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N. 4.530 - ore 17:00 - Venerdì 31 Luglio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Ad Ardesio (Bergamo) torna “Ardesio DiVino” (1-2 agosto), che quest’anno omaggia Pellegrino Artusi. Sabato 1° agosto a Courmayeur c’è il Trofeo Morellino di Scansano, e il 4 agosto a Castiglione della Pescaia (Grosseto) la prima del documentario “Te la do io la Toscana” di Luisanna Messeri. A Fiano (Avellino), dal 7 al 9 agosto, riflettori sul Fiano di Avellino Docg, e a Grottaglie (Taranto), il 4 e 5 agosto “Orecchiette nelle ‘nchiosce”. In Sicilia il 1° agosto prosegue lo “Sciaranuova Festival”, nei vigneti della cantina Planeta sull’Etna. Il 2 agosto torna “Wine Not?” a Sant’Andrea di Rometta, (Messina). Sono gli eventi segnalati nell’agenda WineNews. | |
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| | Per gli italiani la vacanza passa sempre più dalla tavola. Tra la ricerca di autenticità, la voglia di scoprire le tradizioni gastronomiche locali e una maggiore libertà nelle abitudini alimentari, il ristorante si conferma una tappa fondamentale dell’esperienza di viaggio, pur in un contesto in cui l’attenzione al budget resta elevata. Emerge da una ricerca realizzata da TheFork, una delle principali piattaforme europee per la prenotazione online di ristoranti, basata su un sondaggio condotto nel luglio 2026 attraverso la piattaforma online per la creazione, distribuzione e analisi di sondaggi e questionari SurveyMonkey su oltre 5.000 utenti e dedicata all’analisi delle abitudini di consumo degli italiani durante le ferie estive, secondo cui l’81% degli intervistati prevede di partire quest’estate e, una volta raggiunta la destinazione, la qualità del cibo avrà un ruolo centrale: per il 92% di chi andrà in vacanza, mangiare bene è infatti importante o molto importante per la buona riuscita del viaggio. Il mare resta la meta preferita dal 79% del campione, con Sicilia, Sardegna, Puglia e Calabria tra le destinazioni più citate. Cresce anche l’interesse per la montagna, scelta dal 22% dei vacanzieri, soprattutto Trentino Alto Adige, Dolomiti e Valle d’Aosta. Più frammentato appare invece il panorama dei viaggi all’estero. Ma in ogni caso, la cucina tipica del territorio si conferma il principale criterio nella scelta del ristorante per il 75% degli intervistati. Ricette, prodotti e sapori locali pesano molto più di elementi come la vista panoramica, indicata dal 9% del campione, la presenza di una terrazza o di un dehors, scelta dal 5,5%, o la notorietà dello chef e del locale, considerata prioritaria da appena l’1,4%. Nonostante la prudenza nella gestione delle spese, gli italiani non sembrano intenzionati a rinunciare alle occasioni conviviali fuori casa. Il 20% dichiara che frequenterà i ristoranti più spesso rispetto all’estate precedente, mentre il 70% manterrà la stessa frequenza. Nel complesso, quasi nove intervistati su dieci prevedono di mangiare fuori almeno quanto lo scorso anno. Sul fronte economico, il 74% stima di destinare ai ristoranti un budget invariato rispetto al 2025, il 10% pensa di aumentarlo e il 16% di ridurlo. | |
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| | Mentre il caro-alimentari continua a pesare sui bilanci delle famiglie italiane, esiste una strategia capace di attenuarne gli effetti: pianificare i pasti e acquistare soltanto ciò che serve. A dimostrarlo è l’Osservatorio della società benefit foodtech PlanEat, che ha analizzato oltre 4.000 ordini effettuati tra novembre 2022-aprile 2023 e novembre 2025-aprile 2026 da un panel di 137 nuclei familiari tra Milano, hinterland e Pavia. Il confronto con i dati Istat è significativo: tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del +24,9%, contro il +17,3% dell’indice generale dei prezzi al consumo, ma per le famiglie osservate l’incremento del costo del paniere necessario a preparare i pasti programmati si è fermato a circa il 5%. Con una pratica che ha mitigato l’inflazione alimentare, e ridotto gli sprechi.
