Se questo messaggio non è visualizzato correttamente clicca qui |
N. 4.432 - ore 17:00 - Giovedì 19 Marzo 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
|
|
| | | Per il vino dell’emisfero australe è già tempo di vendemmia. Succede in Argentina, dove, secondo le previsioni dell’Inv-Istituto Nazionale di Viticoltura, la raccolta dovrebbe diminuire del 9% sul 2025, ma anche in Nuova Zelanda, Paese dove il vino, afferma New Zealand Winegrowers, viene esportato in oltre 100 Paesi, generando un export nel 2025 di oltre 1 miliardo di euro. A causa del climate change, per la vendemmia il 2026 si preannuncia come l’anno più precoce di sempre. Per Philip Gregan, Ceo New Zealand Winegrowers, “i produttori sono ottimisti”. Obiettivo, confermare la propria reputazione “per vini distintivi, sostenibili e di alta qualità”. | |
|
| | Così come l’export del vino italiano nel 2025 è diminuito un po’ sul 2024 da record, ma non è crollato (7,7 miliardi di euro in valore, -3,7% sullo scorso anno, e 2,1 miliardi litri in volume, -1,8%), un flessione c’è stata, sensibile, ma non enorme, nei consumi interni passati dalla gdo, dove le vendite di vino nel 2025 hanno fatto -3,4% sul 2024 in volume, a 737 milioni di litri di vino e spumante, con un calo, però, anche in valore, a differenza degli ultimi anni, con un -1,1%, per un totale di 2,3 miliardi di euro, di cui 1,9 di vini Dop e Igp, con un prezzo medio, per i vini imbottigliati di 5,69 euro al litro (+2,1% sul 2024). In controtendenza, ancora una volta, gli spumanti, che mettono insieme 750 milioni di euro (+1,2%) e 109 milioni di litri (+1,5%), e spuntano un prezzo medio più alto della media, a 6,88 euro al litro (-0,3%). Con il Prosecco, tra Doc e Docg, che fa la parte del leone, con 392 milioni di euro di vendite in valore (+0,9% sul 2024), e 53,7 milioni di litri (+2,6%), e con un prezzo medio al litro tra i più alti, a 5,4 euro, nonostante una leggera flessione del -1,5% sull’anno precedente. A dirlo sono le anticipazioni dello studio dell’Istituto di Ricerca Circana by Vinitaly. Dai dati, emerge come, tra i vini fermi, il vino rosso rimanga la categoria più “pesante”, sebbene in calo, sia in valore (1,07 miliardi di euro, -1,7%) che in volume (261 milioni di litri, -4,2%), mentre il vino bianco fa 897,9 milioni di euro (+0,5%), per 243,6 milioni di litri (-2,1%). Tra le varie tipologie e denominazioni, come detto, se al top assoluto c’è il Prosecco, in volume gli altri vini più venduti sono il Lambrusco, con oltre 28 milioni di litri, che, però, perde il -7,2% (per 82 milioni di euro, -6,9%) ed il Trebbiano di varie regioni con oltre 23 milioni di litri (+0,3%, e che muove 42,4 milioni di euro, +1,4%). In “top 5” per volumi seguono il Montepulciano d’Abruzzo (21,8 milioni di litri, -7%, per 68,8 milioni di euro, -4,9%), ed il Sangiovese da diverse regioni (18,1 milioni di litri, stabile sul 2025, mentre fa -0,3% in volume, a 44,5 milioni di euro). Appena fuori dai primi 5 in volume, ma secondo assoluto in valore, il Chianti, con 15,9 milioni di litri (-2,6%) per 93,7 milioni di euro (-2,6%). Crescita importante per lo spumante Metodo Classico (in approfondimento). | |
|
| | Gli spumanti sono, da anni, il traino del mercato del vino mondiale ed italiano, ma non sono del tutto immuni dalla complessità del momento. E, sul tema, riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento (in approfondimento) di Marcello Lunelli, vicepresidente Ferrari, realtà trentina leader in Italia e riferimento mondiale delle “bollicine”, realizzato per il Forum sul mercato del vino, di scena oggi all’Accademia Intrecci, a Castiglione in Teverina, della Famiglia Cotarella, promosso dalla Società di Consulenza Enologica Chiasso-Cotarella, “Ripensare il vino: momenti e strategie per crescere in un mercato che cambia”, che ha evidenziato le dinamiche del mercato della spumantistica mettendo a confronto Prosecco Doc e Prosecco Docg, Champagne e Metodo Classico italiano. | |
