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N. 4.401 - ore 17:00 - Mercoledì 4 Febbraio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | La “Grande Mela”, il crogiolo del “melting pot” culturale ed etnico americano, la “città che non dorme mai”: comunque la si veda, New York City è una delle grandi capitali economiche del mondo, e la città-simbolo di quegli Stati Uniti che sono il primo mercato del vino del mondo, ed il primo partner straniero per l’Italia enoica (1,5 miliardi di euro nei primi 10 mesi 2025, seppur in lieve calo sul 2024, secondo i dati Istat analizzati da WineNews). E sarà proprio New York City il teatro dell’edizione n. 3 di Vinitaly.Usa, il 26 e il 27 ottobre, by Veronafiere-Vinitaly e Ita-Italian Trade Agency, dopo due edizioni a Chicago. | |
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| | Parigi con Wine Paris (9-11 febbraio), Düsseldorf con la ProWein Düsseldorf (15-17 marzo) e Verona con Vinitaly (12-15 aprile). Un appuntamento al mese per tre mesi consecutivi per aziende, buyer, distributori e addetti ai lavori del mondo del vino, ma anche per tanti eno-appassionati, in un triangolo che tocca Francia, Italia e Germania, ovvero il podio dei Paesi che consumano più vino in Europa (secondo i dati Oiv-Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino 2025). Si parte con i 6.000 espositori provenienti da 60 diversi Paesi pronti a fare rotta su Parigi: il 9 febbraio apre i suoi cancelli l’edizione n. 6 di Wine Paris 2026, con la Francia padrona di casa. Ma anche tanta Italia: la superficie del vino tricolore in terra parigina è aumentata del 25% sul 2025 (e dal 2019 è praticamente quintuplicata, ndr) confermando lo Stivale come il primo Paese espositore dopo i transalpini e spalmato su ben due padiglioni, tra i quali uno dedicato (siamo gli unici ad averlo, esclusi i francesi). Poi, prima della Germania, tappa a BolognaFiere, dal 22 al 24 febbraio, con Slow Wine Fair 2026, in contemporanea con Sana Food (e in attesa del debutto delle Wine Experience internazionali di BolognaFiere - a Londra il 26-27 aprile, poi Vietnam a giugno e Messico in ottobre - sempre più hub del vino, anche con la “Champagne Experience” di Excellence Sidi in ottobre, ed il “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti” della Fivi a novembre). Dal 15 al 17 marzo, quindi, toccherà a ProWein Düsseldorf, che prova il rilancio nonostante un calo nel numero degli espositori, ma comunque con tanta Italia, da tutte le regioni, ed un focus sul mercato di Germania, che è il secondo mercato in valore ed il primo in volume per il vino italiano. Il tutto, aspettando l’“evento principe” del vino italiano, Vinitaly 2026, a Verona dal 12 al 15 aprile. con l’edizione n. 58 (ed il tradizionale prologo di OperaWine by “Wine Spectator” l’11 aprile), con Veronafiere che investe e accelera ulteriormente sul piano di incoming profilato da oltre 70 Paesi target in collaborazione con Ita-Italian Trade Agency, amplia l’offerta di nuovi segmenti di mercato, dai No-Lo agli spirits, struttura il progetto di Vinitaly Tourism per promuovere l’enoturismo nei territori del vino italiano e accresce il dialogo con il mondo della ristorazione. | |
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| | Pur in un 2025 travagliato, tra dazi Usa, i tagli minacciati alla Pac e poi (per ora) sventati, anche grazie all’impegno in prima linea dell’Italia e del Governo in Ue, tra economie mondiali in difficoltà, crisi geopolitiche e così via, le esportazioni agroalimentari a fine anno dovrebbero aver superato il record di 75 miliardi di euro. A dirlo il Sottosegretario all’Agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra, oggi al via di Fieragricola 2026, edizione n. 117 a Veronafiere, fino al 7 febbraio. Fiera che, oltre a presentare le ultime novità in termini di innovazione, è anche la celebrazione di un settore, quello agricolo, che secondo Nomisma, vede l’Italia leader per valore aggiunto per ettaro (quasi 3.500 euro contro i 1.900 di Germania, i 1.730 di Spagna e i 1.200 della Francia), e per valore aggiunto prodotto (media 2024/2025 oltre i 41 miliardi di euro, contro i 32 di Francia e Germania). | |
