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N. 4.592 - ore 17:00 - Martedì 27 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Per veder tornare a crescere il vino italiano in Usa, primo mercato, e non solo, è fondamentale fare squadra. Nello sport, come nel mercato. Messaggio confermato da tutti i “top player” della promozione, da Vinitaly ad Ice Agenzia, istituzioni, filiera e produttori, e da un campionissimo della Nazionale di Calcio, storico capitano della Juventus, e ristoratore con N. 10 a Los Angeles, e forse un giorno, anche produttore di vino (magari in quella Conegliano, terra di Prosecco Docg, da cui viene): Alessandro Del Piero, in veste di ambassador della Lega Serie A. “Se lavoriamo di squadra anche il calcio tornerà ai vertici mondiali, come il vino, anche qui in Usa”, ha detto. | |
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| | “Gli Stati Uniti sono il principale mercato obiettivo per Veronafiere e per il vino italiano ed esprimono ancora un potenziale di altissimo livello che richiede investimenti e continuità d’azione. In questa fase complessa, in cui non mancano segnali incoraggianti, la collaborazione tra imprese e istituzioni è determinante per sostenere la competitività delle nostre cantine e accompagnarle verso nuovi consumatori e aree da esplorare”. Così il presidente Veronafiere, Federico Bricolo, da Vinitaly.Usa, ieri e oggi, a New York, per presidiare un mercato che, nel 2025, ha portato 1,7 miliardi di euro nelle casse delle cantine italiane, e 997 milioni nei primi 7 mesi 2026 (nonostante un calo del -11% sullo stesso periodo 2025). E dove “le istituzioni, come facciamo con Ice, devono essere al fianco delle imprese ora che ci sono le difficoltà, non solo quando ci sono le opportunità'', ha ribadito Matteo Zoppas, presidente Ita-Italian Trade Agency. “Il vino è un ambasciatore indiscusso dell’eccellenza italiana nel mondo e un pilastro identitario del made in Italy, rafforzato anche dal riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Unesco e dal legame sempre più stretto con il turismo enologico”, ha detto il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ed “è espressione della nostra identità, della ricchezza dei territori, di una cultura produttiva che unisce tradizione, innovazione e capacità imprenditoriale - ha sottolineato il vice Premier e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani - è anche espressione del vivere all’italiana. Sono questi gli elementi che portiamo a New York”. Per il dg Veronafiere, Giovanni Sacripante, sono tutte risorse “per conquistare nuovi consumatori negli Stati Uniti”, e per valorizzare il vino italiano, secondo Luca Rigotti, guida del gruppo Vino di Confcooperative, Copa Cogeca e Mezzacorona, “serve che aziende e istituzioni lavorino insieme”, perché “dobbiamo fare promozione per far crescere il suo valore”, ha aggiunto Filippo Polegato, guida di Astoria Vini ed in rappresentanza di Unione Italiana Vini (Uiv). “Io credo - ha concluso Matteo Lunelli, alla guida del Gruppo Lunelli - che i consumatori americani vogliano autenticità, vini che abbiano identità, e il nostro vino esprime, in primis, il lifestyle italiano, e poi uno specifico territorio e la cultura”. | |
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| | Raccontare il meglio del vino italiano, ma dare anche un segnale sul tema del cosiddetto “empowerment” femminile, in un mondo del vino che, comunque, rispetto ad altri settori, è piuttosto avanti in materia. E, così, ci saranno le ormai storiche “Legacy Icons”, le 31 cantine presenti in tutte le edizioni; i 73 “classic”, produttori di riferimento dei loro territori; e le cantine “Led by Women”, 46 cantine guidate da donne, la novità della selezione delle 150 cantine italiane che saranno protagoniste di “Vinitaly OperaWine” 2027, la cui lista è stata presentata a Vinitaly.Usa a New York. E che, non solo è la celebre degustazione e tradizionale anteprima di Vinitaly a Verona, il 10 aprile, ma, come hanno ricordato per “Wine Spectator” Alison Napjus e Bruce Sanderson, “è anche il nostro unico evento di degustazione al di fuori degli Stati Uniti”. | |
