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N. 4.542 - ore 17:00 - Martedì 18 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il mercato dei fine wines ha toccato il punto più basso a febbraio 2026, ma da marzo è tornato a risalire registrando un aumento dei prezzi delle bottiglie per quattro mesi consecutivi. A confermarlo è l’analisi sul primo semestre 2026 di Cult Wine Investment, società inglese di investimenti in vino. Si parla, va detto, di spostamenti, in positivo e in negativo, nel complesso, di pochi decimali, ma l’aspetto interessante che emerge, dal punto di vista della piattaforma, è che l’inversione di tendenza è stata in gran parte sostenuta da una minoranza di etichette emergenti, ma forti, invece che da vini più conosciuti. | |
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| | Secondo i dati doganali statunitensi analizzati dall’Organizzazione Interprofessionale del Vino Spagnolo (Oive), nel primo semestre del 2026 (sul primo semestre del 2025), le importazioni di vino negli Stati Uniti, dove sono in vigore i dazi voluti da Trump, sono diminuite sia in valore (-25,2%), attestandosi a 2,4 miliardi di euro, sia in volume (-16,8%), scendendo a 536,8 milioni di litri con il prezzo medio sceso del -10,1%, attestandosi, pertanto, a 4,52 euro al litro. Il vino in bottiglia è stato il prodotto più importato, con un valore di 1,7 miliardi di euro (-26,6%) e un volume di 318,2 milioni di litri (-12,4%): questa categoria rappresenta il 70% del valore e il 59% del volume totale di vino importato dagli Stati Uniti in questi primi sei mesi del 2026. Per gli spumanti, in termini di valore, le importazioni sono calate del -19,8% (a 630,2 milioni di euro) e del -9,6% in volume (a 90,3 milioni di litri), con un prezzo medio di 6,98 euro al litro (-11,3%). Per quanto riguarda i paesi fornitori, la Francia guida la classifica in termini di valore con 955,8 milioni di euro, segnando un calo del -25,2% (pari a 322,6 milioni di euro). Seguono l’Italia (n. 2), con 790,8 milioni di euro (-25%, ovvero 263,4 milioni di euro in meno sullo stesso periodo 2025, dato che peraltro si discosta non di poco da quello sui primi 5 mesi dell'anno registrato dall'Istat, che parla, invece, di un -15%), e la Nuova Zelanda (n. 3) con 208,1 milioni di euro e una flessione del -14%. In termini di volumi, l’Italia è il Paese n. 1 riguardo alla provenienza delle importazioni statunitensi nel primo semestre del 2026, con 170,2 milioni di litri (-9,8%), davanti alla Francia (n. 2) con quasi 99 milioni di litri (-5,3%). Forte il calo, generale, per i prezzi al litro. Guida, con la quotazione più alta, la Francia a 9,66 euro al litro (-21,1%, ovvero -2,58 euro di calo), davanti all’Italia a 4,65 euro al litro (-16,9%, pari a -0,94 euro). I vini imbottigliati restano, per l’Italia, la categoria con più mercato negli Usa, con un valore di 524,5 milioni di euro (-28,2%) mentre, riguardo agli spumanti, l’Italia ha esportato negli Usa per 255,3 milioni di euro (con le bollicine che rappresentano il 33,3% dell’export tricolore negli Usa, ndr) in calo del -18,4% sul primo semestre 2025, con volumi a 60,6 milioni di litri (-9%). | |
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| | L’Italia è un importatore rilevante di birra, il n. 2 a livello europeo, con oltre 0,7 miliardi di litri di birra alcolica importati (dentro e fuori l’Ue, ndr) nel 2025, secondo Eurostat. Nel 2025 le esportazioni di birra fuori dall’Europa sono diminuite, le importazioni sono cresciute. Per quanto riguarda l’export, nel 2025, l’Ue ha esportato 3,2 miliardi di litri di birra verso i Paesi extra-Ue (-11% sul 2024), mentre ne ha importati 0,5 miliardi di litri (+6%). Il Belgio è stato il principale esportatore di birra tra i Paesi dell’Ue, con un totale di 1,5 miliardi di litri, sia dentro che fuori i confini continentali. Alla posizione n. 2 i Paesi Bassi (1,4 miliardi di litri), seguiti dalla Germania (1,3 miliardi di litri). Riguardo alle importazioni (Ue ed extra Ue), al n. 1 c’è la Francia con 0,9 miliardi di litri.
