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N. 4.441 - ore 17:00 - Mercoledì 1 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Inizia un nuovo corso per la Arnaldo Caprai, la cantina guidata da Marco Caprai che, grazie a ricerche scientifiche ed investimenti culturali, ha recuperato e rilanciato il Sagrantino di Montefalco nel mondo, ridando vita ad un intero territorio: il Gruppo Angelini Wines & Estates, guidato dal Ceo Alberto Lusini, ha acquisito la maggioranza dell’azienda umbra, rilevando le quote detenute da una parte della famiglia Caprai non coinvolta nell’attività vinicola e dal fondo Orlean. Marco Caprai, che ha creato e guidato la cantina, vede la sua quota societaria salire dal 25,5% al 35%, e continua a ricoprire il suo ruolo in azienda (in approfondimento). | |
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| | Migliora leggermente sul recente passato la fiducia sui vini di Bordeaux, che, nonostante la crisi profonda che sta vivendo, resta uno dei dei grandi baricentri e “termometri” del vino mondiale. Emerge dallo studio “Bordeaux 2.0” del portale specializzato “Wine Lister”, in vista della “Semaine des Primeurs” 2026, organizzata dall’Union des Grands Crus de Bordeaux, di scena nella capitale della Gironda, dal 20 al 23 aprile, intervistando oltre 70 imprenditori, manager e top player del trade, che, spiega “Wine Lister”, “complessivamente, rappresentano ben oltre un terzo dei ricavi globali del settore dei vini pregiati”. Secondo lo studio, intanto, il livello di confidenza o di fiducia nei vini di Bordeaux è in leggera crescita, dai 5,9 punti su 10 dello scorso anno ai 6,4 di quest’anno. In particolare, dei 134 vini analizzati, solo 8 hanno registrato un sentiment negativo (e di pochissimi decimali), mentre 117 hanno registrato una crescita (con il maggior incremento, +1,5 punti, registrato da Château Ausone). In top 15, ovviamente, rimangono i nomi più celebri ed importanti, in una forbice che va da 9,1 punti su 10 per Petrus agli 8,2 di Montrose. Per il trade, quello che muove di più l’interesse per uno château rispetto ad un altro, è la storia delle persone dietro l’azienda (indicata da 42 risposte), ma anche la classificazione nel mondo di Bordeaux (40), la storia e la continuità dell’azienda (39), il territorio o la vigna (37) e la filosofia o lo stile produttivo (33). Pochi quelli che indicano parametri come la versatilità di abbinamento con il cibo o il potenziale di invecchiamento (18 risposte), e le pratiche in vigna e la sostenibilità (14), pochissimi quelli che indicano i punteggi della critica (5 risposte), praticamente mosche bianche, con 1 risposta a testa per coloro che indicano l’età della bottiglia, ed il design dell’etichetta. Tradotto, in parole povere, interessano di più, come dice da tempo anche WineNews, le storie dei punteggi. Non a caso, guardando all’approccio che si ritiene possa avere maggior successo per gli châteaux di Bordeaux nello scenario di oggi, ci sono il marketing esperienziale (35 risposte) e le esperienze enoturistiche (33), seguite dalla chiarezza nello stile dei vini (28) e dalla comunicazione digitale e social (27 risposte). | |
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| | “Il Consorzio condivide pienamente gli obiettivi della transizione energetica, ma ritiene imprescindibile che ogni intervento sia valutato con estrema attenzione rispetto alle specificità dei territori coinvolti”. A dirlo è la presidente del Consorzio Bolgheri Doc e Bolgheri Sassicaia Doc, Cinzia Merli, e il tema in oggetto è il progetto del parco eolico offshore flottante nel Mar Ligure, con particolare riferimento alle opere connesse. Ovvero l’eventuale elettrodotto che attraverserebbe Bolgheri con il rischio di far comparire i tralicci dell’alta tensione vicino al Viale dei Cipressi, in uno dei territori del vino più prestigiosi al mondo. In approfondimento, la lettera che il Consorzio ha inviato al Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, firmata dalla presidente Merli. | |
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| | | In tempi di calo dei consumi, in un anno in cui anche qualche big mondiale della spumantistica Metodo Classico ha vissuto qualche flessione, a partire da “sua maestà” lo Champagne, una sostanziale stabilità è qualcosa a cui vale la pena brindare. Come hanno fatto le “bollicine di montagna” del Trentodoc, con i numeri dell’Osservatorio dell’Istituto Trentodoc, che confermano la tenuta del comparto: nel 2025 il fatturato si attesta a 180 milioni di euro, in linea con l’anno precedente, con 12,2 milioni di bottiglie vendute. “È un risultato da leggere positivamente, in un periodo difficilissimo per tanti motivi, in tutti i settori, e con il vino in generale che, ovunque nel mondo, registra dei cali di consumo”, commenta, a WineNews, Stefano Fambri, presidente Istituto Trentodoc (e direttore Nosio, la commerciale del Gruppo Mezzacorona, ndr). “È un dato ancor più positivo se si pensa alle enormi questioni geopolitiche che stanno avendo ripercussioni sul potere di acquisto dei consumatori. E che dimostrano come il valore del Trentodoc - sia in termini di qualità, che di notorietà del marchio, che economici - sia riconosciuto dai consumatori”. Un territorio che in 10 anni ha raddoppiato i numeri, con i produttori passati da 67 a 75, che vende in Italia l’85% della produzione e che mira a crescere ancora all’export. | |
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| | | La continuità attraverso le “Generazioni”: è il valore che i giovani talenti della prestigiosa Scuola di Scrittura Holden di Torino sono stati chiamati ad interpretare dalla cantina “culla” del Brunello di Montalcino, Biondi-Santi, per “La Voce di Biondi-Santi” n. 5, il progetto culturale (e podcast) che accompagna il rilascio sul mercato delle nuove annate, che, quest’anno, sono il Rosso di Montalcino 2023, il Brunello di Montalcino 2020 e la Riserva 2019, accompagnate da un gioiello assoluto e raro, il Brunello di Montalcino Riserva La Storica 1983. | |
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| | Riunisce oltre 150 musei e archivi di imprese italiane, che conservano e valorizzano il proprio patrimonio per la collettività: è la rete “Museimpresa”, nata a Milano nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria. New entry è il museo “Piero e Salvatore Leone de Castris” di Leone de Castris, riferimento dell’enologia salentina ed italiano, accanto al Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro in Franciacorta, cantine Ferrari di Trento, l’Archivio Storico Chiarli, marchio del Lambrusco, i Musei della Liquirizia Giorgio Amarelli e dell’Amaro Lucano, gli Archivi Storici Barilla e Birra Peroni, la Collezione Branca e la Galleria Campari, dal Museo de La Fabbrica della Pasta di Gragnano al Museo Lavazza, dallo Spazio Strega al Museo del Tartufo Urbani, ai Musei del Cibo di Parma, per citarne solo alcuni. | |
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| | | Razionalizzazione ed efficientamento degli investimenti sono un must, ma la promozione di vini, brand e territori, e la partecipazione ad eventi, non deve essere tagliata, soprattutto in questo momento, quanto essere più mirata. A WineNews, la visione, da ProWein 2026, di vertici di cantine come Donnafugata, Walch, Italian Wine Brands, Conte Vistarino, Cantina di Terlano, Ceci 1938, Mezzacorona, Venica & Venica, Vecchia Cantina di Montepulciano, Villa Sandi, Astoria Wines e Monchiero Carbone. | |
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