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N. 4.549 - ore 17:00 - Giovedì 27 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Se “Franciacorta Experience Milano Marittima” con le griffe del Consorzio che incontrano i wine lovers nel “salotto” della Riviera, rinnova il connubio mare & bollicine, è un unicum “Naf-Nose Art Festival”, primo laboratorio sull’olfatto come linguaggio artistico e culturale nella storica cantina del Sagrantino di Montefalco Scacciadiavoli: ecco alcuni eventi dell’agenda WineNews (da consultare per le date), aspettando “OltreGusto-Oltrepò Terra di Pinot Nero” a Voghera, “ViVa, Vini Valtellina” a Sondrio, “Io Barolo” e “Serralunga Day” nelle Langhe, “Alta Campania Wine Fest” a Caserta, il “Festival Franciacorta in Cantina” e “Trentodoc Festival”. | |
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| | Soffre nei volumi, ma non crolla nei valori, il vino italiano nella grande distribuzione organizzata italiana, con le bollicine che, inoltre, continuano a fare corsa a parte, con Prosecco e Metodo Classico in crescita sia in quantità che in valore, mentre frena bruscamente il comparto “private label”, dopo un lungo periodo positivo. Sono alcune delle evidenze che emergono dai dati Circana aggiornati a luglio 2026, analizzati da WineNews. Secondo i quali, nei 12 mesi tra luglio 2025 e luglio 2026, nel complesso sono stati venduti 414 milioni di litri di vino (-3,4% sull’anno precedente) per 1,8 miliardi di euro (-1,2%). Mentre gli spumanti hanno registrato una crescita del +1% in volume (81,9 milioni di litri) e del +1,2% in valore (628 milioni di euro), grazie al Prosecco, che vale la metà della torta delle bollicine (40 milioni di litri, +3,8%, e 306,6 milioni euro, +1,7%), ma, soprattutto, al Metodo Classico italiano (Franciacorta, Trentodoc e così via), in crescita del 7,6% in quantità (7,8 milioni di litri) e del 6,2% in valore (145,2 milioni di euro). Nel dettaglio, guardando ai formati, se tutto sommato tiene la classica bottiglia da 0,75 litri (1,5 miliardi di euro il totale venduto, -0,7%, per 240 milioni di litri, -2,1%), crollano i classici bottiglioni (sia fino a 2 litri che oltre), che perdono il -10,6% in volume e tra il -9,2% ed il -6,2% in valore, mentre registrano dati positivi sia il bag-in-box (che vale 21,3 milioni di litri, +1,3%, per 50 milioni di euro, +4,7%), che i formati più piccoli della classica bottiglia da 0,75, per quanto ampiamente minoritari (crescita del 4,7% in volume e del 5,3% in valore, a 4,5 milioni di euro per 561.572 litri per il formato inferiore alla mezza bottiglia, mentre quelli compressi tra 37,5 e 75 centilitri fanno +2,3% in volume, a 854.504 litri, e +3% in valore, a 8,7 milioni di euro). Come detto, tra i trend da segnalare, l’inversione di tendenza rispetto ai vini private label, che dopo una fase anche importante di crescita, nel recente passato, nei 12 mesi fanno segnare un -5,4% a volume (61,4 milioni di litri) ed il -5% in valore (173,7 milioni di euro). Segno che probabilmente, in una fase in cui il “meno, ma meglio” è un imperativo, la marca del produttore torna ad essere un elemento di scelta ancora più importante del solito. | |
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| | Da temi come l’innovazione, la sostenibilità e l’efficienza idrica al rapporto tra giovani e lavoro in un momento di emergenza demografica; dall’incontro tra le eccellenze italiane che fanno grande il made in Italy nel mondo fino al focus sulle aree interne, soltanto per citarne alcuni. Sono tanti gli argomenti legati al mondo dell’agricoltura che sono stati protagonisti al “Meeting di Rimini” n. 47, evento che, ogni anno, raduna importanti nomi della politica, della cultura e della scienza per approfondire vari temi, agricoltura compresa. E che ha visto, quest’anno, tra i relatori, Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura; Ettore Prandini, presidente Coldiretti; Maurizio Gardini, presidente Confcooperative e Conserve Italia; Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e non solo (in approfondimento). | |
