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N. 4.413 - ore 17:00 - Venerdì 20 Febbraio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | 6 a 3 e palla al centro: i dazi imposti da Trump poco meno di un anno fa sui prodotti di tutto il mondo, Unione Europea (e vino) inclusi, sono illegittimi. Così ha deciso la Corte Suprema, secondo cui il presidente americano “non può imporre i dazi in base all’International Emergency Powers Act, quello a cui ha fatto ricorso il presidente per giustificare i dazi del “Liberation Day””, confermando di fatto quanto già stabilito a settembre 2025 dalla Corte d’Appello, che aveva dato ragione a diverse realtà ricorrenti, tra cui, dal mondo del vino, la newyorkese Vos Selections. Notizia che apre uno scenario nuovo, e tutto da decifrare. | |
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| | Parte da Londra, capitale di quel Regno Unito che è il terzo mercato consolidato del vino italiano, guardando a piazze emergenti come Messico e Vietnam, il percorso 2026 di Wine Experience, la nuova piattaforma internazionale dedicata alla promozione del vino e del food italiano di qualità, sviluppata da United Experience, in collaborazione con Fiere Italiane Sea e BolognaFiere, che ha investito in maniera importante, negli ultimi anni, soprattutto sul comparto vino, diventandone un hub di primo piano, con kermesse come Slow Wine Fair (nel 2026 di scena tra pochi giorni, dal 22 al 24 febbraio, insieme a Sana Food), Champagne Experience (in calendario il 4 e il 5 ottobre, con Excellence Sidi) ed il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti by Fivi (in calendario dal 21 al 23 novembre). Il debutto del nuovo progetto internazionale “Wine Experience” a Londra è in programma domenica 26 e lunedì 27 aprile nel ExCeL London, uno dei principali hub fieristici europei, nel cuore di quel Regno Unito che, nonostante le difficoltà del 2025, dove il vino italiano ha esportato 770 milioni di euro di vino nei primi 11 mesi del 2025 (-4,2% sul 2025) e 240 milioni di litri in volume (-2,4%), resta stabilmente la terza destinazione straniera del vino italiano, con un peso intorno al 10-11% delle esportazioni di vino tricolore. La tappa londinese, come detto, è la prima di un calendario che proseguirà, nel 2026, con Ho Chi Minh City (25-26 giugno) e Città del Messico (10-11 novembre), delineando una strategia di presidio continuativo dei mercati chiave per il vino italiano. In Vietnam, in particolare, il vino italiano, che, nei primi 11 mesi 2025, ha esportato vino 14,4 milioni di euro (+13,3% sul 2024), cerca di crescere in un Paese che conta oltre 100 milioni di abitanti, con una popolazione giovane (il 70% ha meno di 35 anni) e un Pil in forte crescita. Mentre in Messico, l’Italia enoica, che, nei primi 11 mesi 2025, ha esportato vino per 52,9 milioni di euro (-2,7%), cerca di riprendere un percorso di crescita che è stato importante negli ultimi anni, in un Paese da 130 milioni di abitanti, con una struttura demografica giovane, considerando che la metà della popolazione ha meno di 28 anni e da un progressivo ampliamento della classe media e medio alta. | |
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| | Come se i dazi non esistessero, come se i consumi complessivi di vino non fossero in calo. Il Brunello di Montalcino, in Usa, suo primo mercato (che vale il 30% delle esportazioni), è più forte di ogni crisi. Una “love story”, quella tra il grande rosso toscano e gli americani, che non conosce battuta d’arresto, nonostante tutto, stando alla comunicazione diffusa dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, verso “Benvenuto Brunello 2026”, il 24 febbraio a New York (e poi in Texas il 3-4 marzo). “Secondo l’analisi dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini (Uiv), realizzata per il Consorzio e basata sulle vendite dei distributori Usa riscontrate nel 2025 dalla piattaforma Sipsource, a fronte di un calo generale dei volumi commercializzati del -8,8% (-5,2% per i vini italiani), la crescita delle vendite del Brunello +7,7% a volume, +2% a valore”, spiega il Consorzio. | |
