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N. 4.533 - ore 17:00 - Mercoledì 5 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Un calice di vino, gli amici intorno, lo sguardo all’insù in cerca del desiderio da esprimere al primo lampo di luce nel buio: mancano solo pochi giorni alla notte magica del 10 agosto - San Lorenzo, quando lo sciame meteorico delle Perseidi raggiungerà il suo picco - momento clou di “Calici di Stelle”, l’iconico evento del Movimento Turismo del Vino che trasforma cantine, borghi e piazze di tutto lo Stivale in un unico, grande “outdoor party” enologico. Dalla Sicilia, tra Donnafugata e le cantine Florio, alla Toscana, con l’Orcia Doc o con il Vino Nobile di Montepulciano, da Cortina sulle Dolomiti ad un tour in bus con le cantine a Milano, nella selezione WineNews. | |
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| | Da normativa, la dichiarazione di raccolta delle uve, ovvero il dato ufficiale di quanti quintali e di quali varietà si è portato in cantina, dovrebbe essere dichiarata dalle aziende entro il 30 novembre. Mentre la dichiarazione della conseguente produzione in vino, entro il 15 dicembre. Termini, questi, che secondo molti sono “congrui” con le tempistiche e con le tecnologie di gestione di oggi, ma sostanzialmente teorici. Poiché nella prassi, da anni, entrambe le scadenze vengono spesso prorogate, e non di poco, andando anche ben oltre la fine dell’anno solare di vendemmia. Con le due dichiarazioni di uva e vino che, non di rado, arrivano in tempistiche assai ristrette l’una dall’altra. Quasi come se si cercasse di far coincidere i volumi delle uve raccolte e quelle delle rese in vino, ma alla rovescia, partendo dal prodotto finito e non dalla materia prima, “aggiustando” un po’ i numeri. Ma in una fase delicata come quella che il sistema del vino italiano (e mondiale) sta affrontando, e dove, con buon senso - sulla scia di quanto fatto in Francia, e come deciso di recente, dopo le mosse italiane e francesi, anche dalla Spagna - la filiera ha deciso di non lanciarsi in stime produttive “precoci”, ma di aspettare i dati a consuntivo a fine vendemmia, la trasparenza e la veridicità dei dati diventano ancor più importanti, oltre che doverose, e il rigore una linea di condotta più importante che mai. E viene da riflettere sul reale obiettivo di quanto richiesto da alcuni, nei giorni scorsi, di anticipare di 15 giorni sulla scadenza prevista, la dichiarazione di raccolta delle uve. Perché, a detta di molti, basterebbe rispettare le scadenze previste per legge, senza che una parte della filiera, soprattutto quella prevalentemente agricola, potesse contare su proroghe che sono diventate ormai la normalità. L’obiettivo, secondo le opinioni di molti, starebbe nel correggere una prassi poco virtuosa e “opaca”. Perché il settore sta prendendo coscienza, a mezza voce, che oggi più che mai servono dati realistici, affidabili ed in tempi congrui alle necessità di una pianificazione gestionale che deve essere più chirurgica che in passato, per molti motivi (in approfondimento). | |
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| | Valorizzare il territorio italiano attraverso esperienze capaci di mettere in dialogo heritage culturale e paesaggio è un percorso nel quale il Pinot Grigio Doc Delle Venezie - denominazione che rappresenta oggi l’85% del Pinot Grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con 27.000 ettari di vigneto tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, 230 milioni di bottiglie, 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento - diventa interprete attivo di uno stile di vita contemporaneo e un modo autentico di respirare i luoghi, con il prosieguo della collaborazione con il Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano Ets, in occasione delle “Sere Fai d’Estate”. Prossimi appuntamenti l’8 agosto al Castello di Avio a Sabbionara di Avio (Trento) e il 16 agosto alle Saline Conti Vecchi di Assemini (Cagliari). | |
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| | | La metafora del Paese del vino “a due velocità” sembra diventata insufficiente a rappresentare la distanza che oggi separa gran parte dell’Italia vitivinicola - affannata a trovare tutti i modi possibili per contenere la produzione - e quella del Prosecco, dove si discute su come continuare a crescere. Siamo ormai davanti a due veri e propri Paesi “diversi”, come emerso con chiarezza nell’incontro, nei giorni scorsi, promosso da Cia-Agricoltori Italiani Treviso, nell’Enoteca Veneta a Conegliano, dall’ambizioso titolo “Sistema Prosecco: quali orizzonti?”, che ha riunito intorno ad un tavolo (come già fatto, peraltro, a fine 2025, Coldiretti, anche con intervento del direttore Winenews, Alessandro Regoli, ndr), le tre anime, diverse ma sinergiche, del Prosecco, rappresentate dal Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg guidato da Franco Adami, del Prosecco Doc con al vertice Giacarlo Guidolin, e dell’Asolo Prosecco Superiore Docg guidato da Michele Noal (in approfondimento). Un divario, quello tra il Nord-Est delle bollicine e il resto dello stivale vitivinicolo, che si amplifica di giorno in giorno, marcato non solo dai numeri quanto, soprattutto, dalla visione strategica del futuro, a partire dalla gestione della prossima vendemmia. | |
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| | | Piatti volutamente esagerati, abbinamenti tra dolce e salato, sushi servito come un ghiacciolo e dessert ispirati ai fenomeni più virali, ma anche grandi classici e la conferma, allo stesso tempo, delle ricette “cult” dell’estate italiana con un occhio anche al “nostalgia food”: dalle scaloppine ai funghi al crème caramel, dal cocktail di gamberi al filetto al pepe verde. Sono le tendenze, diverse, ma complementari, della tavola estiva in Italia nel 2026 fotografate da TheFork, piattaforma online di prenotazioni al ristorante. | |
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| | Negli ultimi anni l’accoglienza agli enoturisti è diventata per le cantine italiane una voce di bilancio vera e propria, e le aziende si sono adeguate alla crescente domanda di esperienze aprendo ristoranti, organizzando attività ed escursioni, lanciando corsi di yoga tra i vigneti e cooking class. Ma anche se sempre più importante da un punto di vista di immagine, relazione e fidelizzazione del cliente (oltre che di vendita diretta), l’enoturismo non può rappresentare un sostituto dell’export, che deve rimanere al centro della politica e delle strategie del settore, soprattutto in questa fase complessa. La bussola deve rimanere puntata sui mercati internazionali, ma la cantina aperta al pubblico è un moltiplicatore d’immagine prezioso. E Riva del Garda si conferma capitale del comparto con “Fine Italy” (27-28 ottobre), unico salone dedicato al wine tourism in Italia. | |
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| | | L’Intelligenza Artificiale, intervistata da WineNews, ha dato le sue previsioni sul futuro del vino. Ma i produttori incontrati a VinoVip Cortina 2026 by Civiltà del Bere, la pensano allo stesso modo? Le riflessioni di Luca Rigotti (Mezzacorona), Marzia Varvaglione (Varvaglione 1921), Gottfried Pollinger (Nals Magreid), Michele Bernetti (Umani Ronchi), Willi Sturz (Tramin), Elvira Bortolomiol (Bortolomiol), Ornella Venica (Venica), Christian Scrinzi (Collis Wine Group - Sartori), Roberto Bruno (Fontanafredda) ed Angela Velenosi (Velenosi). | |
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