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WineNews
N. 4.424 - ore 17:00 - Lunedì 9 Marzo 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Hospices de Nuits-Saint-Georges, l’asta
Il binomio tra solidarietà e grandi vini, in questo caso di Borgogna, funziona sempre: con oltre 1,5 milioni di euro di incasso, a cui aggiungere i 59.500 euro della “Pièce de Charité” a sostegno dell’associazione “Ani’nomade”, che si occupa di progetti educativi e terapeutici attraverso il rapporto con gli animali, è stata un’asta in “guanti bianchi”, con il 100% dei lotti venduti, l’edizione n. 65 della storica vendita dei vini degli Hospices de Nuits-Saint-Georges, organizzata da iDealwine, la principale casa d’aste di Francia, e battuta, ieri, 8 marzo, a Château du Clos de Vougeot.
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Primo Piano
ProWein Düsseldorf 2026: il vino italiano fa rotta sulla Germania e sull’Est e Nord Europa
Grande attenzione alla Germania, secondo mercato del vino italiano dietro agli Usa e davanti al Regno Unito (e tra i pochi mercati in crescita in valore, +0,8% nei primi 11 mesi 2025 sul 2024, ad 1 miliardo di euro, dati Istat), e mercato considerato al n. 1 per attrattività, secondo oltre 1.000 operatori di tutto il mondo, sondati dal “ProWein Business Report” 2026, realizzato dalla Geisenheim University, ma anche a quei mercati del Nord ed Est Europa tutt’altro che trascurabili, soprattutto in una fase storica come questa, segnata da tensioni geopolitiche che, da un momento all’altro, rischiano di rendere inaccessibili intere aree del mondo: l’Italia del vino - pur in numero ridimensionato rispetto al passato, come del resto lo è tutta la fiera, sarà protagonista alla ProWein 2026, a Düsseldorf, di scena dal 15 al 17 marzo (come sempre anticipata dal tasting del “Tre Bicchieri World Tour”, il 14 marzo, alla Rheinterrasse Düsseldorf, ore 13/19, con quasi 80 cantine del Belpaese, e dal “Falstaff Big Bottle Party” 2026 del magazine “Falstaff”, al Maritim Hotel, dalle ore 16:30) - sarà ancora grande protagonista in Germania, secondo Paese più rappresentato dopo i “padroni di casa” (561 espositori italiani, anche grazie alla grande collettiva di Ita-Italian Trade Agency, 645 tedeschi, ma notevoli anche le rappresentative di Spagna, con 401 espositori, e Francia, 361, con i 4 Paesi che rappresentano i 2/3 dei 3.000 espositori totali), con tanti nomi di assoluto rilievo tra aziende e consorzi (in approfondimento, con la “road map” di WineNews). Con un’organizzazione per spazi tematici che racconta anche quali sono le tendenze del momento: da “Sparkling Visions”, con tutto il mondo della spumantistica, dal Prosecco al Sekt, dal Cremant allo Champagne (che riproporrà anche la sua classica Champagne Lounge), a “ProWein Zero”, con focus su quello che è considerato uno dei segmenti più dinamici del settore, quello dei vini e degli spirits dealcolati, passando per “Organic Visions”, con tutto il mondo “bio”, e “Packaging & Design”, con tutto quello che è il mondo del confezionamento dedicato al settore, anche questo in profondo cambiamento. In un appuntamento che servirà anche a tastare il polso al settore, in questo primo quarto di 2026, che lascia intendere un anno ancora più complesso del previsto.
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Vino e giovani, il forum Assoenologi
“Non possiamo limitarci a parlare ai giovani, dobbiamo imparare ad ascoltarli. Il vino è cultura, identità, territorio, ma è anche responsabilità. Serve un linguaggio chiaro, fondato su evidenze scientifiche e non su pregiudizi, per accompagnare le nuove generazioni verso un consumo consapevole, lontano dagli eccessi e vicino alla conoscenza”. A dirlo Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, nel lancio del Forum Assoenologi (Vino e Giovani: un incontro tra cultura e responsabilità), a Firenze, venerdì 13 marzo, a Palazzo Medici Riccardi. Sul palco, tra gli altri, il nutrizionista Giorgio Calabrese (su vino e salute, tra evidenze scientifiche e percezione), Dario Stefàno, presidente del Centro Studi Enoturismo Università Lumsa di Roma, e Niccolò Lazzari, giovane enologo e content creator a tema vino sui social media.