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| | | Il Consorzio del Vino Chianti, che continua nella sua strategia di esportazione e apertura di nuovi mercati, e che ora mette nel mirino, per il 2027, anche l’India (oltre a Brasile, Nigeria e altri mercati come fatto nel recente passato); quello del Morellino di Scansano che cambia disciplinare introducendo la versione “Superiore”, e inizia un percorso nuovo per la sua “anteprima”, ma non solo, che lo vedrà non più legato al Chianti, ma impegnato ad “esplorare nuove sinergie con le altre denominazioni locali della Maremma Toscana”. Sono, in sintesi, i messaggi arrivati da quella che, dunque, è stata l’ultima edizione di “Chianti Lovers & Rosso Morellino” 2026, evento congiunto del Consorzio del Vino Chianti, che tutela la più grande denominazione della Toscana, e quello del Morellino di Scansano, che protegge e promuove la denominazione gioiello della Maremma, che ieri a Firenze hanno presentato nel calice il Chianti Docg 2025, con le menzioni aggiuntive Colli Aretini e Colli Senesi; il Chianti Colli Fiorentini, Montespertoli, Rùfina e il Chianti Superiore, tutti 2024, e il Chianti Riserva Docg 2023, con le menzioni aggiuntive Colli Fiorentini, Colli Senesi, Montalbano, Montespertoli e Rùfina, e il Morellino di Scansano 2025 e Riserva 2023 (in approfondimento i nostri migliori assaggi). | |
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| | | Un elemento fondamentale per la cucina italiana, ma anche un volano per il nostro agroalimentare (nei primi 11 mesi 2025 l’export è stato di 2,1 miliardi di euro): all’extravergine è dedicato “Sol Expo” (1/3 marzo, a Veronafiere), il salone dell’olio e dell’olivo. L’evento (edizione n. 2) ospiterà oltre 200 aziende da Italia, Slovenia, Spagna e Ungheria. Il Ministro all’Agricoltura Lollobrigida promette, dopo quella sul vino, una campagna promozionale a sostegno dell’olio. E per gli italiani l’olio è “medaglia di bronzo” in tavola, dopo pasta e pizza. | |
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| | Riflessioni su “Il mondo in vigna, il giusto nel bicchiere” (22 febbraio), il dialogo tra il fondatore di Slow Food (a 40 anni dalla nascita), Carlo Petrini, ed il Cardinale Matteo Maria Zuppi (23 febbraio), il talk le “Terre alte: quando il vino si fa comunità” (24 febbraio), con protagonisti del mondo vinicolo e dell’impegno civile, per una riflessione corale sull’impatto positivo che il vino può avere sui territori e sulle comunità, come motore di sviluppo e inclusione sociale, dei territori montani che possono rilanciarsi, ma anche sul ruolo sempre più fondamentale delle donne nel mondo del vino. Temi al centro di “Slow Wine Fair” 2026 (22-24 febbraio), edizione n. 5, in contemporanea con “Sana Food”, a BolognaFiere, con oltre 1.100 vignaioli e vignaiole che aderiscono alla Slow Wine Coalition ed al Manifesto di Slow Food. | |
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| | | A WineNews, il Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi. “Le partnership tra pubblico e privato - come quella tra il Parco Archeologico di Pompei e Feudi di San Gregorio (Tenute Capaldo) - sono parte della strategia del Governo, i soldi pubblici devono fare da “innesco” per le risorse private, sennò sono assistenzialismo inutile. La collaborazione tra mondo del vino e quello della cultura è una cosa giusta. Il riconoscimento della Cucina Italiana a Patrimonio Unesco? Siamo stati la prima cucina ad ottenerlo e dobbiamo esserne felici, ci sentiamo tutti parte di una squadra”. | |
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