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N. 4.523 - ore 17:00 - Mercoledì 22 Luglio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Ci sono bottiglie di vino che restano nella storia. Tra queste, il leggendario Cabernet Sauvignon del 1973 prodotto da Stag’s Leap Wine Cellars, cantina simbolo della California, fondata dal celeberrimo Warren Winiarski, e, dal 2023, al 100% di proprietà di Antinori, tra i nomi più importanti del vino italiano e mondiale. Un vino balzato agli onori delle cronache nel 1976, quando vinse il celeberrimo “Judgment of Paris”. E oggi, una singola bottiglia di quel vino antologico del 1973 ha segnato un altro record: è stata battuta ad un’asta on line da Christie’s per ben 22.500 dollari, oltre 5 volte la stima minima di aggiudicazione di 4.000 dollari ... | |
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| | A livello “immateriale”, la cucina italiana è ormai riconosciuta come Patrimonio Universale dell’Umanità Unesco. A livello economico, è un tesoro che vale 253 miliardi di euro nel mondo, e rappresenta il 19% del mercato globale dei full service restaurant, confermandosi la categoria più ricercata a livello internazionale. Un dato complessivo già anticipato nelle scorse settimane, e oggi approfondito dalla pubblicazione del “Deloitte Foodservice Market Monitor” 2026. E che racconta anche come il foodservice italiano, ovvero il mercato della ristorazione e dei consumi alimentari fuori casa, vale, nel complesso, 84 miliardi di euro nel 2025 e si colloca al sesto posto nel ranking mondiale. Ma, al di là dei dati economici, dall’analisi Deloitte emergono cambiamenti profondi nella struttura del settore. Come, per esempio, il boom delle catene. “In Italia il divario di crescita tra catene e operatori indipendenti è il più elevato tra tutte le aree geografiche analizzate: +7,2% per le catene contro +0,6% per gli operatori indipendenti nel periodo 2019-2025. Le catene quick service restaurant, in particolare, crescono del +10,5%, quasi il doppio della media globale (+6,1%), guadagnando il 6,2% della quota di mercato”, spiega Deloitte. Che evidenza, però, come, nonostante questa accelerazione, la penetrazione delle catene in Italia rimane ancora bassa rispetto agli standard internazionali: 11% contro il 35% della media mondiale, segnalando un ampio margine di sviluppo in questo segmento. Il mercato italiano rimane caratterizzato da una forte preferenza per i full service restaurant, che rappresentano il 50% del valore complessivo. Tuttavia, la crescita è sempre più trainata dai quick service restaurant. Guardando allo scenario mondiale, il mercato globale del foodservice ha raggiunto 2.981 miliardi di euro nel 2025 (+2,2%), segnando un ritorno ai tassi di crescita pre-pandemici (+2,1% nel periodo 2016-2019). Sul fronte dei format, i quick service restaurant guidano la crescita anche a livello globale (+4,6% 2019-2025), raggiungendo il 33% di quota di mercato nel 2025 (+4% dal 2019). La trasformazione strutturale più rilevante riguarda i canali di consumo: i ricavi generati attraverso delivery, asporto e altri canali off-premise rappresentano ora il 45% del valore totale del foodservice globale. | |
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| | La certezza di oggi, in una fase di grande incertezza mondiale, è che il vino sta attraversando una profonda trasformazione, se non una crisi. Sul come superarla al meglio, la riflessione è aperta. Anche perché trovare una ricetta che vada bene a tutti i territori italiani, così diversi tra loro per mille aspetti, non ultimo quello dei valori economici espressi, è difficile, se non impossibile. E, al tempo stesso, va evitata la tentazione di semplificare troppo questioni complesse, o pensare che un fenomeno importante e di successo come l’enoturismo possa essere la panacea di tutti i mali e l’argine al calo di consumi e vendite che è tangibile. In questo contesto ogni spunto può essere utile. Come quello che, riceviamo e pubblichiamo, firmato da Dario Stefàno, presidente Centro Studi Enoturistici Università Lumsa (Ceseo). | |
