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WineNews
N. 4.431 - ore 17:00 - Mercoledì 18 Marzo 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Duclot ed i vini “top” al ristorante
Tra i motivi più discussi del calo dei consumi di vino, c’è anche il tema dei ricarichi al ristorante. In Francia, a tal proposito, torna un’idea interessante, che è anche un invito alle nuove generazioni ad approcciarsi ad un prodotto, il vino di fascia alta, con cui, magari, hanno meno familiarità. E arriva da Duclot, storico négociant francese, che ha lanciato il progetto “Carte sur Table” che propone, nella sua edizione n. 14, per un mese, fino al 15 aprile, in 40 ristoranti selezionati francesi (18 solo a Parigi), dagli stellati ai bistrot fino alle brasserie, una selezione di 12 grandi vini di Bordeaux, pronti da bere ed a prezzi competitivi, “da enoteca”.
Approfondimento su WineNews.it
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Primo Piano
Vino e inflazione, in 10 anni prezzi al consumo a +7,4% in Italia, aumento tra i più bassi in Ue
Il tema della crescita dell’inflazione e del calo del potere di acquisto dei consumatori, in Italia come altrove, negli ultimi tempi è diventato centrale per ogni categoria. E anche nel vino, a fronte di una diminuzione dei consumi che appare marcata soprattutto nel fuoricasa, dove i ricarichi sono maggiori, è un argomento molto dibattuto, di cui ci siamo più volte occupati su WineNews, anche chiedendo la loro visione ad alcuni dei più importanti distributori italiani, dal Gruppo Meregalli a Cuzziol Grandivini, da Sagna a Sarzi-Amadè, da Pellegrini a Partesa, ad Heres. E sui prezzi dei vini, diventati forse troppo elevati anche “franco cantina”, in alcuni casi, è tornato nei giorni scorsi (in una nostra intervista), anche Oscar Farinetti, fondatore Eataly e produttore di vino in Piemonte, e non solo. Ma a ben vedere, a fronte dei prezzi al consumo di tante merci che, in 10 anni, sono aumentanti in maniera sensibile e considerevole, dall’energia agli alimentari (+25% solo dal 2021 al 2025, secondo i dati Istat), il vino, almeno in Italia, è uno dei prodotti che ha visto il minor aumento. Perché, secondo dati Eurostat elaborati dalla Federal Reserve Economic Data (Fred) e analizzati dall’American Association of Wine Economics, guardando alle variazioni dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo per il vino, dal 2015 al 2025, l’Italia ha registrato un aumento del +7,4%, il minore in assoluto tra i Paesi europei selezionati, visto che aumenti minori si sono registrati solo in Svizzera (+4,8%). Guardando agli altri Paesi europei selezionati per il confronto, tra i mercati più importanti per il vino, la Germania ha fatto +22,6%, la Francia +25,7% e la Spagna +27,4%, così come il Belgio. Forte è stata “l’inflazione enoica” anche nel Nord Europa, dove si va dal +22,6% della Finlandia al +30,9% della Norvegia, passando per il +27,1% della Svezia, per esempio, mentre fa eccezione la Danimarca (+7,8%). Ma ancora più forte è stata la crescita dei prezzi al consumo nella vasta area dell’Est Europa, perché se la Polonia fa +25%, si va poi dal +33% di Lettonia e Slovenia, al +91% della Croazia, ma con tanti Paesi sopra al +40%, come Albania, Estonia, Slovacchia e Ungheria, ed altri tra il +50% ed il +60% come Romania, Lituania e Montenegro, fino al +67% della Bulgaria.
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Un aiuto al vino colpito dalle guerre
Stage retribuiti e supporto professionale ai professionisti del vino la cui carriera è stata interrotta da guerre o sconvolgimenti geopolitici: Artémis Domaines, la prestigiosa holding vinicola della famiglia Pinault (fondatrice del gruppo Kering) e gigante del settore dei vini di lusso (i marchi comprendono, tra gli altri Château Latour, Clos de Tart, Maisons & Domaine Henriot e Champagne Jacquesson), lancia le borse di studio “Golden Vines” 2026, dedicate alle vittime di conflitti. Il programma, in collaborazione con la Fondazione Gérard Basset, offrirà a due persone stage retribuiti di sei mesi nelle tenute di Artémis Domaines, spaziando dalla viticoltura alla produzione, dall’ospitalità alla comunicazione e al marketing. Una forma di sostegno concreta e importante per il settore colpito dai conflitti in atto.
