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N. 4.406 - ore 17:00 - Mercoledì 11 Febbraio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il Canada, a causa anche della crisi diplomatica con gli Stati Uniti, guarda sempre più al vino italiano, con l’Italia che, non a caso, nell’import è il primo partner in termini di volumi a 56,1 milioni di litri (+9%) e il secondo per valore a 329,1 milioni di euro (+6%). Questo almeno da gennaio a settembre 2025, nel confronto con lo stesso periodo 2024, secondo i dati doganali canadesi analizzati dall’Organizzazione Interprofessionale del Vino Spagnolo (Oive). A livello generale, il Canada ha ridotto le proprie importazioni totali di vino in valore (-8,3%), ma non in volume (+1,3%), raggiungendo 1,26 miliardi di euro e 275,2 milioni di litri importati. | |
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| | Il 2025 è stato un anno difficile anche per il vino francese, il primo al mondo in termine di valore, ma che, come sta avvenendo per tutti i principali player del settore, nei mercati esteri, vede il confronto con il 2024 in territorio negativo. I numeri dell’export di vino e spirits sono stati presentati dalla Fevs, la Fédération des Exportateurs de Vins & Spiritueux de France, a Wine Paris, l’evento di Vinexposium che si chiude, oggi, a Parigi. Per quanto riguarda il vino, nei 12 mesi 2025, le esportazioni enoiche hanno toccato quota 10,5 miliardi di euro in valore (-4,1%) e 120.630 casse (-2,8%), l’equivalente di 10,9 milioni di ettolitri (-318.000 ettolitri sul 2024). Nonostante la buona performance degli spumanti (+3%), che, ormai, rappresentano il 20% dei volumi esportati, le vendite di vino sono tornate ai livelli del 2021. Le esportazioni verso gli Stati Uniti valgono quasi 1,9 miliardi di euro, il 17,9% del totale, e, rispetto al 2024, sono in calo del -19% a causa principalmente dei dazi e del deprezzamento del dollaro sull’euro. Giù anche i volumi a 1,6 milioni di ettolitri (il 14,8% del totale). In valore alla posizione n. 2 c’è il Regno Unito a 1,38 miliardi di euro (-1,1% e +4,6% in volume a 1,39 milioni di ettolitri), davanti alla Germania (718.000 euro, -1,5%, Paese che è al n. 2 in volumi, a 1,4 milioni di ettolitri, -6%). Il valore delle esportazioni è in calo tanto per lo Champagne (-4,5% a 3,68 miliardi di euro) che per gli Aoc (-5% a 5 miliardi di euro), così come per gli Igp (-5%, e che totalizzano 829 milioni di euro). Lo Champagne cresce, però, nei volumi (+0,9%) a differenza di Aoc (-5,9%) e Igp (-5,2%). Da sottolineare, comunque, che, a livello di Aoc/Aop, i territori più famosi sono con il segno meno, ad eccezione della Borgogna nei volumi: ad esempio Bordeaux fa -8,9% in volume e -4,8% in valore, Borgogna +2,3% in volume e -2,4% in valore, e la Vallée du Rhône -6,3% in volume e -7,6% in valore. Complessivamente, in valore, Champagne (35%), Bordeaux (19%) e Borgogna (15%), rappresentano il 69% del totale del vino francese esportato. Se insieme ai vini si sommano anche i liquori, le due categorie hanno totalizzato 14,3 miliardi di euro di export nel 2025. Una cifra che segna un ulteriore calo sul 2024 (-8%), accompagnata da una diminuzione dei volumi (-3%). | |
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| | Nel 2021-2025 i controlli nell’agroalimentare sono cresciuti del 25,7% (da 251.659 a 315.308 interventi). Le attività, svolte da Icqrf, Carabinieri (Cufaa e Nas), Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Agea (Agecontrol) e Polizia di Stato, sono state sempre più coordinate, ed i controlli congiunti sono quasi raddoppiati nel 2023-2025 (da 1.127 a 2.174, +93%). È il “bilancio” delle attività coordinate di controllo della Cabina di Regia del Ministero dell’Agricoltura, nel lancio delle novità del Piano Operativo dei Controlli (Poc) 2026 che, come ha spiegato il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, rafforzerà i controlli, con una maggiore attenzione ai prodotti di importazione anche in relazione agli accordi internazionali per verificare tracciabilità, sicurezza alimentare e benessere animale. | |
