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N. 4.396 - ore 17:00 - Mercoledì 28 Gennaio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Partita da Torino con “Grandi Langhe e il Piemonte del vino”, la maratona delle “Anteprime” delle nuove annate del vino italiano nei suoi luoghi più belli, come da tradizione, prosegue in Veneto e Toscana. A Verona con “Amarone Opera Prima”, l’evento del Consorzio Vini Valpolicella dedicato al vino più blasonato del territorio (Gallerie Mercatali by Veronafiere, 31 gennaio-1 febbraio), poi, con “Anteprime di Toscana” promosse da Regione e Consorzi da Firenze ai territori (13-20 febbraio) con PrimAnteprima, Anteprima Vino Nobile di Montepulciano, Chianti Classico Collection, L’Altra Toscana, Chianti Lovers & Rosso Morellino e Valdarno di Sopra Day. | |
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| | Che il mercato del vino, in Usa, non sia nel suo momento più florido (ma che arriva, comunque, dopo tanti anni consecutivi di crescita, va ricordato), è un dato di fatto incontestabile. Lo dicono i numeri generali, come quelli della Silicon Valley Bank, e lo dicono anche, guardando all’Italia, i dati Istat più aggiornati, che parlano di un calo delle esportazioni (1,5 miliardi di euro l’export tricolore nei primi 10 mesi 2025, in calo del -5,6% sul 2024, secondo l’analisi WineNews). Pesano i dazi al 15% su tutte le merci europee, ovviamente, pesa (forse ancor di più) il cambio euro/dollaro che vede la valuta europea più “forte” di quella americana, ed incidono il cambiamento dei consumi, il salutismo e non solo. Eppure, senza negare le difficoltà, vista dagli Usa la crisi non sembra così brutta come la si dipinge. Almeno secondo i rappresentanti di realtà leader del settore, incontrati da WineNews a “Grandi Langhe e il Piemonte del Vino” a Torino, evento che, nei giorni scorsi, intorno ai grandi vini della regione, tutti insieme, ha raccolto anche molte personalità del commercio e del giornalismo mondiale, compresi distributori e importatori, come raccontano (in approfondimento) Laura DePasquale, Senior Vice President, Sales & Commercial Operations, Artisanal Wine Division Southern Glazer’s Wine & Spirits, tra i più grandi negli States, Brian Larky, fondatore Della Terra, operatore specializzato in vini italiani, Tim Marson, Master of Wine e Category Director del grande portale di e-commerce, Wine.Com, e Jaime De Leon di The Kroger, tra le principali realtà del retail del wine & food in Usa, con oltre 2.700 punti vendita nel Paese (le nostre video interviste saranno online nei prossimi giorni). E che guardano al futuro con consapevolezza delle difficoltà e del fatto che il quadro generale può cambiare di giorno in giorno, ma anche con fiducia, investendo, e sottolineando come questa fase rappresenti anche un’opportunità per raccontare cose nuove riguardo al vino italiano, che, peraltro, nell’alto di gamma, e con le denominazioni più affermate, ma non solo, non sembra accusare troppe difficoltà. | |
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| | Secondo uno studio di FranceAgriMer, condotto da Ifop, il 72% dei francesi ha dichiarato di aver consumato almeno una bevanda no o low alcol negli ultimi 12 mesi. Quasi la metà ha iniziato a consumare bevande no (49%) e low alcol (45%) negli ultimi 2 anni. Un comparto in ascesa, con il 64% che prevede un maggiore consumo di questi prodotti in futuro, spinto dalla voglia di ridurre i consumi di alcolici. Ma che mostra anche, al momento, dei limiti: i vini No-Lo, ad esempio, pagano la mancanza di visibilità nei punti vendita e soffrono di “preconcetti” sul gusto, tanto che i consumatori hanno bisogno di rassicurazioni. E poi ci sono il prezzo, che rimane un ostacolo allo sviluppo del segmento, ed una maggiore richiesta di chiarezza da parte dei wine lovers sul processo di vinificazione che frena la percezione del valore del prodotto. | |
