Se questo messaggio non è visualizzato correttamente clicca qui |
N. 4.557 - ore 17:00 - Martedì 8 Settembre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
|
|
| | | Obiettivo, far crescere ulteriormente il valore dei vini francesi nel mondo. Il 10 settembre, FranceAgriMer lancerà il nuovo bando per la promozione dei vini francesi sui mercati dei Paesi Terzi. Un’opportunità per il settore, tanto che ci sarà a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 88 milioni di euro, con lo scopo di rafforzare l’export e, quindi, la competitività dei vini francesi, offrendo agli operatori aiuti finanziari per i programmi di promozione sui mercati al di fuori dell’Unione Europea. L’aiuto, ricorda FranceAgriMer, è finanziato dall’Unione Europea, ed è rivolto ad organizzazioni interprofessionali, strutture collettive e imprese. | |
|
| | Era al 54% un anno fa e la percentuale, anche nel 2026, resta la stessa. E racconta del dato più basso, rispetto agli americani che dichiarano di consumare alcol, mai registrato dalla società di ricerche Gallup a partire dal 1939. Un dato, ormai, in flessione da diversi anni: erano il 62% nel 2023 e il 58% nel 2024, fino al 54% del 2025, che si è poi stabilizzato anche quest’anno. Del resto, secondo l’indagine, il 51% degli adulti statunitensi ritiene che oggi bere 1 o 2 bevande alcoliche al giorno sia dannoso per la salute: si tratta solo della seconda volta, da quando Gallup ha posto per la prima volta la domanda nel 2001, che la maggioranza degli intervistati esprime questa opinione (un anno fa lo dichiarava il 53% del campione). Ormai 25 anni fa, infatti, appena il 27% riteneva che bere con moderazione fosse dannoso per la salute, mentre un 22% affermava che consumare alcol fosse benefico e il 46% sosteneva, invece, che non facesse alcuna differenza. È aumentata la consapevolezza, spiegano i promotori dello studio: l’86% degli americani afferma di aver sentito parlare almeno in parte di studi recenti sugli effetti a lungo termine del consumo di alcol sulla salute (la percentuale era al 79% nel 2024), mentre un 54% dichiara di aver sentito parlare molto o abbastanza di questi studi (erano il 49% nel 2024). Tra gli statunitensi che consumano alcolici la media è di 3,2 bevute a settimana (2,8 registrate l’anno scorso, erano 3,9 nelle 5 rilevazioni precedenti). Ma, per la prima volta, quest’anno, Gallup ha chiesto agli americani quali sono i loro consumi analcolici alternativi e il 17% ha dichiarato di aver consumato birra analcolica, vino analcolico o mocktail al posto di una bevanda con alcol almeno una volta nell’ultimo anno. La birra resta, comunque, la bevanda preferita tra gli statunitensi che consumano alcolici (36%), seguita da superalcolici (32%) e vino (30%). Ma se, rispetto al 2016, la preferenza riguardo ai superalcolici è cresciuta di 12 punti percentuali e quella della birra è scesa di 7 punti, il 30% di amanti del vino in Usa è rimasto intatto in questi anni, restando il preferito dagli adulti di età pari o superiore a 55 anni, soprattutto dalle donne: 45% di preferenza contro il 15% degli uomini. I superalcolici, invece, in Usa vanno per la maggiore nella fascia della mezza età, al pari della birra. | |
|
| | Un’importante accelerazione nei pagamenti a favore del settore agricolo. Nel corso degli ultimi 8 mesi, Agea ha erogato 2,56 miliardi di euro. Un risultato, “reso possibile anche dall’efficacia dei controlli preventivi digitalizzati, che in un più ampio contesto pluriennale hanno visto l’Agenzia gestire volumi record di liquidazioni sul territorio nazionale”. E poi la svolta sugli anticipi della Pac 2026: gli anticipi degli aiuti diretti relativi alla campagna 2026, ammontano ad oltre 739 milioni di euro, con l’erogazione che è avvenuta nel solo mese di agosto. Di concerto con la task force fortemente voluta dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e attraverso un piano straordinario, Agea “è riuscita a risolvere le questioni “incagliate” dal 2015”: nelle casse degli agricoltori italiani sono così entrati oltre 1,4 miliardi di euro. | |
