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N. 4.438 - ore 17:00 - Venerdì 27 Marzo 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Prosegue il piano di espansione di Roco Winery, azienda vinicola tra le più premiate e blasonate dell’Oregon, interamente controllata da Herita Usa (famiglia Marzotto): acquisiti i vigneti di Domaine Lumineux, che comprende 24 ettari di terreno, di cui 16,6 coltivati a vigneto. La proprietà è stata fondata dal regista Francis Ford Coppola nel 2019. Per la famiglia Marzotto si tratta del quarto investimento nella Willamette Valley. “Questa ulteriore acquisizione riconferma la nostra convinzione sul potenziale della Willamette Valley e della produzione vinicola dell’Oregon in senso più ampio” spiega Andrea Conzonato, ad Herita Marzotto Wine Estates. | |
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| | Antinori, uno dei più prestigiosi riferimenti dell’enologia mondiale, storia e nome per eccellenza del vino italiano (guidato da Albiera Antinori con il padre Piero e le sorelle Allegra e Alessia, e l’ad Renzo Cotarella), è il miglior brand europeo (e quindi anche italiano) del vino mondiale, e n. 2 in assoluto, dietro al brand più ammirato, che resta quello della cantina argentina Catena Zapata (al top anche per il Sud America). La posizione n. 3 per Familia Torres, istituzione enoica spagnola, che completa il podio. È il verdetto della “The World’s Most Admired Wine Brands” 2026, la classifica stilata, ogni anno, dal magazine “Drinks International” e analizzata da WineNews, basata sui voti espressi da un’“academy”, composta da sommelier, buyers, grossisti, Master of Wine e wine-writer. L’Italia, scorrendo il ranking, è protagonista assoluta, con 7 cantine nella “Top 50”, lo stesso numero, e senza “new entry”, dell’edizione 2025: alla posizione n. 5, infatti, c’è Gaja, simbolo indiscusso delle Langhe del Barbaresco e del Barolo, cantina guidata da Angelo Gaja, con i figli Gaia, Rossana, Giovanni e la moglie Lucia. Posizione n. 16 per Ornellaia, uno dei gioielli di Bolgheri del Gruppo Frescobaldi, e vino che ha fatto la scalata più importante in classifica rispetto al 2025, guadagnando ben 34 posizioni. Antinori torna ancora in classifica anche con uno dei suoi vini più iconici, il Tignanello (alla posizione n. 21.) che ha fatto un notevole balzo, 25 posizioni, sull’edizione 2025. Ma nella prestigiosa “list” c’è anche quest’anno un altro marchio di livello assoluto del Belpaese, il Sassicaia (posizione n. 30) della Tenuta San Guido, della famiglia Incisa della Rocchetta, che guida la storica tenuta bolgherese, insieme al presidente di Tenuta San Guido, Alessandro Berlingieri, e con l’ad Carlo Paoli. Posizione n. 32 per un altro top brand del vino italiano, Frescobaldi, storica realtà guidata da Lamberto Frescobaldi, e, al n. 38, c’è Planeta, simbolo della Sicilia enoica che si sta affermando nel mondo, e cantina che sotto la guida di Diego Planeta prima, e dei cugini Alessio, Francesca e Santi Planeta oggi, è stata ed è una delle grandi griffe del “rinascimento” enologico dell’Isola. La classifica premia qualità, costanza, innovazione e forza del marchio: e il vino europeo brilla occupando 36 delle prime 50 posizioni. | |
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| | Il vino italiano torna ancora una volta protagonista al cinema, e lo fa partendo dalla “capitale” della Valpolicella, Verona, set del nuovo film “Non è la fine del mondo”, diretto da Valentina Zanella e prodotto da K+, con, nel cast, Fotinì Peluso, Nicola Fedrigoni, Andrea Bosca, Paolo Ruffini, Paolo Rossi, e un cammeo con la grande Barbara Bouchet. E che tra i protagonisti, vede anche l’Amarone, “re” dei rossi veneti, con il Costasera di Masi, accanto al Campofiorin, con i due vini-icona della griffe veneta che accompagno gli attori a tavola e compaiono sullo sfondo in una campagna pubblicitaria. Le riprese del film si sono svolte principalmente a Verona, dove la troupe ha immortalato storiche vie, piazze e interni della città. Una scelta produttiva voluta per valorizzare il territorio, coinvolgere le professionalità locali e celebrare le eccellenze scaligere, tra cui l’Amarone. | |