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| | | Il mondo della moda e quello del vino si sono, sovente, incontrati e piaciuti, non solo da un punto di vista imprenditoriale e di valori. C’è infatti chi ha trovato nel vino un elemento fondante della quotidianità, un elemento di condivisione e convivialità. Ed è il caso di Valentino, mito della moda e del made in Italy. Valentino aveva stretto un’amicizia sincera con il conte Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli, ambasciatore del connubio tra vino, eleganza e stravaganza, ma che è stato anche proprietario di Argiano, griffe tra le più importanti del Brunello di Montalcino. “Siamo venuti ad Argiano, io e mio fratello Cristoforo - ricorda Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli - la prima annata che abbiamo prodotto, quella del 1970, è uscita nel 1974 e subito mi sono occupato, insieme al fattore, di promuoverla”. Da qui nacque un’idea. “Scrissi una lettera, a penna, nel 1974, a Valentino che era sempre più famoso comunicandogli che stavamo producendo Brunello e che saremmo stati fieri di fargliene omaggio. Valentino chiamò, disse che voleva provare assolutamente il nostro Brunello di Montalcino e ne chiese dieci casse. Io e Cristoforo partimmo da Argiano con il furgone e ci recammo a Piazza Mignanelli”. Il rapporto di Valentino con il vino? “Beveva il bianco, il Gavi La Scolca Etichetta Nera, il Brunello gli è piaciuto molto”. | |
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| | | Tra mille difficoltà, un messaggio di ottimismo per il vino in Usa: a lanciarlo Adam Strum, presidente e ceo Wine Enthusiast Companies nel galà dei “Wine Star Awards” 2025 a New York. Sul palco, tra gli altri, Roberta Corrà, al vertice del Gruppo Italiano Vini - Giv e del wine merchant Usa Frederick Wildman & Sons, “Person of the Year”, ed Alejandro Bulgheroni, l’imprenditore argentino che, solo in Italia, possiede le Tenute Meraviglia e Le Colonne a Bolgheri, Dievole in Chianti Classico, Poggio Landi e Podere Brizio a Montalcino, con il “Lifetime Achievement Award”.
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| | Si dovrebbe attestare a 300.000 tonnellate la produzione di olio d’oliva made in Italy nel 2025, per l’Osservatorio Veronafiere-Sol Expo (Verona, 1-3 marzo) su dati Sian: a poche settimane dalla conclusione della campagna olearia, nei frantoi e negli oleifici italiani si registrano 267.000 tonnellate di olio, con una resa complessiva (14,98%) in linea con la media storica. Dati che, se confermati, porterebbero l’Italia a chiudere la campagna con un +20% sui volumi 2024, in controtendenza sul resto dei Paesi europei. La Spagna vedrà, infatti, una lieve contrazione della produzione (-5%/10%) e Grecia e Portogallo cali più consistenti (-15%/20%). A sostenere il 90% della produzione nazionale è il Mezzogiorno, in particolare la Puglia, con 135.000 tonnellate, il 50% dell’olio italiano, seguita da Sicilia (40.000 tonnellate, 15%) e Calabria (38.000 tonnellate, 14%).
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| | | A WineNews, le voci dal “Fine #WineTourism Marketplace”, l’evento per la promozione e ed il potenziamento del turismo del vino per cantine, territori, consorzi e mete enoturistiche italiani, con le riflessioni di Roberta Garibaldi (Università degli Studi di Bergamo), Isabel Kottmann (International Wine Business), Paul Wagner (Napa Valley College), Violante Gardini (Movimento Turismo del Vino Italia), Silvia Ghirelli (Hospitality Consultant), Caterina Turrini (Wine Hospitaly Manager Tommasi Family Estates), Emma Previatti (Hospitality Manager Zorzettig) e non solo. | |
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