|
| | | In un mercato del vino che ha visto scendere i principali player, dagli esportatori “big”, Italia, Francia e Spagna, alle piazze di approdo-simbolo, come Stati Uniti e Cina, anche il Regno Unito, uno dei mercati principali, ha ridotto fortemente le proprie importazioni di vino. Secondo i dati dell’Hm Revenue & Customs Service analizzati da Del Rey Analysts of Wine Market (Awm) e riportati da WineNews, nel 2025 i volumi sono diminuiti del -6%, raggiungendo 1,19 miliardi di litri, mentre il valore è calato del -4,6%, attestandosi a 3,7 miliardi di sterline. Il prezzo medio al litro è aumentato del +1,4%, arrivando a 3,14 sterline. L’Italia resta esportatore leader in volume a 298,3 milioni di litri (-2% sul 2024), ma con un prezzo medio che è sceso del -2,4% a 3 sterline al litro e valori in calo. L’export delle bollicine italiane genera più valore dei vini fermi: 440 milioni di sterline per gli spumanti e 431 milioni di sterline per i vini fermi imbottigliati. A livello generale, secondo l’analisi, il calo di acquisti di vino può essere attribuito alle modifiche del sistema fiscale per le bevande alcoliche nel Regno Unito, unitamente all’evoluzione delle tendenze di consumo. Tra i top 15 esportatori di vino verso il mercato britannico, solo Francia, Nuova Zelanda e, in misura minore, Portogallo sono cresciuti nelle vendite nel 2025. | |
|
| | | Dal “World Pignolo Day” a Udine (20 marzo), dedicato all’antico vitigno autoctono friulano rinato più forte di prima grazie all’Associazione del Pignolo del Friuli Venezia Giulia, a “Il Barolo e il Derthona vanno in scena a Milano” (22 marzo), da “FuoriVinifera” nella Piana Rotaliana (21-22 marzo) a “La prima del Valtènesi” a Puegnago del Garda (23 marzo), da “Terre di Toscana” al Lido di Camaiore (22-23 marzo), alla “Chianti Ultra Trail” in Chianti Classico (19-22 marzo), ed “Esperienze di Vitae del Centro Italia” a Perugia (22 marzo), ecco l’agenda WineNews. | |
|
| | Il concetto di “agricoltura rigenerativa”, che non solo cerca di consumare meno risorse naturali possibili, ma mira a rigenerarle, appunto, tra buone pratiche agricole e innovazioni, si fa largo tra i vigneti. Se ne è parlato a “Rigenerare per crescere”, evento andato in scena, nei giorni scorsi, nell’Auditorium di San Patrignano, promosso da Bayer, una delle realtà leader nei settori della salute e dell’agricoltura, per raccontare e condividere un progetto concreto, con le testimonianze di aziende vinicole che stanno traducendo in pratica questi concetti, come San Felice, una delle realtà di primo piano del Chianti Classico, del Gruppo Allianz, Fontanafredda, azienda storica del Barolo oggi di proprietà della famiglia Farinetti, e ancora, sempre dalle Langhe, soprattutto dal Barbaresco, la griffe Montaribaldi, e ancora Marcello del Majno, dal territorio di Treviso e del Prosecco Doc. | |
|
| | | A WineNews, Dario Stefàno, presidente Centro Studi Enoturismo Università Lumsa di Roma, analizza il fenomeno - apparentemente paradossale - del calo dei consumi di vino e della crescita dell’enoturismo, spiegando che “non è una contraddizione. È cambiato il modo di bere e l’approccio. Il vino nelle nuove forme di racconto e consumo cresce perché offre un’esperienzialità che solo pochi altri prodotti sanno dare”. Ora che ci sono le norme per investire sull’enoturismo in Italia, “dobbiamo rispondere all’esigenza formativa delle aziende” e “agevolare l’arrivo dei turisti in cantina”. | |
|
|
|