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale”. Qui si contano 2.500 chilometri di muretti e 750 ettari di terrazzamenti, coltivati soprattutto a vite, in particolare con il Nebbiolo delle Alpi, vitigno-simbolo della Valtellina. | |
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| | Cucina locale e autentica, uso di prodotti del territorio, prezzi accessibili e calda accoglienza: sono i capisaldi del “sussidiario” del mangiarbere all’italiana, la guida “Osterie d’Italia” by Slow Food, giunta all’edizione n. 37. L’edizione 2027 vede 335 locali premiati con la Chiocciola per la proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con Slow Food, 228 locali premiati con il “Bere Bene”, riconoscimento per l’accurata selezione di bevande, e 627 locali premiati con la “Bottiglia” (selezione di vini), per un totale di 1.952 indirizzi. Guardando alle regioni, quelle con più osterie segnalate sono Piemonte (169), e subito dietro Toscana (158) e Campania (155), mentre se si guarda al numero delle Chiocciole la Campania è in prima posizione con 34 locali: seguono il Piemonte con 31 e, a pari merito con 26, l’Emilia-Romagna, la Toscana e la Puglia. | |
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| | | WineNews racconta la “tavola climatariana”, con un calice di Trentodoc, con gli chef Francesco Sodano (Rana), Ada Stifani (Ada) e Aurora Brunel (Ciasa do Parè), i sommelier Giulia Caffiero (Geranium), Alessandro Marcialis (La Rei Natura) e Ilaria Lorini, Cristina Mercuri (MW) e Sandro Camilli (Ais), gli enologi Cyril Brun (Ferrari) e Andrea Buccella (Cesarini Sforza), ed i produttori Luca Rigotti (Mezzacorona), Enrico Zanoni (Cavit), Julia Walch (Moncalisse), Anselmo Guerrieri Gonzaga (San Leonardo), Roberta Stelzer (Maso Martis), Matteo Lunelli (Ferrari) e Stefano Fambri (Istituto Trentodoc). | |
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