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N. 4.552 - ore 17:00 - Martedì 1 Settembre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | San Pietro e il Villa Treville di Positano, e Borgo Santandrea ad Amalfi, sulla Costiera Amalfitana, lo Splendido del gruppo Belmond a Portofino, Castiglion del Bosco a Montalcino, del gruppo Rosewood Hotels, l’Orient Express La Minerva, nel cuore di Roma, il Forestis Dolomites di Bressanone, Borgo Egnazia, a Savelletri, in Puglia, e Reschio a Lisciano Niccone, in Umbria: sono i 9 hotel italiani (spesso con ristoranti stellati al loro interno, in approfondimento) presenti nelle posizioni da 51 a 100 della “The World’s 50 Best Hotels 2026”, che il 15 settembre, a Parigi, rivelerà le prime 50 posizioni della classifica. | |
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| | Anche nel vino, c’è un mercato reale, con i suoi numeri e trend (a partire dai Istat analizzati puntualmente da WineNews), specie in un’epoca di consumi in calo e geopolitica complessa, e c’è il mercato secondario dei vini da collezione, i fine wines, monitorato in primo luogo dal Liv-Ex, la piattaforma di riferimento il cui indice principale, il Live-Ex 100 (che osserviamo costantemente), è dominato dai grandi vini francesi, tra Borgogna, Bordeaux e Champagne. Ma del quale per l’Italia fanno parte, oggi, il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 (Gruppo Frescobaldi), il Sassicaia 2016, 2021 e 2022 della Tenuta San Guido, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 della Marchesi Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse. Protagonisti dei portafogli degli investitori e nelle aste mondiali, sono questi vini che non possono mancare in una collezione che si rispetti, accanto, ça va sans dire, ai blasonatissimi 5 Premier Cru di Bordeaux (Château Lafite, Château Latour, Château Margaux, Château Mouton e Château Haut-Brion) ed alle icone di Borgogna (realtà più frammentata e la cui disponibilità di bottiglie dei domaine “cult” come Romanée-Conti, Jayer, Leroy, Rousseau è limitata), ed essendo storicamente dimostrato che sono tra quelle bottiglie che hanno una rivalutazione importante nel tempo. E se questa è un’analisi WineNews (in approfondimento), “Wine Enthusiast” ricorda come quella di Melestii Mici, in Moldavia, è la cantina più grande al mondo (2 milioni di bottiglie), ma tra le più grandi collezioni si va dalla Bern’s Steakhouse in Florida (500.000 bottiglie) all’Hôtel de Paris Monte-Carlo (300.000), dall’Hotel The Graycliff a Nassau (250.000) a Marqués de Riscal in Rioja (130.000 bottiglie in una delle “biblioteche del vino” aziendali sempre più diffuse anche nelle cantine italiane che vantano grandi Riserve, come Biondi-Santi, che nella Tenuta Greppo, “culla” del Brunello a Montalcino, conserva la Riserva 1888), ma anche alle 25.000 bottiglie dello ristorante stellato Don Alfonso 1890 della famiglia Iaccarino a Sant’Agata sui Due Golfi.
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| | Dal Vemouth di Torino, uno dei simboli del bere italiano, nato nel Settecento dalla maestria dei liquoristi torinesi, il più importante vino aromatizzato italiano e protagonista di una storia affascinante che l’ha portato a diventare un’eccellenza del nostro Paese, protagonista dell’aperitivo, oggi anche in versione mixology, in tutto il mondo, al Gorgonzola, uno dei fiori all’occhiello del settore caseario italiano. Ed ancora, dal Parmigiano Reggiano, alfiere del made in Italy di successo nel mondo, formaggio amatissimo e “re” delle tavole, al Grana Padano, altro formaggio iconico che è un vanto tutto italiano, fino alle Olive taggiasche, tra le eccellenze della Liguria e varietà molto pregiata e affermata nel mondo. Sono i 5 prodotti italiani Dop/Igp più cercati su Wikipedia, secondo uno studio pubblicato da Affidabile.org che ha preso in esame 99 prodotti italiani. | |
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| | | Il grande cinema internazionale, ma anche quell’universo parallelo fatto di hotel iconici, cocktail, cene riservate, brindisi e signature dishes che da sempre accompagna il red carpet: dal 2 al 12 settembre il Lido torna ad essere il centro del mondo, con l’edizione n. 83 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Come ogni anno la città si trasforma in un osservatorio privilegiato sui rituali del lusso contemporaneo: dove si alloggia, dove si cena e, naturalmente, cosa si beve. Per la terza edizione consecutiva, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg è l’“Official Sparkling Wine” della Biennale Cinema, consolidando un sodalizio che trasforma le colline Unesco in un set permanente del festival. Ma non è l’unico: Montelvini accompagna gli aperitivi de La Terrazza by Atlas Concorde all’Hotel Excelsior, e il Consorzio Tutela Lugana Doc sbarca come vino ufficiale di Isola Edipo, lo spazio culturale più dinamico del Lido, mentre Tino Vettorello, chef ufficiale delle aree food del Festival fin dal 2010, firma menu ed eventi del Palazzo del Casinò e della Terrazza Biennale, che accoglierà protagonisti del cinema e istituzioni: tra gli special dishes il “Rombo alla Clooney”, dedicato a George Clooney, icona del cinema contemporaneo, a cui la Mostra assegna quest’anno il Premio alla Carriera. | |
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| | | “Il cibo non è mai un semplice mezzo di sostentamento biologico, ma è lo strumento fondamentale della relazione umana, della sapienza del vivere e della giustizia sociale”. Parole di Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose, scomparso oggi. Monaco, saggista, gastronomo e cuoco, Bianchi aveva lasciato la guida di Bose nel 2017 (i cui monaci, oggi, producono anche vino) per dedicarsi alla Comunità della Fraternità della Madia, vicino a Ivrea (in approfondimento il ricordo di Slow Food e del critico gastronomico Edoardo Raspelli). | |
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| | È una fase di accelerazione quella di Compagnia del Gusto Holding, società di investimento e sviluppo di marchi del settore food & beverage, ispirata e promossa dalla famiglia Cosulich, e guidata dal ceo Ettore Nicoletto e dal presidente Sergio Albarelli, che dopo aver acquisito, nelle scorse settimane, Cantine Romagnoli, storica realtà dei Colli Piacentini, e la società di distribuzione Jascots Wine Merchants in Uk, rilancia ancora con l’acquisizione di Winelivery, piattaforma digitale e fisica specializzata nel mondo Wine & Beverage (a conferma dei rumors che avevamo riportato). “È un’operazione diversa da quelle realizzate finora, non acquisiremo soltanto un business, ma competenze, tecnologia, dati e una capacità di relazione con il consumatore che possono diventare patrimonio dell’intero Gruppo”, ha spiegato il presidente Albarelli. | |
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| | | “L’Italia è un Paese di paesi che ha dimenticato i paesi, perché siamo spaesati e i nostri paesi si sono spopolati. Dobbiamo opporre una nuova rigenerazione, con al centro i territori: l’appaesamento”. Così, a WineNews, lo storico italiano Rossano Pazzagli, per il quale “non si può applicare ai nostri territori il modello del turismo di massa, o il turismo cresce e gli abitanti diminuiscono. Gli spazi pubblici devono essere utilizzati prima di tutto dalla comunità, e questo è vero anche per il turista del futuro che è quello che non andrà in un luogo solo turistico”. | |
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