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N. 4.538 - ore 17:00 - Mercoledì 12 Agosto 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Da Pasqua Vigneti e Cantine a Marilisa Allegrini, da Tommasi Family Estates ad Allegrini, da Romano Dal Forno ad Ottella, ed alla new entry Santi, storica cantina della Valpolicella, tra i “Benefactor”; e da Masi Agricola a Vittorio Moretti, fondatore del Gruppo Terra Moretti, tra le “Leadership”: sono questi gli imprenditori del vino italiano che, ad oggi, “sostengono” le “67 Colonne per l’Arena di Verona”, tra i più importanti progetti di mecenatismo con un fundraising promosso da Fondazione Arena che ha raccolto oltre 2 milioni di euro nel 2025 per una delle più prestigiose istituzioni culturali d’Italia che genera 2 miliardi di indotto per l’economia italiana. | |
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| | I grandi fine wine continuano a cercare una ripresa ancora debole, ma significativa e generalizzata, se si guarda in particolare agli ultimi 12 mesi ed agli indici del Liv-Ex, la piattaforma di riferimento del mercato secondario e del collezionismo, dove l’Italia è assoluta protagonista. Indici analizzati da WineNews, e tra i quali il Liv-Ex 100 - l’indice di riferimento, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 (Gruppo Frescobaldi), il Sassicaia 2016, 2021 e 2022 della Tenuta San Guido, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 della Marchesi Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse - nei primi 7 mesi 2026 fa segnare un +0,4%, ma da inquadrare in un ben più robusto +3,3% nell’arco di un interno anno. In linea nel 2026 (+0,3%), ma più indietro nell’arco dei 12 mesi (+1,2%) il Liv-Ex 1000. Dove spiccano le performance dell’Italy 100, indice ora formato dal Barolo di Bartolo Mascarello delle annate dalla 2012 alla 2021, poi dai Barolo di Bruno Giacosa, con il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto Riserva 2007 e 2008, il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto di Serralunga d’Alba Riserva 2001 e 2004 ed il Barolo Falletto Vigna le Rocche Riserva 2011, 2012, 2014, 2016, 2017 e 2020; e, ancora, dal Barbaresco di Gaja delle annate dalla 2013 alla 2022, dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno delle annate 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2010, 2013, 2014, 2015 e 2019; da tutte le annate dalla 2013 alla 2022 dei più celebri Super Tuscan, dal Sassicaia della Tenuta San Guido al Solaia ed al Tignanello di Marchesi Antinori, all’Ornellaia e al Masseto di Frescobaldi; e da tutte le annate dalla 2011 alla 2020 del 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse. Che fa +1,5% da inizio 2026 e +2,9% sui 12 mesi. La tenuta dell’Italy 100, spiega il Liv-Ex, “è stata favorita dalle componenti toscane dell’indice”. I 9 vini toscani più scambiati in valore nel 2026 sono Sassicaia, Tignanello, Ornellaia, Masseto, Guado al Tasso, Brunello di Montalcino di Biondi-Santi, il Solaia, Brunello di Montalcino di Fuligni e il 100% Sangiovese Toscana Igt di Soldera Case Basse. | |
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| | Mentre la vendemmia è già iniziata in tanti territori, restano ancora particolarmente alte, e con un trend in leggero aumento sul 2025, le scorte di vino presenti nelle cantine italiane. Al 31 luglio 2026, secondo i dati dell’ultimo bollettino di “Cantina Italia”, redatto dall’Icqrf sulla base dei registri telematici di cantina, negli stabilimenti enologici italiani sono presenti 42,6 milioni di ettolitri di vino, 3,1 milioni di ettolitri di mosti e 42.027 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (Vnaif). Rispetto al 31 luglio 2025, si osserva un valore delle giacenze superiore per i vini (+6,9%, era del +6,7% nel precedente bollettino mensile), per i mosti (+31,5%) e inferiore per i Vnaif (-28,5%), mentre, rispetto al 30 giugno 2026, il dato delle giacenze è inferiore per i vini (-8,6%), per i mosti (-17,4%) e per i Vnaif (-24,4%). | |
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| | | Numeri in crescita sul 2024 (+4,5 milioni di visitatori nel 2026, per un totale di 18 milioni) e una nuova tendenza per l’estate: gli italiani in vacanza, appassionati di enogastronomia, ma non solo, scelgono i luoghi di mare dove si produce il vino. Cinque Terre e Salento sono, infatti, le destinazioni enoturistiche più desiderate, entrambe indicate dal 20% del campione, seguite da Chianti (19%), Costiera Amalfitana ed Etna (entrambe al 18%). Quattro delle prime 5 mete sono, quindi, località costiere o, comunque, situate in prossimità del mare. Seguono Montepulciano (16%), Montalcino (15%), Langhe e Gallura, anche quest’ultima in prossimità del mare, entrambe al 14%. A dirlo è il nuovo Rapporto “Gli italiani e le esperienze enoturistiche”, a cura di Roberta Garibaldi, in collaborazione con Ascovilo-Associazione dei Consorzi di Tutela dei Vini Lombardi e con The Data Appeal Company, che fotografa una domanda che si amplia e si integra con il mare, il paesaggio, la gastronomia e la scoperta dei territori. L’indagine evidenzia come il vino non rappresenti più solo la motivazione di una vacanza ad hoc, ma una componente qualificante di soggiorni più ampi: una visita in cantina, una degustazione o una cena nei vigneti arricchiscono le ferie al mare e portano visitatori dalla costa all’entroterra. | |
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| | | Il vino non è solo fermentazione o espressione di un vitigno, ma racchiude il paesaggio, il lavoro, la storia e i valori di un territorio. Raccontarlo significa andare oltre le caratteristiche organolettiche e interrogarsi su tutto ciò che lo rende tale. È proprio questa la prospettiva che troviamo in “Ode al vino e all’anarchia”, volume dedicato al pensiero di Luigi Veronelli, il maestro del giornalismo enogastronomico italiano, pubblicato da Elèutheran nel centenario della nascita di uno dei più importanti interpreti della cultura del vino in Italia di cui raccoglie gli scritti. | |
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| | C’è chi ha visto passare imperatori, chi è sopravvissuto ad una delle più grandi tragedie della storia italiana e chi, secondo la leggenda, si è lasciato ammaliare dal canto delle ninfe. Gli alberi monumentali non sono soltanto organismi straordinari per età o dimensioni: sono custodi di memoria, racconti, identità e testimoni silenziosi. Con l’aggiornamento n. 10 dell’Elenco Nazionale degli Alberi Monumentali, il Ministero dell’Agricoltura, ha inserito 82 nuovi esemplari nel patrimonio botanico italiano, ampliando un censimento che tutela alcuni dei “giganti verdi” più preziosi d’Italia. “Sono a dimora da molto prima che ognuno di noi fosse nato. Questi “giganti verdi” non sono solo alberi, sono parte del nostro territorio, della nostra cultura, della nostra storia”, ha detto il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. | |
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| | | “L’agricoltura risente della delicata situazione geopolitica perché è esposta particolarmente a causa dell’aumento del costo dei fertilizzanti e dell’energia. I dazi per il vino? In realtà le esportazioni in Usa sono aumentate nel 2025, la botta è stata assorbita soprattutto dagli importatori. L’Italia fa prodotti di qualità, quindi anche se aumenta il prezzo gli americani il vino ce lo comprano lo stesso. Almeno nel breve periodo, finché non spostano il dazio sul consumatore”. Così, a WineNews, Carlo Cottarelli, economista ed ex senatore. | |
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