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N. 4.454 - ore 17:00 - Martedì 14 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | “Siamo nella più straordinaria vetrina di una delle espressioni più incredibili del nostro made in Italy. Un settore che continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi di euro l’anno di fatturato e che, in situazione generale molto complessa e anche molto attenzionata, ha bisogno di essere sostenuto”: sono le parole della Premier Giorgia Meloni, oggi in visita ufficiale a Vinitaly 2026, a Verona. “Dobbiamo fare ogni sforzo possibile per stabilizzare la situazione e riaprire lo stretto di Hormuz, che per noi è fondamentale non solo per i carburanti, ma anche per i fertilizzanti, altro elemento fondamentale del settore”. | |
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| | Un organismo scientifico e culturale con vocazione divulgativa, nato per restituire al vino una narrazione fondata sull’evidenza scientifica, sottraendola alle semplificazioni che hanno dominato il dibattito pubblico degli ultimi anni. È con questa premessa che nasce l’Accademia Internazionale del bere in salute, promossa da Signorvino - la Grande Cantina Italiana fondata nel 2012 da Sandro Veronesi, uno dei più importanti imprenditori italiani, presidente Oniverse (il gruppo della moda con brand come Calzedonia, Intimissimi, Tezenis e Falconeri) e Oniwines (che mette insieme le cantine Tenimenti Leone nei Colli Albani nel Lazio, La Giuva in Valpolicella, Podere Guardia Grande in Sardegna, Villa Bucci, gioiello delle Marche e del Verdicchio dei Castelli di Jesi, la storica Pico Maccario in Monferrato e nel Trentodoc con Ert1050), guidata da Federico Veronesi, ad Oniwines - e con 43 punti vendita in Italia e due all’estero (Parigi e Praga), per un fatturato 2025 di 90 milioni di euro - presentata ufficialmente, ieri, a Vinitaly 2026 a Veronafiere a Verona, nella conferenza “Vino e Longevità. Salute, cultura, convivialità e tendenze”. Un board composto da scienziati di fama internazionale (da Giovanni Scapagnini a Karin Michels, da Arrigo Francesco Giuseppe Cicero a Paolo Francalacci, Eugenio Luigi Iorio, Andrea Sbarbati, Giovambattista Desideri, Immaculata De Vivo, Donald Craig Willcox e Davide Grassi) con l’obiettivo di studiare la longevità per affrontare con rigore scientifico il dibattito pubblico sul binomio vino e salute: un confronto spesso semplificato, che ignora la complessità biologica e culturale dello stile di vita mediterraneo. Un tentativo, dunque, da parte del mondo del vino di reagire alla sua messa in discussione, dopo una demonizzazione che non ammette, peraltro, la distinzione con l’alcol in generale, come ha spiegato Giovanni Scapagnini, professore Ordinario di Nutrizione Clinica all’Università del Molise, tra i massimi esperti italiani di geroscienze nutrizionali, nonché ideatore del Comitato, che ha aperto i lavori tracciando una distinzione che la letteratura più recente supporta con forza crescente: il vino non è assimilabile all’alcol in senso generico e si pone, rispetto ad esso, in una posizione scientificamente distinta, portando a sostegno due studi pubblicati di recente. | |
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| | Un vino italiano consapevole delle difficoltà del periodo, ma che guarda anche alle tante opportunità che si aprono nel mondo, con la consapevolezza che certe misure di contenimento della produzione andranno considerate, ma che ancora si può crescere, anche grazie al lavoro congiunto di imprese e istituzioni, Ministero dell’Agricoltura e Ice in testa, promuovendo ancora meglio e con un decreto Ocm più adatto alle esigenze delle imprese, o investendo ancora, anche in chiave “estera”, sulla campagna istituzionale a sostegno della cultura del vino italiano lanciata dal Ministero, e che ha toccato, nella sua prima fase, oltre 71 milioni di contatti. Messaggi arrivati (in approfondimento) dal “Tavolo Vino” convocato dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, oggi a Vinitaly 2026 a Verona. | |
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| | | Analizzare e valorizzare il rapporto tra horeca e vino, per monitorare lo stato dell’arte e l’evoluzione di stili di consumo, tendenze e prodotti: nasce l’Osservatorio “Vino & Ristorazione”, grazie ad un accordo tra Uiv (Unione Italiana Vini) e Fipe-Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), in collaborazione con Vinitaly. Se i dati delle vendite di vino nella gdo sono infatti “trasparenti”, resi noti nel dettaglio da indagini accurate (come nella ricerca Circana) i consumi nell’horeca rappresentano una zona grigia. Da questa considerazione nasce il protocollo d’intesa - firmato a Vinitaly, in concomitanza con la presentazione del primo Rapporto horeca-vino. Per gli imprenditori della ristorazione il vino non è solo una bevanda che accompagna il pasto, ma esalta l’offerta gastronomica e l’esperienza complessiva e contribuisce all’identità dell’impresa e alla fidelizzazione del cliente. La carta dei vini, utilizzata da 3 ristoranti su 4, ma anche dalla metà delle pizzerie-ristoranti (4,1 milioni le voci totali in carta), segue come criteri principali la valorizzazione territoriale, l’abbinamento gastronomico e le richieste dei clienti. Il 47% delle imprese ha una carta vini strutturata. Le carte includono in media 28 etichette, prevalentemente regionali, per valorizzare il territorio e la cucina tipica. | |
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| | | I “Super Tuscan” sono una tipologia di vino che ha segnato indelebilmente il “rinascimento enoico” della Toscana, proiettando i vini della regione nell’olimpo mondiale. A raccontarlo e ricordarlo, la degustazione, a Vinitaly 2026, del “Comitato Historical Super Tuscans” che riunisce le cantine del Chianti Classico (San Felice, Antinori, Montevertine, Castello di Monsanto, Castellare di Castellina, Isole e Olena, Badia a Coltibuono, Querciabella, Fonterutoli, Folonari, Riecine, Fèlsina, Castello di Volpaia, Castello di Ama, Castello di Albola e Brancaia). | |
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| | Se nel 2025 la ricerca sulla sostenibilità economico-finanziaria delle aziende verticali della Fivi, la Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti, aveva restituito la fotografia di un “modello resistente e fragile al contempo”, i risultati del 2026, presentati a Vinitaly a Verona, con Invernizzi Agri Lab di Sda Bocconi School of Management, raccontano dell’orgoglio e della felicità di essere Vignaioli Indipendenti, come ha sottolineato Rita Babini, vignaiola e presidente, e che si fondano su radicamento territoriale, qualità delle produzioni e sulla gestione familiare. Dati che, come ha sottolineato Vitaliano Fiorillo, direttore di Invernizzi Agri Lab, Sda Bocconi School of Management, permettono di studiare una parte del settore vitivinicolo poco visibile dal punto di vista economico-finanziario.
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| | | La Premier Giorgia Meloni, a WineNews, oggi, da Vinitaly 2026 a Verona: “il vino è centrale anche nella Cucina Italiana Patrimonio Unesco. È un settore fatto da imprese che hanno già fatto tanto ed a cui cerchiamo di dare risposte alle varie criticità di questo momento. La mia presenza qui è un segnale di vicinanza, di solidarietà e di riconoscimento a questo settore”. | |
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