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WineNews
N. 4.502 - ore 17:00 - Martedì 23 Giugno 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Il futuro dei vigneti estirpati in Gironda
Ben 430 candidature per una superficie di 4.400 ettari, distribuiti su oltre 6.500 appezzamenti nei vigneti del dipartimento. Ecco i risultati di “Foncier d’avenir en Gironde”, iniziativa che mette a disposizione un fondo iniziale da 20 milioni di euro per ridisegnare, valorizzandoli, il futuro dei terreni e dei vigneti interessati dall’estirpazione e dare nuove prospettive ai viticoltori che, nel Dipartimento della Gironda, il cui centro principale è Bordeaux, stanno attraversando una fase complicata. Si tratta di un programma pilota per affrontare le sfide attuali del settore promuovendo anche lo sviluppo di progetti di diversificazione agricola.
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Primo Piano
“Food Industry Monitor”, il settore cresce ma a ritmi contenuti
In Italia il settore food cresce ancora, ma a ritmi più contenuti: nel 2025 i ricavi sono aumentati del 3,3%, un dato inferiore alle attese ma in linea con l’andamento dell’economia italiana. Invece la redditività si indebolisce: il Ros è sceso dal 6,6% al 4,6% e il Roic dall’8,9% al 5,2%, riflettendo la compressione dei margini e l’aumento del capitale investito. L’export rallenta, ma resta una leva strategica: dopo il +8,7% del 2024, le esportazioni del food sono cresciute del 4,4% nel 2025; per il biennio 2026-2027 si stima però una crescita superiore al 7% annuo, purché si arrivi ad una composizione della crisi Usa-Iran entro la fine di giugno, con conseguente riduzione dei prezzi dell’energia. La governance conta sempre di più: le imprese con assetti più aperti, inclusivi e strutturati, così come quelle con leadership condivise, mostrano livelli di redditività superiori. Emerge dal “Food Industry Monitor” n. 12, l’Osservatorio sulle performance e sui modelli di business delle aziende italiane del food realizzato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in collaborazione con Ceresio Investors, presentato nei giorni scorsi a Pollenzo nel corso del convegno “Modelli di sviluppo a confronto”. L’Osservatorio analizza oltre 820 aziende, per un fatturato aggregato di circa 85 miliardi di euro, rappresentative di 14 comparti del settore food, con uno sguardo prospettico al biennio 2026–2027. A livello di comparti, nel 2026 si segnalano le performance più interessanti per farine (+5,9%), olio (+6,3%), caffè (+4,8%) e surgelati (+3,8%). Buone prospettive anche per il comparto vinicolo (+3,6%), sostenuto soprattutto dalla domanda di vini spumanti e, in particolare, dal Prosecco sui mercati internazionali. Il settore food si conferma fortemente caratterizzato da una matrice familiare: le imprese familiari rappresentano il 70% del campione. “Il 2025 è stato un anno in cui il settore del food è cresciuto meno delle attese, in un contesto caratterizzato da aumento dei costi energetici e contrazione dei consumi - spiega Carmine Garzia, professore di Management e Responsabile scientifico del Food Industry Monitor - il comparto si conferma anticiclico, ma il quadro prospettico richiede un approccio prudente, soprattutto alla luce delle dinamiche inflattive e dell’incertezza dei mercati internazionali.”
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Petrini, Mattarella e Terra Madre 2026
La prossima “Terra Madre Salone del Gusto 2026”, a Torino dal 24 al 27 settembre, sarà davvero particolare. Perchè celebrerà i 40 anni di Slow Food Italia, ma, soprattutto, perchè sarà la prima senza la presenza fisica del suo fondatore, Carlo Petrini. Che sarà ben presente, però, con il suo lascito di pensieri e di opere, con una Terra Madre 2026 che vedrà concretizzarsi “l’ultimo progetto con cui ci ha lasciati, una vera e propria enciclopedia della biodiversità. Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presenteremo la collezione di Atlanti dell’Arca del Gusto - ha annunciato da Tropea, in Calabria, nell’Anteprima Terra Madre, Serena Milano, dg Slow Food Italia - 18 volumi che raccontano tutti i prodotti di ciascuna regione, per dare dignità e orgoglio al lavoro di contadine e contadini, fare educazione, e diffondere conoscenza”.