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| | | Non sono né la Gen Z né i Baby Boomers i soli responsabili del calo dei consumi di alcol. È quanto emerge dall’analisi di Bw166 sui dati della National Survey on Drug Use and Health, che copre 25 anni (2000-2024) e circa un milione di intervistati. I giovani bevono meno spesso e meno per occasione, mentre gli anziani riducono fisiologicamente i consumi con l’età. Tra i 18-20enni la quota di chi beve è scesa dal 70% al 50% e le consumazioni medie settimanali da 7 a 3. Tra i 21-29enni la partecipazione resta intorno al 75%, ma l’intensità cala da 6,5 a 4,5 consumazioni (-30%). Nelle fasce 30-49 e 50-64 anni i livelli sono più stabili, mentre tra gli over 65 diminuiscono partecipazione e quantità, soprattutto per effetto dell’invecchiamento. Bw166 avverte che i consumi dichiarati sono probabilmente sottostimati, ma le tendenze restano significative. La sfida per l’industria è strutturale: oggi gli alcolici competono con energy drink, bevande funzionali, prodotti al Thc e altre spese per il reddito disponibile. Pesano inoltre maggiore attenzione alla salute, campagne sui rischi dell’alcol e possibile diffusione dei farmaci GLP-1. Il nodo, quindi, non è lo scontro tra generazioni, ma la capacità del settore (che si parli di vino, di birra o di spirits) di ricreare occasioni di consumo in un mercato profondamente cambiato. | |
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| | | Metti la bellezza di Montepulciano, “perla del Rinascimento”, otto contrade (che si sono già sfidate ai fornelli nello storico concorso “A Tavola con il Nobile”) e otto grandi botti spinte lungo le vie del borgo celebre per il suo Vino Nobile: è il Bravìo delle Botti, che torna il 30 agosto 2026, “dedicato” al poeta e scienziato Francesco Redi, letterato e medico più alto in grado della Corte dei Medici, per i festeggiamenti dai 400 anni dalla nascita di colui che, nel suo “Bacco in Toscana”, sentenziò che quello di Montepulciano “d’ogni vino è il re”. | |
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| | C’è una città al mondo dove il fine dining costa più di tutte le altre, ed è Shangai. Ed un’altra dove un calice di Champagne si paga più che altrove: Santiago del Cile. Curiosità che arrivano dal “Global Wealth & Lifestyle Report” 2026 di Julius Baer, uno dei più importanti gruppi svizzeri di private banking, che, ogni anno, analizza i prezzi di immobili, gioielli, automobili, fine dining, vino e altri beni di lusso nelle città più importanti del mondo. A livello generale, il ranking delle città più care al mondo in termini assoluti vede al primo posto Singapore, in testa a questa classifica ormai per la quarta volta consecutiva (Milano è al n. 9). Per il vino, nello specifico, è il Sudamerica la regione del mondo dove si spende di più: il 32% ha lì ammesso di aver utilizzato la maggior parte dei propri soldi in fine wines e Champagne. | |
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| | | A WineNews le riflessioni di Luca Castagnetti, fondatore Centro Studi Management DiVino by Studio Impresa. “Dobbiamo ragionare su soluzioni di breve periodo, che governino le difficoltà ma senza penalizzare chi ancora, nonostante tutto, può crescere, ma anche di medio termine, perchè spesso si cercano risposte immediate alle crisi, che, però, sono difficili da trovare. Le aziende devono lavorare con rigore, analizzando i flussi di cassa ogni mese, ma guardando anche a quello che vorranno essere tra 5 anni, con tanto realismo. Il mercato non tornerà come prima”. | |
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