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WineNews
N. 4.128 - ore 17:00 - Lunedì 13 Gennaio 2025 - Tiratura: 31.289 enonauti,
opinion leader e professionisti del vino
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La News
Distribuzione, tra bilanci e trend 
Dalla fine dell’euforia post-Covid al calo degli Champagne, da un’annata 2024 che è stata complessa, seppur tutto sommato positiva, alle aspettative per il 2025, in cui occorrerà ragionare su nuove strategie e su una seria programmazione, senza dimenticare i grandi temi del momento, dal calo dei consumi tra le nuove generazioni al filone low e no-alcol, passando dal nuovo Codice della Strada: alcuni dei più importanti nomi della distribuzione italiana di alta gamma - Cuzziol Grandivini, Gruppo Meregalli, Sarzi Amadé e Sagna - tracciano, per WineNews, un quadro dei mesi appena trascorsi e di quelli che abbiamo di fronte.
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Primo Piano
Lo “stato dell’arte” per Cuzziol, Meregalli, Sarzi Amadè e Sagna
Se il 2024 può essere considerato l’anno del ritorno definitivo alla normalità, caratterizzato da un calo fisiologico dei consumi (dopo il 2022 e il 2023 in cui si è assistito al boom del dopo pandemia), è anche quello in cui sono emerse altre criticità, dall’inflazione che ha eroso il potere di acquisto dei consumatori alle sempre più forti spinte salutistiche, dalla perdita di appeal verso il vino da parte delle nuove generazioni, ai ricarichi spesso eccessivi dei ristoranti. Luca Cuzziol (Cuzziol Grandivini) spiega che il 2025 dovrà essere affrontato investendo su strategia e visione d’impresa, per non assistere alla “tempesta perfetta”, e rilancia l’idea del nuovo Salone destinato ai distributori, attraverso la Società Excellence, di cui è presidente e che riunisce 21 importanti realtà leader della distribuzione: “non è ancora stabilita la data (gennaio 2026 o gennaio 2027, ndr), ma è certo che faremo una fiera destinata ai professionisti, con un sistema “blindato” di accesso” spiega. Per Alessandro Sarzi Amadè (Sarzi Amadè Srl), da un lato si è spenta l’euforia post-Covid e, dall’altro, sono aumentati i prezzi, e questo ha influito sul calo generalizzato dei consumi italiani fuori casa. “Il mondo del vino dovrà rivedere e semplificare la comunicazione rivolta a Millennial e Gen Z, per i quali oggi uno Spritz è più facile da capire di un bicchiere di vino, a causa di una narrazione spesso troppo difficile e complicata” afferma Sarzi Amadè. Secondo Marcello Meregalli (Gruppo Meregalli), se nel 2024 le denominazioni più prestigiose, dai Brunello ai Barolo, hanno tenuto bene, la politica dei prezzi degli ultimi anni non ha aiutato il mondo del vino. Per il 2025 Meregalli ha introdotto nel proprio catalogo vini e spirits low e no-alcol, ma spinge per una promozione della cultura del bere, consapevole e moderata, durante i pasti, oltre a chiedere la liberalizzazione di Uber e altri servizi similari, per tutte quelle zone cui non ci sono taxi o mezzi pubblici a disposizione. Per Leonardo e Carlo Alberto Sagna (Sagna Spa), l’anno si è caratterizzato per un contesto di mercato altalenante, segnato da profondi cambiamenti e sfide complesse, ma anche da opportunità di evoluzione: in generale i consumatori hanno privilegiato vini di fascia alta, confermando la polarizzazione verso prodotti di qualità (in approfondimento).
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Europei e italiani promuovono la Pac
La Pac, la Politica Agricola Comunitaria, è un pilastro dell’Ue, assorbe il 31% del bilancio Ue, 387 miliardi di euro per il ciclo 2021-2027, con un costo stimato di 30 centesimi di euro al giorno ognuno dei cittadini dell’Unione. Che la promuovono, secondo i dati di Eurobarometro (in approfondimento). E la “pagella” della Politica agricola comune per gli italiani è eccellente: l’Ue, attraverso la Pac, sta assicurando una fornitura stabile di cibo per l’82% degli italiani, ma anche cibo sano, sicuro e di alta qualità per il 77%, garantisce un modo sostenibile per produrre di cibo (78%), protegge l’ambiente e affronta il cambiamento climatico (80%), assicura un equo tenore di vita agli agricoltori (74%) e che i consumatori abbiano generi alimentari a prezzi ragionevoli (74%), crea crescita e posti di lavoro nelle aree rurali (73%).
