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WineNews
N. 4.463 - ore 17:00 - Lunedì 27 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
opinion leader e professionisti del vino
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La News
Gelate, perdite fino all’85% in Champagne
Ancora una volta la regione della Champagne è alle prese con le gelate tardive primaverili. Nel 2026 il 38% dei vigneti è rimasto danneggiato: mai così male dal 2003 quando i danni furono del 45%. A renderlo noto è il Comité Champagne spiegando che il caldo anomalo dei giorni precedenti ha anticipato di 15-20 giorni la crescita del ciclo vegetativo della vite rispetto alla norma, così le gelate hanno creato più danni del solito. Seppur a macchia di leopardo, dal momento che ci sono territori più colpiti di altri: come nell’Aisne dove si registra una perdita media del raccolto addirittura tra il 65-85%. A maggio verrà effettuato un aggiornamento delle stime.
Approfondimento su WineNews.it
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Primo Piano
Competenze e digitalizzazione: al calo dell’export il vino italiano risponde con la managerialità
Se sono tanti i motivi di difficoltà con cui si trova a combattere il mondo del vino, su un punto tutti concordano: la necessità di cambiamento. E in molti hanno iniziato a farlo anche in Italia, il primo Paese al mondo a livello di produzione enoica e il secondo come valore del prodotto, come racconta il Wine Industry Outlook di Michael Page, player britannico tra i riferimenti internazionali nella ricerca di professionisti altamente qualificati e manager. E secondo il quale, i produttori italiani di vino, alla luce anche di un export sempre più sotto pressione, cercheranno il “cambiamento” con nuove figure specializzate da inserire in azienda e puntando anche sui processi di digitalizzazione per la gestione delle proprie attività. Il settore vitivinicolo italiano, afferma Michael Page, sta vivendo una trasformazione profonda che va oltre la qualità del prodotto. Pressione sui margini, nuove barriere all’export e cambiamenti nei modelli di consumo, stanno spingendo aziende grandi e piccole a rivedere strategie, mercati e, soprattutto, competenze. Per questo, secondo lo studio, il comparto si sta muovendo verso un modello sempre più manageriale e data-driven, in cui visione strategica, capacità analitiche e brand positioning diventano leve decisive per la competitività. Un settore, quello del vino italiano, che mostra diverse velocità. L’analisi evidenzia una forte polarizzazione in base alla dimensione aziendale: le Pmi con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro si concentrano sulla crescita del valore medio (45,5%) e sul riposizionamento del brand, strategie necessarie per difendersi dalla pressione sui prezzi. Invece, i grandi gruppi, con ricavi superiori ai 100 milioni di euro, puntano su economie di scala, crescita dei volumi e consolidamento dei processi organizzativi. Una dinamica che, secondo Michael Page, genera una crescente domanda di professionisti in grado di operare in contesti complessi, dove la gestione finanziaria e commerciale non può più essere improvvisata. Sotto la “lente di ingrandimento” ci finisce anche il sistema export del vino italiano che, per Michael Page, sta progressivamente perdendo alcune sue certezze storiche. Uno dei cambiamenti riguarderà l’accelerazione verso la digitalizzazione che si trasformerà da leva tecnologica a strumento di governo del business.
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SMS
Vino & salute, prosegue il dibattito
Si arricchisce ogni giorno il dibattito sugli effetti dell’alcol, e del vino, sulla salute: il professor Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto Mario Negri di Milano, ha criticato la presenza del Governo a Vinitaly per la promozione dei prodotti nostrani. Una posizione a cui fanno da contraltare ricerche di tutto il mondo, e anche gli scienziati dell’“Accademia internazionale del bere in salute”, promossa dalla famiglia Veronesi (gruppo Oniverse, cantine Oniwines e Signorvino, catena di enoteche e winebar in tutta Italia, ndr), organismo scientifico che ha nel board figure del calibro di Giovanni Scapagnini, Karin Michels, Giovanbattista Desideri, Eugenio Luigi Iorio, Arrigo Cicero, Paolo Francalacci e Ilenia Grieco: intervistati da WineNews, sostengono che un calice di vino abbinato ai pasti può avere effetti benefici per la salute.