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Focus
Vino rosato, mercato verso i 5 miliardi di dollari nel 2032
Se nel mondo “vino rosato” è ancora, soprattutto, sinonimo di estate e di Provenza (tanto che, dal 2018, su iniziativa del Conseil Interprofessionnel des Vins de Provence, ogni quarto venerdì di giugno, e nel 2026 il 26 giugno, si celebra nel mondo l’“International Rosè Day), l’Italia risponde con i suoi rosati da tanti territori e vitigni, dal Cerasuolo d’Abruzzo ai vini della Valtenesi, da rosati di Puglia (dove è nato, nel 1943 il primo vino rosato d’Italia imbottigliato, il celeberrimo “Five Roses” di Leone de Castris) al Chiaretto di Bardolino, ed ancora da tante espressioni che vanno dall’Alto Adige alla Sicilia, passando per “novità” più o meno recenti come la versione in rosa del Prosecco Doc, per esempio, al “neonato” Chianti Docg in versione rosè. Vini, quelli rosati, ancora relativamente di “nicchia”, anche se, secondo diversi studi, a livello mondiale, valgono il 10% dei consumi, e che, in un contesto difficile e sfidante per il mercato del vino, grazie alla loro leggerezza (anche in termini di gradazioni alcoliche solitamente più basse della media), sembrano destinati a crescere. A dirlo, almeno, lo studio sul tema della società di ricerca ReAnIn, secondo cui se il mercato dei vini rosati ha mosso 3,5 miliardi di dollari nel 2025, crescerà del 5,1% all’anno fino al 2032, per superare i 5 miliardi di dollari.
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Cronaca
Export, Italia in “recupero” extra-Ue
Così come avvenuto nel primo trimestre 2026 nel mondo (come raccontano i dati Istat analizzati da WineNews), anche nei “soli” Paesi extra-Ue, nei primi 4 mesi 2026, resta negativo, ma migliora, il trend delle esportazioni di vino italiano sullo stesso periodo 2025: -8,5%, a 1,36 miliardi di euro (dopo il -11% dei primi 3 mesi). Con gli Usa che, ad aprile 2026 (su aprile 2025) segnano un piccolo ma significativo +1,6%, primo dato “positivo” dopo 10 mesi consecutivi, anche se il saldo resta a -15,4% (dopo il -20,5% del trimestre). A dirlo l’Osservatorio Uiv.
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Wine & Food
Caldo eccezionale, dal Consiglio dei Ministri ok per lo stop al lavoro nelle ore più torride
Stop al lavoro e semaforo verde per la Cassa Integrazione quando le temperature si fanno particolarmente bollenti. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e dove ha trovato spazio anche una conferma per i lavoratori agricoli: “il decreto - spiega la nota stampa del Consiglio dei Ministri - reintroduce norme già vigenti negli scorsi anni, sulla possibilità per alcuni operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa, con conseguente accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione, a causa di eccezionali ondate di calore”. Per Coldiretti tutto ciò “risponde alle nostre richieste per tutelare la salute degli addetti e salvaguardare le coltivazioni” (in approfondimento).
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“Dovremmo cercare di riunire le denominazioni sotto un numero minore di consorzi di tutela”
A WineNews, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente Federdoc: “la razionalizzazione delle denominazioni è un tema centrale e deve essere affrontato. Abbiamo tante denominazioni, ma non tutte riescono ad avere un valore aggiunto sui mercati, nella tutela o nella promozione. Dovremmo cercare di riunire le denominazioni sotto un numero minore di consorzi di tutela, che possono fare sinergie e svolgere meglio i loro compiti”. Un percorso già in atto, con “Federdoc che è partita subito e alcuni territori che ci stanno lavorando. Sforzo che, però, deve essere molto più diffuso”.
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