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| | | Un mercato del vino che non tira più come un tempo, uno stile che, in generale, vira più sulla leggerezza e, quindi, anche sull’uso minore di “legno”, ed anche i bottai di questi tempi soffrono. Come raccontano i numeri delle 67 aziende aderenti alla Fédération des Tonneliers de France, il cui giro d’affari complessivo continua a ridursi: -11,7% in valore nel 2026 sul 2025, dopo una diminuzione del -9,5% tra il 2025 e il 2024. “Nel periodo compreso tra il 1 aprile 2025 e il 31 marzo 2026, il giro d’affari si è attestato a 471 milioni di euro. A differenza dell’esercizio precedente, il calo dell’attività è stato più marcato sui mercati esteri che sul mercato francese: -13,9% contro -6,9%”, spiega la Fédération. Con 485.871 botti vendute, anche i volumi risultano in calo del -14%. La flessione è più accentuata sui mercati esteri (-16,1%) sul mercato nazionale (-9,5%). La Francia e gli Stati Uniti, spiega ancora una nota, rimangono tradizionalmente i mercati principali, nettamente davanti agli altri Paesi. Le vendite di botti in Francia rappresentano il 32,4% in valore e il 35,8% in volume, mentre negli Stati Uniti raggiungono il 29,5% in valore e il 25,8% in volume. Seguono, anche quest’anno, la Spagna (7,5% in valore e 8,7% in volume), l’Italia (6,8% in valore e 6,6% in volume) e l’Australia (5,2% in valore e 4,5% in volume). | |
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| | | Il calo combinato dei volumi e dei ricavi del settore vinicolo e dei liquori negli Stati Uniti ha continuato a moderarsi nel secondo trimestre 2026, riducendosi per il terzo mese consecutivo, secondo i dati SipSource, pubblicati dalla Wine & Spirits Wholesalers of America (Wswa). I superalcolici si sono dimostrati più resilienti nei volumi, -4,9% negli ultimi 12 mesi rispetto a un calo del -8,2% per il vino che, però, ha registrato una performance migliore in termini di fatturato, in calo del -4,6% (-6,1% per i superalcolici). | |
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| | Prenotare un hotel, mangiare al ristorante, affittare un ombrellone in spiaggia, prendere un treno o spostarsi in auto: nell’estate del 2026 andare in vacanza costa il 3,4% in più sullo scorso anno. Emerge dai dati rilevati dall’Istat a luglio 2026, secondo cui l’inflazione si è attestata al 2,9%, mentre alcune delle principali voci legate alle vacanze hanno registrato rincari più elevati. A partire dalle spiagge, dove i prezzi per ombrelloni e lettini sono in crescita (+12,6%). Aumentati anche i costi di alberghi, pensioni e bar (+3,4%), pizzerie (+3,3%) e ristoranti (+2,9%). Lo stesso andamento si registra per i beni alimentari: se nel complesso si rileva una crescita media del settore dell’1,3%, per il pesce si sale al +3,5%, e per la carne addirittura del +5,3%. Per raggiungere le città d’arte i trasporti costano mediamente il 4,3% in più, mentre musei e attrazioni fanno segnare un aumento del 5%. | |
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| | | A WineNews, Maddalena Fossati, direttrice della rivista “La Cucina Italiana”, nata nel 1929 a Milano e resa celebre da Anna Gosetti, e dalle cui colonne è partita l’idea della candidatura della Cucina Italiana all’Unesco. E proprio alle donne che hanno contribuito a preservare, cambiare e raccontare la tavola italiana è dedicata questa riflessione, perché “non è l’essere donna a rendere importante una cosa, ma ciò che essa fa quando ricopre un ruolo”, come hanno fatto, ricorda, la chef tristellata Nadia Santini (Dal Pescatore) e la “signora della ristorazione” Bruna Cerea (Da Vittorio). | |
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