Approfondimento su WineNews.it
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Focus
Vino italiano, i leader per fatturato in un 2025 difficile
Il 2025 è stato un anno difficile per il vino italiano, con la stragrande maggioranza della cantine che ha registrato fatturati in flessione o in pareggio, salvo rarissime eccezioni. Lo aveva rilevato un’analisi/trend WineNews, ad inizio 2026, e ben lo confermano i dati dei fatturati, pubblicati, nei giorni scorsi, dal quotidiano “Corriere della Sera”, nelle anticipazioni della tradizionale analisi sui bilanci della giornalista economica Anna di Martino. 26 le cantine con un fatturato sopra i 100 milioni di euro (in approfondimento), per un giro di affari di 5,9 miliardi, di cui 3,7 dall’export. Al top si conferma Cantine Riunite & Civ (guidata da Corrado Casoli), con 635,1 milioni di euro (-6,1%), di cui 398 in capo al Gruppo Italiano Vini - Giv, con al vertice Roberta Corrà (-4,7%), seguiti dal Gruppo Argea, condotto da Massimo Romani, con 462 milioni di euro (-0,5%), e da Italian Wine Brands, guidata da Alessandro Mutinelli, a 395,9 milioni di euro (-1,5%). Ai piedi del podio il Gruppo Caviro, diretto da Giampaolo Bassetti, a 351,3 milioni di euro (-8,8%), mentre al n. 5 si trova la prima azienda privata e verticale della classifica, Marchesi Antinori, presieduta da Albiera Antinori che la guida con la famiglia e con l’ad Renzo Cotarella che, con 263 milioni di euro, è una delle pochissime in crescita, seppur dello 0,4% sul 2024.
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Cronaca
 La protesta degli agricoltori al Brennero
Difendere il lavoro delle imprese agricole applicando l’etichetta d’origine sui prodotti alimentari e riformando il codice doganale. Questo l’appello di Coldiretti in occasione della mobilitazione al Brennero che ha smosso 10.000 agricoltori con la presenza anche del presidente Ettore Prandini, che ha sollecitato “un intervento a livello europeo”. Per Coldiretti, “gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro se venisse modificata la norma dell’ultima trasformazione sostanziale nell’attuale codice doganale”.
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Wine & Food
“QuattroMani”, il vino Pasqua Vini & Charles Smith, che unisce “Vecchio e Nuovo Mondo”
Uno degli aspetti più belli del vino è la creazione di connessioni tra persone, che vanno ben al di là del fondamentale aspetto conviviale. E, a volte, si trasformano anche in progetti di impresa capaci di valicare i confini. Succede con “QuattroMani”, nuovo capitolo della prestigiosa collaborazione tra Pasqua Vini e il winemaker di Washington State, Charles Smith, da cui nasce un vino insolito: un Pinot Nero “multivintage” con le uve coltivate e raccolte in Valpolicella, e vinificato secondo la visione di Smith, in una bottiglia che unisce “Vecchio e Nuovo Mondo” del vino. “Un vino che sintetizza l’incontro tra visioni, linguaggi e geografie, scrivendo un nuovo capitolo nella storia della cantina veronese, divenuta dal 2025 distributore esclusivo globale dei brand House of Smith - tra cui K Vintners, Sex e Real Wine (di quest’ultimo, la cantina veronese è anche socio di minoranza)”.
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Castello del Terriccio
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Masottina
WineNews.tv
Vino, la “premiumisation” è la via per il futuro, ma senza esagerare con i prezzi
La qualità a prezzi giusti (e accessibili) è la chiave di volta, anche in mercati che vedono i consumi in contrazione, secondo i produttori italiani. Le riflessioni di Sabrina Tedeschi (Tedeschi), Giovanni Lai (Cesari), Valentina Argiolas (Argiolas), Federico Veronesi (Oniwines), Antonio Capaldo (Feudi di San Gregorio), Lamberto Frescobaldi (Frescobaldi), Pierangelo Tommasi (Tommasi), Maurizio Zanella (Ca’ del Bosco), Antonio Rallo (Donnafugata), Nadia Zenato (Zenato), Andrea Conzonato (Herita Marzotto Wine Estates), Michele Bernetti (Umani Ronchi) e Marco Caprai (Arnaldo Caprai).
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