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WineNews
N. 4.528 - ore 17:00 - Mercoledì 29 Luglio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Sicilia e Franciacorta in vendemmia
In Franciacorta, territorio di eccellenza della spumantistica metodo classico italiano, inizia domani la vendemmia più anticipata di sempre (come già successo ieri nel vicino Oltrepò Pavese, ndr), mentre in Sicilia, già da qualche giorno, sono caduti i primi grappoli di una raccolta “dei 100 giorni”, partita dalla zona più occidentale dell’Isola per finire sul Nord-Est e sulle alture dell’Etna: così entra pian piano nel vivo la vendemmia 2026 in Italia, in due territori lontani ma che, da anni, segnano il via della raccolta (in approfondimento il racconto del Consorzio del Franciacorta e di Assovini Sicilia).
Approfondimento su WineNews.it
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Primo Piano
Assoenologi & Uiv: “no previsioni, ma dati a fine vendemmia”. Coldiretti “concorde”
Come in Francia anche in Italia nessuna previsione ufficiale sulle quantità della vendemmia 2026 - iniziata in questi giorni - ma solo dati a consuntivo, a raccolta finita, con il “sipario” delle stime vendemmiali, che, dunque, resta chiuso, come anticipato, nei giorni scorsi, da WineNews. A comunicarlo ufficialmente, oggi, sono Assoenologi ed Uiv, in una nota in cui si spiega che “per la campagna vitivinicola 2026, si è deciso di non organizzare la tradizionale conferenza dedicata alle previsioni vendemmiali di Assoenologi, Ismea e Uiv. La scelta nasce dalla volontà di fornire informazioni quanto più accurate e rappresentative possibile dell’andamento della stagione. In un contesto caratterizzato da condizioni climatiche sempre più variabili, le stime effettuate prima della conclusione della raccolta possono risultare soggette a significative variazioni. Per questo motivo, si ritiene più utile presentare i dati consuntivi al termine della campagna vendemmiale, quando sarà possibile offrire un quadro completo e affidabile della produzione, della qualità delle uve e delle principali caratteristiche dell’annata”. Per questo le due organizzazioni, Assoenologi e Uiv, auspicano che “come richiesto agli organi competenti, si possa anticipare a metà del prossimo novembre la dichiarazione per la raccolta delle uve”. Una scelta ed una richiesta, che arrivano da due delle organizzazioni di categoria italiane, che ricalca, come detto, quella della filiera di Francia, che già nei giorni scorsi ha richiesto ufficialmente al Governo di non divulgare previsioni troppo precoci ad agosto, come WineNews ha riportato già dal 9 luglio. Una linea di condotta, va detto, condivisibile e dettata dal buon senso, legata al clima, ma stimolata, anche, dal momento particolarmente delicato che sta attraversando la filiera del vino, con la volontà di evitare speculazioni su prezzi di uve e vini sfusi basate su dati che possono poi risultare inesatti, creando inutili, ulteriori complicazioni sul mercato. Anche Coldiretti, ieri, in una nota stampa, ha spiegato che “mai come quest’anno risulta difficile fare previsioni quantitative su una vendemmia che sarà di fatto spalmata su un arco di quasi cinque mesi e che rappresenta una vera e propria sfida enologica per le aziende”.
Approfondimento su WineNews.it
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Vino, se stappare vuol dire “fiducia”
La fiducia, in un’epoca storica in cui gran parte dello “status quo” consolidato negli ultimi decenni viene messo costantemente in discussione, a livello “macro” (tra crisi geopolitiche, climatiche, economiche) e “micro” (nei comportamenti della vita di ognuno di noi) diventa merce sempre più rara e preziosa. Eppure, la fiducia è un cardine, più o meno consapevolmente, dell’esperienza di chi apre una bottiglia di vino e si affida alla scoperta di quello che c’è sia dentro che intorno. È la riflessione che, in un dibattito intorno al presente e al futuro del vino sempre più vivace, che Winenews ha deciso di aprire con tanti interventi già ospitati nei mesi passati, riceviamo e ben volentieri pubblichiamo (in approfondimento), firmata da Adua Villa, una delle una delle più conosciute sommelier e divulgatrici del panorama italiano del vino.