|
| | | C’era una volta il Grand Tour, il viaggio di formazione che tra Seicento e Ottocento portava aristocratici e intellettuali europei attraverso l’Italia. Ma quello fu solo l’inizio della storia del turismo nel Belpaese: in un secolo, tra il 1924 e il 2025, le notti trascorse negli alberghi italiani sono quasi decuplicate (da 32 a 288 milioni) e superano oggi 535 milioni. Tra i passaggi salienti, la nascita del turismo di massa nel boom economico degli Anni Sessanta e l’accelerazione dell’internazionalizzazione, favorita dal trasporto aereo low-cost, con le presenze estere, tra il 1990 e il 2025, cresciute dal 33,6% al 55,3% del totale. A dirlo è un’analisi Istat sulla storia del turismo in Italia, tra le cui leve, oggi, c’è naturalmente l’enogastronomia: la ristorazione nel 2025 ha intercettato il 23% della spesa degli stranieri, ed il comparto ha registrato una crescita più marcata- dell’alloggio, con un aumento di 955 milioni di euro in un anno, pari al 7,9%. Un dato che conferma il ruolo della cucina italiana, Patrimonio Unesco, e della quale il vino è il compagno più fedele, come elemento attrattivo. E come la ristorazione non è più solo un servizio accessorio del viaggio, ma una componente dell’esperienza complessiva, legata alla scoperta dei territori, delle produzioni locali e delle tradizioni gastronomiche. | |
|
| | | Una reunion celebrata anche a tavola, con la cucina italiana e il vino, il suo compagno più fedele. È quella che ha visto gli Oasis alla Mostra del Cinema di Venezia, nei giorni scorsi, per la proiezione del film-doc “Oasis: Don’t Look Back in Anger”, che racconta la reunion di Liam e Noel Gallagher. Ma anche godersi i piatti dello chef Tino Vettorello sulla Terrazza Triennale con un menù di sapori italiani accompagnati dal Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Official Sparkling Wine per il terzo anno consecutivo della Biennale. | |
|
| | Forte presidio da parte del fine dining, ma cresce anche il numero di osterie contemporanee capaci di rileggere la tradizione in chiave più accessibile e informale, mentre si affermano al contempo format verticali come i locali “ibridi” tra bistrot, wine & meat e cocktail bar. Sono i 48 nuovi indirizzi enogastronomici italiani, selezionati da 74 chef di fama internazionale, in lizza per i “TheFork Awards” 2026, edizione n. 8, riconoscimento dedicato alle migliori nuove aperture e gestioni dell’anno organizzato da TheFork, piattaforma leader per le prenotazioni online di ristoranti in Europa, in collaborazione con Identità Golose. Uno spaccato dinamico della ristorazione contemporanea italiana composta da 27 insegne al Nord, 9 al Centro e 12 tra Sud e Isole. Agli utenti della piattaforma, ora, il compito di votare online il migliore. | |
|
| | | A WineNews, Giampiero Bertolini (Biondi-Santi), Antonio Capaldo (Feudi di San Gregorio), Marilisa Allegrini (Marilisa Allegrini) ed Angela Velenosi (Velenosi), con i quali continua il viaggio tra top manager e produttori di vino italiano, per capire come sta andando davvero questo 2026, al di là dei numeri aggregati, secondo il sentiment delle aziende e cosa ci si aspetta da una fine d’anno che resta un momento determinante per il mercato del vino, tra sovra-disponibilità e complessità nei mercati, ma puntando anche sull’ospitalità e restando ottimisti. | |
|
|
|