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WineNews
N. 4.414 - ore 17:00 - Lunedì 23 Febbraio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Dazi Usa, ora è davvero caos
Il fatto che, dopo lo stop, nei giorni scorsi, della Corte Suprema Usa ai dazi del Presidente Trump sui prodotti di tutto il mondo, Ue (e vino) inclusi al 15%, ora dichiarati illegali, il Tycoon abbia detto, in poche ore, prima di voler imporre nuove tariffe del 10% e poi del 15%, ha gettato tutti nel caos. Di certo c’è che da domani, scatta il blocco alla riscossione dei dazi dichiarati illegali, come ha detto l’U.S. Customs and Border Protection, e l’Eurocamera si prepara a rinviare il voto sulla possibile ratifica sull’intesa commerciale Usa-Ue nella Commissione Commercio Internazionale a Bruxelles, dopo la quale il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani riunirà la task force dazi.
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Primo Piano
“Il vino è buono solo se giusto”: l’appello lanciato dalla “Slow Wine Fair” 2026 a BolognaFiere
“Il vino è buono solo se giusto”. Da un punto di vista etico, qualitativo, sociale, ambientale, economico e così via. È un messaggio chiaro e netto, che va oltre il concetto di “buono, pulito e giusto”, quello lanciato da Slow Wine, al via della “Slow Wine Fair”, di scena, da oggi al 24 febbraio 2026, a BolognaFiere, insieme a “Sana Food”. Un messaggio forte, che arriva in un anno in cui si celebrano i 40 anni dalla fondazione di Slow Food, che, in quattro decenni di battaglie, ne ha guidate e vinte tante. Con l’Osservatorio privilegiato della “Slow Wine Fair”, con le sue 1.100 aziende vitivinicole italiane da 28 Paesi, focalizza l’attenzione sul tema del lavoro in vigna, soprattutto quello degli stranieri. “Perché se è vero che l’agricoltura - il settore vinicolo non fa eccezione - è oggetto di forme palesi di sfruttamento del lavoro, come il caporalato, o occulte, come avviene in alcune cooperative, non vanno dimenticati i molti esempi positivi che emergono da questo settore. Sono numerose le esperienze di chi il tema dell’eticità nel bicchiere se l’è posto come obiettivo, al di là del privilegio di bere un buon vino e dell’abbaglio del profitto: secondo Slow Food, il vino è buono se è anche giusto”, spiega la “Chiocciola”. “Bere un buon vino non ha nulla a che fare con il nutrimento quotidiano, è piuttosto un’esperienza gastronomica, conviviale. Questa dimensione sociale e culturale - ha detto Serena Milano, dg Slow Food Italia - fa sì che sia ancora più importante avere la certezza che quel vino non sia il frutto dello sfruttamento di ragazzi vulnerabili, perché soli e poveri in un Paese straniero. Tra i filari delle vigne la maggioranza dei lavoratori è rappresentata da immigrati, e allora il vino può e deve diventare il veicolo per riconoscere e remunerare con equità il loro lavoro, le loro competenze, il loro contributo essenziale a una delle filiere più identitarie del nostro Paese” (in approfondimento le riflessioni e le testimonianze di Maria Cristina Galeasso, coordinatrice Accademia della Vigna, Yunuel Ibarra e Irene De Barraicua di Lideres Campesinas, Ivan Sagnet, Cavaliere del Lavoro e presidente NOCap, associazione che lavora contro il caporalato, e Boban Pesov, illustratore e viticoltore, nato in Macedonia e produttore in Piemonte).
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Dazi bocciati, le reazioni italiane
La notizia che i dazi imposti da Trump, vino compreso, sono, per la Corte Suprema, illegittimi, ha generato tante reazioni con il sentiment dell’incertezza a dominare. Per il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, “il vino non può festeggiare. Si profila una più che probabile reimposizione delle tariffe attraverso vie legali alternative a cui si aggiunge il forte rischio incertezza”. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, parla di “decisione forte che smonta alla base il procedimento giuridico su cui sono stati fondati i dazi di Trump. Tutto questo genera un’instabilità profonda”. Ma può essere, per il presidente Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, anche “uno spartiacque per riportare equilibrio sul mercato”. Coldiretti e Filiera Italia hanno accolto con favore la novità ma serve “un confronto”.