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| | | Una cultura millenaria e profondissima, un’arte di vivere e un’“art de vivre” fatte di piacere e culto della bellezza, ricordando anche le parole del Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron a Wine Paris; una gastronomia che guarda al cibo non solo come nutrimento, ma come un rito sociale legato alla tavola, della quale il vino è il compagno più fedele, e per il legame con il territorio, considerandolo un patrimonio culturale al pari dei monumenti, ora riconosciuto dall’Unesco sia per la cucina francese che per quella italiana; il fatto di essere le “super potenze” mondiali del gusto e del “bello e ben fatto” nell’estetica, nella moda, nel design; e di aver trasformato, grazie a tutto questo, l’alto artigianato in un’industria globale. Sebbene amino punzecchiarsi, i valori culturali che accomunano Italia e Francia sono alla base anche della loro identità. A celebrarli è stato proprio il vino, nei giorni del Salone di Parigi, con un evento esclusivo “fuori fiera” all’Ambasciata d’Italia, con Pasqua Vini e il suo ultimo investimento: Sangue d’Oro, il Passito di Pantelleria Doc prodotto dall’attrice francese, top model e “musa” di Chanel, Carole Bouquet, vera icona mondiale di stile (che, con WineNews, tra gli ospiti dell’evento, ha parlato proprio di passioni, in un video prossimamente online, ndr). | |
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| | | Nella patria delle bollicine più “chic” e famose, quelle dello Champagne, si brinda con uno dei simboli della spumantistica italiana. La Francia è il terzo mercato mondiale per il Prosecco Doc, un annuncio arrivato salutando Wine Paris, e un risultato che si inserisce in un quadro di crescita globale: nel 2025 il Prosecco Doc ha dichiarato una produzione di 667 milioni di bottiglie (+1,1% sul 2024) con oltre l’82% destinato all’export verso oltre 160 Paesi dei 5 continenti. E nel 2026 è Official Sparkling Wine di Milano Cortina 2026. | |
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| | Il romanzo storico è uno dei generi preferiti dal pubblico e la passione per i “period drama”, da cui nascono sempre più spesso anche seguitissime serie tv, conferma il fascino di quelle storie del passato di cui anche il mondo del vino è molto ricco, da Juliette Colbert, la Marchesa di Barolo, inventrice del “re” dei vini, alla Sicilia enoica de “Il Gattopardo” e di Donnafugata. Ed è proprio in questo filone di successo che si inserisce il nuovo romanzo della saga dei Florio, “L’Alba dei Leoni” di Stefania Auci, il terzo e “prequel”, che racconta l’ascesa della famiglia di imprenditori palermitani capace di trasformare una piccola bottega di spezie in un impero economico e vinicolo che, grazie al successo del Marsala, arriva fino a noi, e che è n. 1 nella “Top 10” dei libri più venduti in Italia. | |
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| | | Sul consumo e sul business del vino in Usa, il primo mercato, pesano i dazi, il cambio euro/dollaro, un’economia americana non florida, il salutismo, il cambiamento demografico e non solo. Con 1,5 miliardi di euro nei primi 10 mesi 2025 (-5,6%), l’export cala, ma non crolla, e il 2026 sarà un anno di stabilità o di lieve ritorno alla crescita, secondo il sentiment, raccolto da WineNews a Wine Paris, di importatori big come Lia Tolaini (Banville Wine Merchants), Francesco Giovannini (Prestige Wine Imports), Roberta Corrà (Frederick Wildman & Sons) e Travis Robb (Terlato Wines). | |
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