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Focus
Toscana & bollicine: l’Igt Toscana sarà anche spumante
Parlare di vino, in Toscana, fa venire in mente soprattutto grandi vini rossi. Ma i tempi cambiano, così come cambia il clima e come evolvono i gusti dei consumatori, che, da anni, guardano sempre più spesso agli spumanti. E così, ora, anche il Granducato associa il proprio brand territoriale più celebre alle bollicine. Perché ha compiuto un passo decisivo l’iter che porterà alla nascita della versione spumante dell’Igt Toscana, sia Metodo Classico che Charmat, sia bianco che rosato, con il via libera del Comitato Nazionale Vini del Ministero dell’Agricoltura, arrivato il 17 marzo, tappa fondamentale di un percorso, avviato con l’approvazione della Giunta Regionale Toscana nel dicembre 2024, e che ora aspetta l’ultimo passaggio in Commissione Europea, con l’obiettivo di arrivare a poter applicare il nuovo disciplinare entro la fine 2026. Una modifica al disciplinare storica, spiega il Consorzio Vino Toscana che tutela l’Igt Toscana, guidato da Cesare Cecchi e Stefano Campatelli, che può rappresentare un grande potenziale per un’Indicazione Geografica tra le più importanti d’Italia e tra le più riconosciute nel mondo, con una produzione media, negli ultimi 5 anni, di oltre 90 milioni di bottiglie, per un valore alla produzione di 458 milioni euro, con il 70% del prodotto che viene esportato.
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Cronaca
Pasqua, nuovo progetto di mecenatismo
Gli investimenti culturali e le opere commissionate a nuovi talenti dell’arte contemporanea sono per le cantine un mezzo per comunicare i loro valori e l’italianità. Come Pasqua, la cantina veneta che nella nuova campagna di mecenatismo affianca l’Estate Teatrale Veronese al Teatro Romano di Verona, come sponsor, e che, oggi, ha svelato, l’edizione n. 5 di “Hey French: You Could Have Made It But You Didn’t”, il blend multivintage con etichetta dell’artista cubano Cb Hoyo, che firma anche un’opera site specific esposta al Teatro per Vinitaly 2026 (1-15 aprile).
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Wine & Food
Lo beve DiCaprio ed è un successo: il vino spagnolo nel film che ha trionfato agli Oscar
Agli Oscar 2026, il “re” con sei statuette vinte è stato il film “Una battaglia dopo l’altra” del regista Paul Thomas Anderson con un cast di attori stellare tra cui Leonardo DiCaprio, Sean Penn e Benicio del Toro. Ma anche il vino ha avuto il suo momento di gloria in una delle scene finali del film, quando sono apparsi una bottiglia sul tavolo e un bicchiere tra le mani di Leonardo DiCaprio. Il vino è “Los conejos malditos”, ed è prodotto dalla cantina spagnola Bodegas Más Que Vinos che punta su sostenibilità e biologico. Un vino “pop” - costa meno di 10 euro - e il suo nome, così come i disegni in etichetta, è curioso. La cantina spiega che per questo vino “utilizziamo uve provenienti dai nostri vigneti più colpiti dagli attacchi dei conigli, che apprezzano talmente la qualità delle uve e sono così rapidi da lasciarci con rese molto basse”.
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Masottina
WineNews.tv
In Europa “non dobbiamo abbassare la guardia. No a tagli Pac, fondo unico e piani nazionali”
A WineNews, dal Forum Assoenologi “Vino & Giovani” a Firenze, Dario Nardella, eurodeputato e membro Commissione Agricoltura del Parlamento Ue. Il settore, in Italia, dovrebbe curare “di più innovazione, cambiamento climatico e sviluppo delle aree rurali”, e, in Europa, scongiurare tagli Pac, piani nazionali e fondo unico che “mescola i capitoli di bilancio Ue e affida a singoli Stati definizioni e criteri legislativi”. E poi l’educazione dei giovani, con “un orto ed un vigneto in ogni scuola, parlando di vino tra cultura e responsabilità nell’ora di educazione civica alle Superiori”.
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