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Focus
“Il vino ha il dovere della responsabilità sociale di impresa”
L’agricoltura in generale, e il vino, che ne è punta di diamante, in particolare, devono assumersi il dovere della responsabilità sociale di impresa. Insieme ai co-produttori, ovvero a chi acquista i prodotti delle cantine e delle aziende, che devono premiare chi prima della logica del profitto segue quella del “giusto”, chi prima della competizione guarda alla cooperazione, chi al bene proprio affianca il bene di comunità e di relazione, chi nei braccianti non vede “braccia” ma persone. Elementi fondamentali per accogliere e guidare con gioia, e non con senso di sacrificio, questa nuova fase storica, quella della transizione ecologica, che viene dopo tre secoli di rivoluzione industriale, e in cui, come diceva Papa Francesco: di meno è di più. Perchè liberarsi dal consumismo sfrenato vuol dire essere liberi e tornare a riempire la vita di un senso che, tutti, ma soprattutto i giovani, sembrano aver smarrito. Ecco i messaggi (in approfondimento) lanciati soprattutto ai giovani, ed ai giovani produttori di vino in particolare, alla Slow Wine Fair da due personalità di alto profilo, come il fondatore di Slow Food e dell’Università di Pollenzo, Carlo Petrini, e il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei - Conferenza Episcopale Italiana.
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Cronaca
Vino & cibo al Festival di Sanremo
Non solo grande musica, personaggi e spettacolo: al Festival di Sanremo anche vino e cucina made in Italy sono, da sempre, tra i protagonisti. Prenderà il via domani, su Rai 1, l’edizione n. 76 della kermesse più amata della nostra televisione, vero e proprio fenomeno nazional-popolare che, oltre a big, nuove proposte, duetti inediti, ospiti famosi e canzoni in gara, vedrà sfilare anche etichette dei territori del Belpaese, show cooking, degustazioni d’eccellenza e maestri pizzaioli, a confermare ancora una volta l’importanza della convivialità.
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Wine & Food
Maurizio Martina candidato alla guida della Fao dal 2027. “Rafforzerebbe ruolo dell’Italia”
Maurizio Martina è stato candidato dal Governo italiano e dai Ministri Francesco Lollobrigida e Antonio Tajani alla guida della Fao a partire dal 2027. Martina ricopre già, dal 2023, il ruolo di vicedirettore generale dell’organizzazione delle Nazioni Unite. Positivo il commento Coldiretti: “una scelta che rafforzerebbe il ruolo e la credibilità dell’Italia in un organismo centrale per le politiche agricole e alimentari globali” dichiara il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. “Con l’importante esperienza maturata in questi anni - sottolinea il segretario generale Coldiretti, Vincenzo Gesmundo - in una fase segnata da tensioni sui mercati, emergenza climatica e crescenti disuguaglianze, il nostro Paese può e deve svolgere un ruolo da protagonista nelle sfide legate al cibo, alla tutela delle produzioni e al contrasto della fame nel mondo”.
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“Dobbiamo spingere sulla promozione e sull’attività di sviluppo del business del vino”
Se l’export di vino soffre, soprattutto in Usa, “dobbiamo capire se è un trend strutturale o no, e guardare oltre i numeri, aumentando la pressione promozionale e l’attività di sviluppo del business, data anche la spinta al comparto con la Cabina di Regia voluta dalla Premier Meloni e le maggiori risorse che i Ministri Lollobrigida e Tajani hanno aiutato a predisporre per l’Ice, 100 milioni in più nella Legge di Bilancio”: così, a WineNews, da “Slow Wine Fair”, a BolognaFiere, Matteo Zoppas, presidente Ita-Italian Trade Agency, che sullo stop ai dazi Usa dice “le risposte non dipendono da noi”.
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