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| | | C’è chi ha iniziato a lavorare nel vino nel 1986, anno del metanolo, chi lo ha dovuto affrontare da produttore e presidente Federvini, un evento tragico che è stato, però, la scintilla del “rinascimento” del vino italiano, grazie allo sforzo congiunto di imprese ed istituzioni. C’è chi ha trasformato la mancanza di manodopera in un’occasione vera di integrazione economica e culturale, e chi ha superato una criticità come il caldo inventandosi, e comunicando ad hoc, la vendemmia notturna. C’è chi ha contribuito a rendere vini, all’epoca quasi sconosciuti, in pilastri del vino italiano in Usa e nel mondo. E c’è chi ha investito, nonostante valori elevatissimi, nelle vigne più pregiate di Barolo per raggiungere l’eccellenza. Insomma, c’è chi ha superato, con successo, negli ultimi 40 anni, le tante crisi che ciclicamente il vino si trova ad affrontare, e che, anche per questo, oggi che il settore è in difficoltà, guarda comunque con grande ottimismo al futuro. Sono i “pionieri” del vino italiano moderno, da Piero Antinori (Marchesi Antinori) a Marco Caprai (Arnaldo Caprai), da Josè Rallo (Donnafugata) a Paolo Damilano (Damilano) e Gaetano Marzotto (Herita Marzotto Wine Estates), a confronto, ieri alla Camera a Roma, nel lancio di Vinitaly 2026 (e dei quali WineNews ha raccolto le voci in un audio online). | |
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| | | È stata la categoria più acquistata in volume del 2025 su Catawiki, il principale marketplace online europeo per i prodotti pregiati, con 54.000 lotti ed un totale di 300.000 bottiglie vendute. Il vino - in illustre compagnia di orologi, gioielli, arte e auto - con le sue etichette prestigiose e da collezione, si conferma una delle categorie più amate dagli italiani. Al top, vini-icona come i gioielli di Bolgheri, il Sassicaia di Tenuta San Guido e il Masseto del Gruppo Frescobaldi, ma anche il mito di Borgogna Romanée-Conti. | |
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| | Da “Derthona Due.Zero” a Tortona, l’Anteprima del celebre vino bianco che nasce dal vitigno Timorasso del Consorzio dei Vini Colli Tortonesi (28-30 marzo), al debutto di “Affinamente - Il gusto di una bella storia” con la psicoterapeuta Stefania Andreoli a La Collina dei Ciliegi in Valpolicella (29 marzo); da “Born to Resist” a Milano, il tasting con i vini Piwi della Rete Resistenti Nicola Biasi (2 aprile), a “DiVin Nosiola” dell’Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino nella Valle dei Laghi (27 marzo-10 aprile), da “Oltre Roma Wine, Beer & Spirits” al Castello Boncompagni Viscogliosi con le Doc e Docg del Lazio (30-31 marzo), ad “Harrykuminciamu” a Catania, degustazione di Assovini Sicilia con raccolta fondi per le imprese dell’ospitalità siciliana colpite dal ciclone Harry (28 marzo), sono tanti gli eventi nell’agenda WineNews. | |
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| | | “Da sempre ci innoviamo, anticipando trend e gusti dei consumatori, ma la migliore medicina resterà sempre il buon vino insieme alla buona cucina: faremo sempre del bere un’arte”. Così Gruppo Meregalli, tra le più importanti e longeve realtà distributive di vino e spiriti in Italia, che festeggia i suoi 170 anni. A WineNews, Marcello Meregalli, presidente del Gruppo, e Corrado Mapelli, direttore generale (e socio Meregalli Giuseppe Spa, holding del Gruppo), raccontano i trend nel calice e sui mercati, festeggiando una lunga storia, ma guardando sempre al vino di domani. | |
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