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N. 4.558 - ore 17:00 - Mercoledì 9 Settembre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Sono 20 le Gran Medaglie d’Oro dell’Italia, secondo Paese più premiato dopo la Spagna, conquistate al “Mondial des Vins Extrêmes” n. 34, l’unico concorso enologico al mondo dedicato alla viticoltura eroica, organizzato annualmente da Cervim. In totale si sommano 84 Gran Medaglie d’Oro e 295 Medaglie d’Oro tra 1.175 vini iscritti, presentati da 432 aziende provenienti da 22 Paesi, valutati alla cieca da 11 commissioni, per un totale di 55 giurati. I premi sono andati a quelle cantine e vini che valorizzano quei vigneti che si contraddistinguono per i loro rilievi scoscesi e nelle zone impervie, la cui manodopera richiede tra le 600 e le 1.200 ore annue. | |
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| | In un’agricoltura italiana segnata da profonde trasformazioni, negli ultimi decenni, tra il 2006 e il 2025, il vino si conferma una delle produzioni più resilienti. Secondo il nuovo rapporto Istat sull’evoluzione delle produzioni agricole e zootecniche, il comparto ha mantenuto livelli produttivi elevati e competitivi nonostante un leggero ridimensionamento delle superfici e delle quantità prodotte, distinguendosi nettamente rispetto ad altri settori colpiti da pesanti contrazioni. Le superfici vitate sono scese da 786.123 ettari nel 2006 a 741.395 ettari nel 2025 (-5,7%), mentre la produzione complessiva di uva è passata da 83,267 a 76,570 milioni di quintali (-8%) e la resa media è diminuita del -2,5%, da 105,9 a 103,3 quintali per ettaro. Ancora più stabile l’andamento dell’uva da vino, con superfici in calo del -2,7%, passando da 713.673 a 694.333 ettari, produzione quasi invariata da 68,208 a 66,794 milioni di quintali (-2,1%) e resa leggermente aumentata da 95,6 a 96,2 quintali per ettaro (+0,6%). Di segno opposto il trend dell’uva da tavola, che registra una contrazione di circa il -35% sia nelle superfici sia nei volumi raccolti. Nel complesso, la produzione nazionale di vino è passata da 49,6 milioni di ettolitri nel 2006 a 47,8 milioni nel 2025, con una diminuzione limitata al -3,6% nell’arco di quasi 20 anni. Parallelamente, cresce il peso dei mercati esteri: nel 2025 l’Italia ha esportato 21 milioni di ettolitri di vino (contro 18,8 milioni di ettolitri nel 2006), ne ha destinati 26,7 milioni al mercato interno ed ha importato appena 2,4 milioni di ettolitri. L’incidenza dell’export è salita da 39,9 a 44 litri ogni 100 litri di vino italiano, confermando il rafforzamento della vocazione internazionale del settore. La geografia produttiva dell’uva vede il Nord-Est concentrarne il 41,2%, seguito dal Sud con il 29,1%, dal Centro con il 13,1%, dalle Isole con il 9,3% e dal Nord-Ovest con il 7,3%. Tra il 2006 e il 2025 il Nord-Est ha aumentato la produzione del +25,7%, il Sud del +1,7%, mentre arretrano Nord-Ovest (-22,2%), Centro (-15,7%) e soprattutto Isole (-41,1%). A livello Ue l’Italia rappresenta il 33,2% della produzione di uva dell’Unione, in testa con Spagna (22,3%) e Francia (23,4%). Il rapporto evidenzia, però, come, al di fuori del vino, il quadro sia molto più complesso. | |
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| | Portare una parte delle cure fuori dagli spazi tradizionali della clinica, in un ambiente nel quale il paziente possa confrontarsi con azioni, stimoli e relazioni più vicini alla vita reale, e dove esercitare movimento, equilibrio, coordinazione, manualità, orientamento e autonomia in attività concrete, in un contesto naturale sicuro e accessibile: nella vigna. È questa la nuova infrastruttura curativa, inaugurata nei giorni scorsi, nel Parco dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino), dal nome “Rivìtere”: uno spazio accessibile e protetto dedicato alle attività riabilitative all’aperto per pazienti con disabilità neurologiche e malattie oncologiche e croniche - 900 metri quadrati con 390 barbatelle di varietà Piwi dei Vivai Rauscedo, dotato di sensori IoT per il monitoraggio ambientale e strumenti di raccolta dati - sviluppata da Citiculture. | |