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| | | Passione, autenticità, accoglienza, qualità e, soprattutto la famiglia, ed il senso di appartenenza che si trasmette nella quotidianità e in quello che resta, in Italia, un momento clou: lo stare insieme a tavola. Come per ogni famiglia, anche l’ingrediente segreto dei Cerea, dinastia che ha fatto la storia della cucina italiana, in Italia e nel mondo, tra i più importanti gruppi imprenditoriali italiani, è il più semplice e genuino: la convivialità, che dal 1966 si tramanda nel loro ristorante tre Stelle Michelin Da Vittorio, a Brusaporto, oggi con Bruna, Chicco, Francesco, Bobo e Rossella Cerea. E la stessa con la quale, ieri, hanno festeggiato i 60 anni del Da Vittorio con amici, colleghi e vip - da Renzo Cotarella, ad Antinori, alla famiglia Moretti, da Matteo Lunelli, alla guida del Gruppo Lunelli, a Maurizio Zanella, presidente Ca’ del Bosco, da Lamberto Frescobaldi, al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, da Remo Ruffini, presidente Moncler, a Pietro Ruffini, ad Ou(r) group, da Ezio Simonelli, presidente Lega Calcio Serie A, a Giuseppe Marotta, presidente Inter, da Marina Caprotti, presidente Esselunga, a Maurizio Belpietro, direttore La Verità, da Sebastiano Barisoni, vicedirettore Radio 24, a Sofia Goggia e Federica Pellegrini (tra gli altri, e che WineNews ha incontrato, con il fondamentale contributo del fotografo Canio Romaniello). | |
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| | | Tra le vigne a due passi dal mare di Menfi, o che guardano il Parco Archeologico più grande d’Europa, Selinunte, per 5.700 ettari condotti da 2.000 viticoltori: sono i numeri di Settesoli, una delle cantine più importanti di Sicilia e d’Italia, che da domani, 23 luglio, inizierà a dare sostanza alla vendemmia 2026, con i vitigni precoci (Pinot Grigio, Sauvignon Blanc, Moscato e Chardonnay), per poi passare alle varietà rosse (Merlot e Alicante Bouschet). Con la Sicilia che, ancora una volta (con qualche grappolo già in cantina), “batte il calcio d’inizio” della lunga stagione della vendemmia. | |
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| | Ogni famiglia, ogni persona, ha una storia che racconta un pezzo della propria vita e magari anche della sua comunità. Spesso queste storie si condividono a tavola e dalla tavola prendono forma, ed hanno a che fare con il cibo e con ricordi, aneddoti, ricette, ma anche in proiezione al domani, alle aspettative e ai desideri di nuovi cibi e di nuove tendenze. A premiare le più belle, è Coop con il concorso “Storie a tavola” al quale tutti possono partecipare, inviando il proprio racconto sul cibo. Tre premiati vinceranno un soggiorno a Torino in occasione di Terra Madre Salone del Gusto 2026, (24-27 settembre), il più importante evento mondiale dedicato al cibo buono, pulito e giusto promosso da Slow Food, del quale Coop è partner, e dove si svolgerà anche la premiazione. | |
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| | | Il tema al centro del Forum “Reincontrare Giulio Gambelli” by Pasquale Forte (Podere Forte), nelle riflessioni, intorno ad un nuovo “rinascimento del vino”, di accademici e produttori. Dal “decano” della ricerca vitivinicola italiana, il professor Mario Fregoni, a Jacky Rigaux, a produttori come Pasquale Forte, Alessandro Ceretto (Ceretto), Marc Rougeot (Domaine Rougeot), Thibault Liger-Belair (Domaine Thibault Liger-Belair) e Mattia Vezzola (Costaripa) | |
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