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| | | Interpretare il presente senza rinunciare alla propria identità è la “strada maestra” per il nuovo percorso della Rimini Doc, premiata come “migliore area vitivinicola” italiana 2026, e che, dopo la scommessa vinta con la Rebola (una delle espressioni più autentiche del Grechetto Gentile, oggi registrato ufficialmente come Pignoletto), rilancia con una nuova e al tempo stesso antica interpretazione del Sangiovese con il progetto “Sangiovese brinato”. Innovare senza inventare ma omaggiando la storia, è, quindi, il messaggio che arriva: la tradizione romagnola narra, infatti, che i pescatori, durante le uscite in mare, immergevano la bottiglia nell’acqua, legata a una corda, per accompagnare il brodetto con un vino piacevolmente fresco. Più che una scommessa, il Sangiovese brinato appare, inoltre, anche come una presa d’atto: d’altronde bere il vino rosso fresco d’estate è un tabù ormai sdoganato. “Prima di inseguire grandi rivoluzioni, abbiamo scelto di riscoprire e valorizzare ciò che il nostro territorio ha sempre saputo fare, guardandolo con occhi nuovi. È da qui che nasce il nostro percorso: dalla Rebola al Sangiovese brinato”, ha affermato Massimo Lorenzi, coordinatore della Rimini Doc e responsabile commerciale della Enio Ottaviani Vini e Vigneti, tra le cantine di riferimento della denominazione riminese. | |
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| | | “Il vino italiano ha bisogno di realismo, non di ideologia”, con la consapevolezza che non esiste una sola ricetta o una sola misura che vada bene per tutti i vini, tutte le aziende e tutti territori. È la riflessione, che riceviamo e pubblichiamo (in approfondimento) di Gianni Moriani, storico e sociologo. Secondo il quale è fondamentale ricordare che “il vino italiano ha costruito il proprio successo proprio grazie alla sua straordinaria diversità. Sarebbe paradossale affrontare una fase di trasformazione così complessa con strumenti che quella diversità finiscono per negarla”. | |
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| | 44.000 tonnellate di miele prodotte nel biennio 2023-2024 confermano il ruolo di primo piano dell’apicoltura italiana, ma dietro ai dati produttivi si nasconde una crescente difficoltà economica per le imprese del settore. A lanciare l’allarme è Riccardo Terriaca, segretario generale Miele in Cooperativa, che rappresenta oltre 10.000 apicoltori, 450.000 alveari e 34 enti tra associazioni, cooperative e fondazioni presenti in dodici regioni italiane, commentando i risultati del rapporto Honey Cost, elaborato dal Crea. Secondo Miele in Cooperativa, la vera emergenza riguarda le profonde differenze tra gli standard richiesti agli apicoltori europei e quelli applicati nei Paesi extra Ue. Il prezzo medio del miele importato nell’Unione Europea si attesta a 1,81 euro al chilo, mentre il costo medio di produzione “interna” supera i 5,40 euro al chilo. | |
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| | | Oltre 750 anni di storia per la Vernaccia di San Gimignano, la prima Doc d’Italia e l’unico vino citato dal “Sommo Poeta” nella sua opera più importante. Citata nel Purgatorio, adesso la “regina bianca” nella Toscana dei rossi, premiata anche dai consumi che cercano vini più freschi e leggeri, “vuole raggiungere il Paradiso”, puntando su enoturismo e nuove generazioni. Le parole, dalla “Manhattan del Medioevo”, del presidente del Consorzio, Manrico Biagini, di Marco Sabellico (Gambero Rosso) e dei produttori Letizia Cesani (Cesani) e Alessio Gragnoli (Teruzzi, gruppo Terra Moretti). | |
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