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N. 4.293 - ore 17:00 - Venerdì 29 Agosto 2025 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Anche in Champagne i produttori potranno scegliere se usare la capsula o meno, come previsto dal regolamento Ue, in nome della riduzione dei costi e dei rifiuti. Una novità a cui il Comitè Champagne, nel 2023, si era opposto, cercando (come previsto dalle norme) di metterla obbligatoria da disciplinare, in attesa dei dati di uno studio in materia. Arrivati di recente, e secondo i quali se da un lato “è percepita dai consumatori come un segno identitario forte dello Champagne”, e la cui presenza o assenza, magari, può influenzare la scelta tra una bottiglia o un’altra, “l’assenza della capsula non mette in discussione la preferenza per lo Champagne” ... | |
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| | Gli italiani tornano a spendere, ma con cautela, privilegiando soprattutto il comparto tecnologico, che registra, negli ultimi 30 anni, un vertiginoso +3.000%. Calano, invece, le categorie più consolidate: alimentari e bevande segnano un -5,1% rispetto al 1995, l’abbigliamento perde lo 0,5% e i mobili ed elettrodomestici restano sostanzialmente stabili (+0,8%). Le spese per viaggi e vacanze (+18%) e ristorazione (+25,7%) - sebbene in ripresa - non hanno ancora recuperato completamente le perdite post-pandemiche. É quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane tra il 1995 e il 2025: la spesa pro capite cresce di 239 euro rispetto allo scorso anno, ma resta sotto al livello record del 2007. “Servono segnali di fiducia, a cominciare dalla riforma fiscale, per far ripartire consumi e investimenti”, per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Nel 2025 la spesa pro capite reale ha raggiunto i 22.114 euro (era pari a 19.322 euro nel 1995), con un aumento di 239 euro rispetto al 2024, ma ancora inferiore ai picchi del 2007 (-220 euro). La rivoluzione tecnologica ha lasciato il segno nei comportamenti di spesa degli italiani: negli ultimi tre decenni la spesa pro capite per informatica e telefoni (personal computer e smartphone di ultima generazione) ha registrato una crescita vertiginosa, di quasi il +3.000%. In parallelo, anche i consumi legati alla fruizione del tempo libero - in particolare i servizi culturali e ricreativi - hanno mostrato un progresso significativo, con un aumento reale di oltre il 120%. Ad eccezione del comparto tecnologico e del tempo libero, poche altre voci mostrano segnali strutturali di espansione. Per quanto riguarda i pasti fuori casa - pubblici esercizi - e i servizi di alloggio - viaggi e vacanze - la lettura è più complessa, per Confcommercio. Il lungo termine sposta risorse su queste voci di spesa legate anche al turismo, ma nel complesso in termini reali non si sono recuperati i livelli pre-pandemici. Da questi consumi, anche correlati all’incoming, passa una potenziale importante spinta alla crescita del Pil italiano nel prossimo biennio. La riduzione della spesa reale per l’alimentazione domestica ha radici note: demografia e servizi fuori casa comprimono questi consumi. | |
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| | Château Lafleur sceglie di non rivendicare più, dalla vendemmia 2025, Aoc prestigiose come Bordeaux e Pomerol, con i vini che saranno solo “Vin de France”, per avere mani più libere nella gestione del climate change. Mentre al vertice della Aoc Bordeaux e Bordeaux Supérieur è stato eletto Michel-Éric Jacquin, già membro del collettivo Viti33 - protagonista di molte delle proteste bordolesi contro i vini a basso prezzo - che ha detto: “facciamo ottimi vini, ora dobbiamo produrre vini che piacciono ai consumatori”. L’ex imprenditore dell’hi-tech Patrick Mansuy si lancia nel beverage con premiscelati in lattina a base di vino (con il brand Glou Time), criticando la politica degli espianti e dicendo che “non c’è troppo vino in assoluto, ma solo troppi vini che non interessano più a nessuno”. Tanti segnali di un cambiamento in atto, nel vino. | |
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| | | Gli stranieri che vengono in Italia si stupiscono sempre che, prima o poi, gli italiani finiscono per parlare di cibo e vino, argomenti che ci piacciono talmente tanto da diventare centrali in ogni occasione. È quello che, forse, penseranno i divi di Hollywood sbarcati alla Mostra del Cinema di Venezia, dove, ancora una volta, il food & wine si conferma protagonista della scena. Come nel film “Jay Kelly” del regista Noah Baumbach con George Clooney e Adam Sandler, girato in parte ad Argiano, storica tenuta del Brunello (di cui il regista aveva detto, a WineNews, di essere grande amante) dell’imprenditore brasiliano André Santos Esteves. “I primi commenti sono entusiasti e ne siamo orgogliosi - ha detto Bernardino Sani, ad Argiano, a MontalcinoNews - non vediamo l’ora che il film esca: sarà una bellissima promozione per Montalcino, Pienza e la Valdorcia”. Ma a Venezia c’è anche un piatto creato per Julia Roberts dallo chef Tino Vettorello (che l’attrice ha promesso di assaggiare), ispirato alla pellicola “Eat Prat Love”. Senza dimenticare, nei brindisi ufficiali della Mostra, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Ma anche “La quinta stagione”, il docufilm di Paola Valeria Jovinelli sulle donne chef d’Italia, i cortometraggi sull’Aceto Balsamico di Modena ed i tasting del Prosciutto di San Daniele. | |
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| | | Da “ViVa” a Sondrio, esperienza enogastronomica e culturale firmata Consorzio Vini di Valtellina per celebrare il territorio del Nebbiolo delle Alpi (6-8 settembre), alla “Vendemmia turistico-didattica” nelle cantine del Friuli con PromoturismoFvg, da “Tastingreve - Food Edition” con i Viticoltori di Greve in Chianti (4 settembre), al “Bravìo delle botti” a Montepulciano (31 agosto), da “Stelle in Cantina” alla Tenuta Tascante di Tasca d’Almerita sull’Etna (domani) alle “Cantine Aperte in Vendemmia”, sono tanti gli eventi nell’agenda WineNews. | |
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| | Nell’Ue e nel Regno Unito le imposte sul vino variano significativamente da Paese a Paese, con aliquote più elevate in nazioni come Finlandia, Irlanda e Uk (per le nuove accise sugli alcolici in vigore dal 2025), rispetto a Paesi come il Portogallo. In Usa l’introduzione dei dazi del 15% sull’export di vino europeo sta aumentando i prezzi, secondo l’American Association of Wine Economists, nata per promuovere ricerche e analisi sull’economia del vino. Finlandia, Irlanda e Regno Unito hanno alcune delle imposte sul vino più elevate in Europa, mentre Portogallo e Lussemburgo si collocano nella fascia più bassa. A partire dal 1 febbraio 2025, il sistema di accise sul vino nel Regno Unito è cambiato: un’unica aliquota di dazio inferiore per molti vini è stata sostituita da 30 diversi importi da pagare a seconda della gradazione alcolica del vino. | |
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| | | A WineNews la riflessione di Luca Toninato, agronomo e dottore di ricerca, presidente di Ager: “vocazionalità è capire l’ambiente in cui cresce un vigneto, e trovare i fattori che fanno esprimere meglio o peggio un vitigno. I gusti cambiano, ma il concetto è lo stesso: vanno studiati il tipo di suolo, il clima, e fare zonazione, in modo che chi lavora in vigna possa adattare la tecnica al tipo di vino che vuole produrre. Gli strumenti di valutazione sono cambiati molto: tra sensori, satelliti e altro si può monitorare costantemente, con rapidità e precisione, ciò che prima richiedeva molto più tempo”. | |
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