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Focus
La vendita diretta di vino in Ue ha margini del 70%
Si evolve la tecnologia e con essa la fiscalità, almeno per quanto riguarda l’Iva, per la vendita diretta di vino ai privati nei Paesi Ue, che rappresenta un’importante opportunità per le aziende, secondo Luca Castagnetti, direttore Studio Impresa. Ma a patto di saper usare gli strumenti nuovi ed evitare errori, per Denis Andolfo, co-fondatore Direct from Italy, che, nei giorni scorsi, ha promosso un incontro con Assoenologi alle cantine Masi Monteleone 21 in Valpolicella. La tecnologia ha avvicinato chi produce a chi consuma, aprendo nuovi orizzonti alla vendita diretta e grazie alla rete è si possono conolidare rapporti esistenti o crearne di nuovi con consumatori anche di Paesi lontani. Ma la vendita diretta internazionale d2c (Direct to Consumer) ha varie difficoltà, la praticano poche aziende e tra chi lo fa non tutte sono allineate correttamente alle incombenze di legge. E se le procedure per l’Iva sono state semplificate dal regime Oss, seppur applicabile solo alle operazioni b2c (Business to Consumer), che permette di versarla in Italia con un’unica dichiarazione trimestrale poi smistata ai vari Paesi, le accise sul vino sono una vera sfida per il futuro, per Andrea Zucchetta, dell’Agenzia Dogane e Monopoli Veneto e Friuli. E questo perché la vendita diretta internazionale ha margini del 70% contro il 25-30% di quella a scaffale.
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Cronaca
L’arte del vino si unisce all’arte del verde
Luoghi unici, spesso in piccoli borghi e territori rurali, i giardini sono una ricchezza diffusa del patrimonio culturale italiano, meta di un turismo lento immerso nella bellezza della natura coltivata dall’uomo, e lontano dai flussi turistici tradizionali. A riunirli è il celebre network “Grandi Giardini Italiani” che ha svelato la Guida 2026, dove sono 150 in 12 regioni, e con 5 new entry tra cui due cantine, dove l’arte del verde incontra quella della produzione di vino: Ca’ del Bosco, nel cuore della Franciacorta, e Castiglion del Bosco, tra i vigneti di Brunello a Montalcino.
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Wine & Food
I Consorzi Collio e Colli Orientali del Friuli si uniscono in un’Ati per la promozione reciproca
Uno è territorio di vitigni autoctoni (il più grande in Italia) e distintivi nella fascia collinare che guarda Udine, oltre 2.000 ettari vitati dove dominano varietà come Malvasia, Picolit, Pignolo, Refosco dal Peduncolo Rosso, Ribolla Gialla, Schioppettino, Tazzelenghe, Tocai friulano e Verduzzo friulano; l’altro è “enclave” bianchista tra le più prestigiose, dove i vigneti sono i “giardini di casa” dei produttori, in quel Friuli Venezia Giulia che è anche terra di confine tra Italia e Slovenia, disegnato da una “mezzaluna” di territorio di cui 1.300 a vigneto. Due fiori all’occhiello del Friuli, il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo ed il Consorzio Collio, che si uniscono in un progetto sancito dalla nascita dell’Ati (Associazione temporanea di impresa) con il quale si impegnano in strategie comuni per la reciproca promozione.
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WineNews.tv
Crescono ready-to-drink e No-Low, ma il vino italiano resiste: il punto di Ananda Roy (Circana)
Il mercato del vino e delle bevande sta cambiando ed a fare il punto, a WineNews, è Ananda Roy (Circana). “I trend principali sono i ready-to-drink, la premiumisation e i dealcolati. Che stanno crescendo, ma restano, comunque, una nicchia e dovranno presto affrontare il tema della rimozione dell’alcol che, di fatto, li rende un prodotto ultra-processato. Il vino “tradizionale” continuerà ad avere il suo mercato, ma deve cambiare i codici di marketing. L’Italia? Affronta questa fase meglio di altre regioni vinicole”.
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