Approfondimento su WineNews.it
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Focus
Louis Roederer investe, per la prima volta, in Borgogna
Il vino accompagna l’uomo da millenni, e al netto delle difficoltà innegabili del momento, continuerà a farlo. È c’è chi investe ancora nel settore, guardando soprattutto ai vertici della qualità. Come fatto da uno dei nomi più importanti di Francia e della Champagne, Louis Roederer, che ha deciso di festeggiare i suoi primi 250 di storia, in questo 2026, “regalandosi” uno dei gioielli di Gevrey-Chambertin, il Domaine Pierre Damoy, con un investimento ovviamente riservato, e che rappresenta la prima acquisizione in Borgogna per Louis Roederer, che attraverso la Roederer Collection mette insieme 13 cantine per oltre 1.100 ettari di vigneto tra Champagne, Bordeaux, Valle del Rodano, Portogallo, California e ora Borgogna, appunto. Il Domaine Pierre Damoy comprende quasi otto ettari di vigneti Grand Cru, principalmente nelle prestigiose denominazioni Chambertin, Chambertin-Clos de Bèze e Chapelle-Chambertin, oltre al Clos Tamisot, vigneto “monopole” di Gevrey-Chambertin. “Nell’anno in cui Louis Roederer celebra il suo 250esimo anniversario, affermare la nostra presenza in Borgogna, una delle regioni vitivinicole più prestigiose al mondo, e diventare custodi di una delle sue grandi tenute - ha commentato Frédéric Rouzaud, ad Louis Roederer - ha per noi un significato particolare”.
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Cronaca
Pantelleria, il Passito per Mattarella
Il Passito di Pantelleria è uno dei prodotti più identitari dell’Isola, capace di raccontare quella viticoltura eroica fatta di muretti a secco e vite ad alberello patrimonio Unesco che la rende unica. E proprio una bottiglia personalizzata di Passito di Pantelleria è stato il dono consegnato al Presidente della Repubblica, Sergo Mattarella, da Benedetto Renda, presidente del Consorzio di tutela dei Vini Doc Pantelleria, nella vista della prima carica dello Stato sull’Isola, per il decennale dell’Istituzione del Parco Nazionale Isola di Pantelleria.
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Wine & Food
Nomacorc Ocean, il tappo che protegge il vino e ripulisce le aree costiere dalla plastica
Recuperare la plastica in acqua, vicino alle aree costiere, che rappresenta uno dei principali problemi dell’inquinamento dei mari e non solo, per “ripulire” l’ecosistema e trasformare il materiale recuperato in tappi: è l’idea alla base di Nomacorc Ocean, il progetto Vinventions, leader mondiale dei tappi sintetici, lanciato due anni fa e che, solo nel 2025, ha contribuito a recuperare ben 7.920 chili di plastica (quasi 8 tonnellate). Un’idea, quella del “primo tappo da vino al mondo nato per proteggere gli oceani”, che “non è solo un’innovazione tecnologica, ma una risposta concreta all’inquinamento marino”, sposata da tante cantine. “Con Nomacorc Ocean offriamo un modo tangibile per fare la differenza: ogni bottiglia stappata contribuisce direttamente alla pulizia delle coste più a rischio del pianeta”, commenta Antonino La Placa di Vinventions Italia.
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Castello del Terriccio
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Masottina
Consorzio Vini di Romagna
WineNews.tv
“Il vino supererà questa tempesta imperfetta, se riprenderà in mano il proprio destino”
A WineNews, Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di Strategia dell’Università Bocconi, parla della “tempesta imperfetta” per la filiera del vino. “È imperfetta perché premia le scelte del settore, in Italia ed Europa, che guardano alla qualità, al dialogo con i consumatori finali ed al riprendere in mano il proprio destino”. Tra le sfide chiave, ci sono la comunicazione in ambiente digitale, la regolamentazione, la razionalizzazione di filiera, etichettatura e distribuzione ed il consolidamento e potenziamento dei consorzi. Così “riusciremo ad attraversarla, con grande successo”.
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