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| | | Una svolta, molto attesa, è arrivata in Francia e il mondo del vino prova a respirare. Con l’approvazione della Legge di Bilancio, può finalmente partire il finanziamento delle misure riguardanti il piano di uscita dalla crisi vitivinicola già annunciato, a fine novembre, dal Ministro dell’Agricoltura, Annie Genevard. Con l’ok alla Finanziaria, quindi, scatta il semaforo verde per la proroga-riforma dello strumento di ristrutturazione dei debiti bancari (che sarà aperto anche alle cooperative) e per la campagna di estirpazione definitiva a 4.000 euro l’ettaro, misura che può beneficiare di una dotazione nazionale di 130 milioni di euro. E che permetterebbe di finanziare l’estirpazione di 32.500 ettari, anche se non è chiaro se basteranno per riequilibrare un vigneto alle prese con una produzione troppo abbondante rispetto ad una domanda erosa dai consumi, come dimostra anche il borsino dell’export: nei primi 10 mesi 2025 il dato è -2,7% in valore a 6,5 miliardi di euro e -1,4% in volume a 1,76 miliardi di litri, sullo stesso periodo 2024. Ma il capitolo estirpazioni passerà anche dall’Europa. A cominciare dall’attuazione del “Pacchetto Vino”, per il quale i voti del Consiglio e del Parlamento Europei sono attesi a febbraio e c’è attesa anche per la risposta da Bruxelles sulla richiesta di crisi per la distillazione dei vini francesi. | |
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| | | Sullo sfondo dei maestosi templi descritti da Goethe nel suo “Grand Tour” in Italia, oggi Patrimonio Unesco, “Paestum Wine Fest Business” 2026, tra i principali eventi del vino del Centro-Sud Italia (1-3 marzo), tra le rovine dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia, dove gli addetti ai lavori incontreranno le cantine, il 2 marzo, assegnerà un “Premio alla carriera” al direttore WineNews Alessandro Regoli per “aver contribuito a promuovere la cultura enologica e le consapevoli dinamiche professionali del settore, nonché per l’eccellenza dimostrata nel corso della sua attività”. | |
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| | In Italia nel 2026 capire quanto cibo sprechiamo è ormai questione di età. Parola del Rapporto “Il caso Italia” 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International, alla vigilia della “Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare” di domani. Se il Paese migliora - 554 grammi di cibo gettati a settimana a persona, -63,9 sul 2025 - la fotografia di Fipe-Confcommercio resta impressionante: oltre 13,5 miliardi di euro bruciati lungo la filiera, più di 5 milioni di tonnellate di cibo perdute, con le sole case responsabili di uno spreco da 7,36 miliardi di euro. Ma sono i Boomers a trascinare la svolta, con appena 352 grammi di spreco settimanale per famiglia, mentre sul lato opposto la Generazione Z, tra organizzazione precaria, poca dimestichezza domestica e insicurezza alimentare crescente, arriva a 799 grammi pro capite, quasi il doppio. | |
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| | | A WineNews, il direttore del più celebre Parco Archeologico d’Italia e del mondo, Gabriel Zuchtriegel. Con il progetto sul vino, con Tenute Capaldo, ed oltre. “Il futuro non si può costruire con le risposte vecchie, come vedere il privato essenzialmente come un potenziale pericolo. Nella pubblica amministrazione il partenariato è un cambio di prospettiva: proseguiamo un comune obiettivo dove c’è anche una sostenibilità economica per l’ente pubblico e per il privato. Abbiamo alberi da frutta, olivi, 100 ettari di aree verdi, che vogliamo trasformare da un costo in una fonte di sviluppo”. | |
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