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| | | Il Soave, capace di essere gradevole giovane e di evolvere positivamente negli anni, come felicemente fotografa l’espressione amata dagli americani “Soave, great now, great later”, è nel pieno di un cambiamento epocale, tra stile, modalità di consumo “fuori dagli schemi” e rivoluzione narrativa delle Uga per rispondere ai mercati. Se ne è parlato ad “Appuntamento Soave” il laboratorio di idee voluto dal Consorzio alla Biblioteca Capitolare di Verona, per far nascere un “Manifesto programmatico” per i prossimi anni. E di questo, legandolo all’attualità, si è riflettuto in un talk, condotto da Luciano Ferraro, vicedirettore “Corriere della Sera”, con Federico Veronesi, ad Oniwines e Signorvino, che ha ribadito la necessità di lavorare sul valore e la comunicazione, e la formazione di chi, nei diversi settori, lavora in cantina, ha aggiunto Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente Movimento Turismo del Vino, perché, per il wine writer Robert Camuto, il lavoro più grande oggi, soprattutto all’estero, è far conoscere il territorio d’origine di un vino. Ma, ha aggiunto, i vini bianchi sono “l’arma segreta dell’Italia” ancora conosciuta più per i rossi, insieme, non scordiamolo mai, ha ribadito Monsignor Bruno Fasani, presidente della Fondazione della Biblioteca e direttore “Telepace”, al valore conviviale della tavola. | |
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| | | Volti, gesti, ambienti di lavoro, paesaggi produttivi e comunità locali. Un grande racconto corale del Paese osservato attraverso uno dei suoi sistemi più identitari: la filiera agroalimentare. È il concetto alla base di “Agrosfera. Storie di tradizione e innovazione”, il nuovo Progetto Fotografico Collettivo Nazionale promosso dalla Fiaf-Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e raccolto in una a Bibbiena (Arezzo, 19 settembre-13 novembre) “integrata” da altre 99 mostre locali in tutto Italia per un totale di 18.346 immagini. | |
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| | Il cambiamento epocale che il Soave sta vivendo, come ha spiegato, a WineNews, il presidente del Consorzio Cristian Ridolfi, si muove tra la modifica del disciplinare e il “Progetto Identità Soave”. Con la prima, in attesa di approvazione, il Soave Doc potrà essere prodotto nelle zone pianeggianti, con rese per ettaro inferiori focalizzate su un prodotto fresco, il Superiore Docg potrà essere prodotto solo in collina con le menzioni “Classico” e Uga, con rese ulteriormente ridotte e affinamenti minimi più lunghi per valorizzare la longevità. Il secondo prevede, una riorganizzazione delle attuali 33 Uga. Nell’attesa, nei migliori assaggi WineNews ad “Appuntamento Soave” a Verona, si va da Coffele a Cadis 1898, da Suavia a La Cappuccina, da Le Mandolare a Prà, da Gini a Collis Heritage, da Bolla a Vicentini, da Santi a Vitevis. | |
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| | | Diversi mercati e fattori stanno cambiando in modo strutturale per il vino italiano, che si difende in chiusura di un 2026 difficile, guardando già al 2027. Con Rodolfo Maralli (Banfi), Daniele Simoni (Schenk Italia), Alberto Lusini (Angelini Wines & Estates) e Pierangelo Tommasi (Tommasi Family Estates), continua il viaggio di WineNews tra top manager e produttori di vino, per tastare il polso al mercato, che a fine anno vive una delle fasi più importanti, tra variabili inflattive, nuove abitudini di consumo e geopolitica, ma con la parola d’ordine che resta “ottimismo”. | |
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