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Focus
Oliviero Toscani e i “colori” della biodiversità
“Da quando c’è la fotografia esiste la storia”, perché “racconta la condizione umana, e se si vuole vedere la biodiversità ci vuole la macchina fotografica. Io non fotografo i paesaggi, fotografo l’essere umano” nel mondo: “si impara moltissimo, si vede la storia locale, si capiscono le ragioni delle diversità. Che per fortuna esistono, ma che a tanti fanno paura, perché sono limitati nella loro cultura e nella loro intelligenza”. Pensieri di Oliviero Toscani, fotografo tra i più influenti del panorama italiano e internazionale, celebre per il suo sodalizio con United Colors of Benetton, scomparso oggi, e raccontati a WineNews, che ha raccolto più volte le sue idee rivoluzionarie anche sulla comunicazione wine & food. Un mondo del quale era molto appassionato e sul quale ha puntato il suo obbiettivo, ma nel quale era anche produttore di vino nella cantina che aveva fondato, “Ot - Azienda Agricola Toscani”, sulle colline di Casale Marittimo, a Pisa, tra vigneti di Syrah, Cabernet Franc e Petit Verdot, oggi gestita dal figlio Rocco e dalla sua famiglia. E nel quale era legato anche da una profonda amicizia con Angelo Gaja e la famiglia Moretti, alla guida delle griffe Petra, Bellavista e Contadi Castaldi, ed autore di scatti per la vendemmia 1995 del Brunello di Montalcino e per i Presìdi Slow Food, con i quali ha dato un volto a “Terra Madre”. 
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Cronaca
I cani per “fiutare” i parassiti in vigna
Si dice che il cane sia il miglior amico dell’uomo. E forse lo è anche dei vignaioli. E non solo per compagnia. I cani appositamente addestrati, infatti, possono rilevare la presenza di parassiti della vite tramite il loro sensibile fiuto, ancor meglio rispetto ad altri metodi convenzionali. Almeno, questo emerge dallo studio “Effectiveness of canine-assisted surveillance and human searches for early detection of invasive spotted lanternfly” condotto dai ricercatori della Cornell University (Stati Uniti) e pubblicato sulla rivista “Ecosphere” (in approfondimento).
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Wine & Food
Distretti del Cibo: 100 milioni di euro di finanziamenti, di cui 34 per progetti legati al vino
100 milioni di euro “per promuovere lo sviluppo dei territori e delle produzioni locali, garantire la sicurezza alimentare e migliorarne la sostenibilità e la competitività”, a sostegno dei Distretti del Cibo, “strumenti strategici per il rilancio dell’agroalimentare italiano”, istituiti nel 2017. Ad aggiudicarseli, 11 progetti selezionati in tutta Italia, di cui 3 direttamente legati al vino, per un totale di oltre 34 milioni di euro a sostegno di progetti di filiera tra Abruzzo, Puglia e Umbria. È l’esito del “Bando sui Distretti del Cibo” pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura. Il progetto con il finanziamento più elevato, pari a 17,9 milioni di euro, è quello del “Distretto Agroalimentare di Qualità Vino d’Abruzzo”, mentre 11,2 milioni di euro di finanziamento se li è aggiudicati il “Distretto di Qualità del Vino Umbro”, mentre 5,1 vanno al “Distretto Produttivo Agroalimentare di Qualità del Vino di Puglia”.
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WineNews.tv
“Lavorare in campagna, per i giovani, non è tornare indietro, ma attualizzare la tradizione”
WineNews è con Rossano Pazzagli, storico delle campagne italiane, accademico dei Georgofili e professore dell’Università del Molise: “in una bottiglia non c’è solo il vino, ma ci sono anche il paesaggio, il lavoro, la fatica e le filiere. Quindi il vino può essere messaggero di rinascita dei territori rurali, a patto che non perda la sua dimensione popolare. Con i giovani? Serve un lungo lavoro culturale. Andare in campagna, lavorare in agricoltura o nel vino non è tornare indietro, ma attualizzare attività tradizionali fondamentali per l’umanità”.
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