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| | | Se lo Champagne oggi è un fenomeno mondiale, con una filiera che fattura 5,7 miliardi di euro, è anche grazie al pragmatismo e alla capacità di anticipare il domani. Un territorio che, nonostante le difficoltà di mercato, può guardare al futuro con ottimismo, perché produce “vini di luogo, unici, freschi e versatili”, come ha raccontato in un’intervista, a WineNews, Frédéric Rouzaud, “Monsieur Louis Roederer”. E, dalla Champagne, arrivano anche i marchi enoici più preziosi al mondo, summa di un sistema che, secondo il Comité Champagne, vede 16.460 vigneron, 120 cooperative e 410 maison, valorizzare un patrimonio enorme in termini anche fondiari, costituito da 34.200 ettari di vigneti, con un valore medio, per Safer, di 1,1 milioni di euro ad ettaro. Un patrimonio inestimabile che, anche nel prossimo futuro, rimarrà sostanzialmente lo stesso di oggi, visto che il Syndicat Général des Vignerons de la Champagne, che tutela l’Aoc Champagne, si è espresso a favore dell’interruzione del processo di revisione generale dell’area della denominazione, avviato nel 2003, “in un contesto di crescita e fiducia”, mentre “23 anni dopo, le conseguenze allarmanti del cambiamento climatico, le incertezze economiche, le tensioni geopolitiche e l’evoluzione dei consumi, hanno trasformato la realtà del territorio”. | |
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| | | Ricavi complessivi per 1,43 miliardi di euro nel 2025 con lieve flessione del -0,2% sul 2024, seppur restando superiori del +2,2% al 2023, per un Ebitda calato per il 63% delle 130 cantine toscane analizzate, anche se, di contro, 64 hanno aumentato il fatturato e, di queste, 28 hanno migliorato anche il margine. È la fotografia scattata dal Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa. Dati, viene osservato, da non drammatizzare alla luce delle difficoltà sul mercato dei vino rossi, produzione caratterizzante della Toscana. | |
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| | Il Reale di Castel di Sangro dello chef Niko Romito al vertice con 99/100, seguito dall’Osteria Francescana di Modena di Massimo Bottura a 98/100 e dal Piazza Duomo di Alba dello chef Enrico Crippa con la famiglia Ceretto a 97/100: ecco il top della “Guida Ristoranti d’Italia” 2027 del Gambero Rosso, che assegna 56 “Tre Forchette” ai migliori ristoranti premiati dall’Istituto Trentodoc, 61 “Tre Gamberi” alle trattorie e 21 “Tre Bottiglie” per la selezione dei vini. E il Premio Speciale “Ristorante dell’anno”, in Abruzzo, in un paesino di 1.400 abitanti: l’Osteria dei Maltagliati di Torano Nuovo, a Teramo, progetto di Maicol Capriotti e Federica Brandimarte che, dopo le esperienze nell’alta ristorazione, hanno scelto un piccolo borgo per costruire un’offerta fondata sulla brace, sui grandi tagli e sul vino, affiancando alla tavola anche l’ospitalità. | |
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| | | Raccontare il meglio del vino italiano del momento, ma dare anche un segnale significativo sul tema dell’“empowerment” femminile, anche in un mondo del vino piuttosto avanti in materia. E così ci saranno le storiche “Legacy Icons”, i “Classic”, ma anche le 46 cantine “Led by Women”, guidate da donne. La novità della selezione delle 150 aziende protagoniste di “Vinitaly OperaWine” 2027, presentata a New York in Vinitaly.Usa. Il punto sul vino tricolore, tra presente e futuro, di Alison Napjus, senior editor e responsabile delle degustazioni dall’Italia per “Wine Spectator”. | |
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