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N. 4.450 - ore 17:00 - Venerdì 10 Aprile 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Una bottiglia lunga 30 metri e alta 10 con scritto “Dentro c’è l’Italia” in etichetta: è il concept dell’expo del Ministero dell’Agricoltura che accoglierà le migliaia di eno-appassionati a Verona dentro Vinitaly 2026 (Veronafiere, 12-15 aprile). Dentro, ci saranno sei statue romane legate al vino in arrivo dalle Gallerie degli Uffizi e da Palazzo Pitti di Firenze, grazie al contributo del Ministero della Cultura, ventidue vitigni per raccontare la straordinaria ricchezza della viticoltura italiana, ed un’esperienza olfattiva guidata dai sommelier Fis-Fondazione Italiana Sommelier. Ad invitare ad entrare, saranno, invece, i performers della Peparini Academy. | |
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| | Un racconto del vino italiano come simbolo del buon vivere all’italiana, amato nel mondo e rafforzato ancora di più dal riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Unesco, della quale è il compagno più fedele, e insieme alla quale sono convivialità e socialità, ma anche il “medium” per far conoscere al mondo la bellezza dell’Italia, per i legami che hanno con i territori, la storia, la cultura e le comunità. Se questo è Vinitaly a Verona - e se i mille e più motivi per non mancare li abbiamo elencati nei giorni scorsi - alla vigilia dell’evento di riferimento internazionale del vino italiano, non resta che far luce tra le migliaia di eventi nell’evento che WineNews ha messo in agenda (in approfondimento, e che racconteremo “day by day” dal nostro “osservatorio” in fiera, ospiti delle Marche, l’unica regione al “plurale” d’Italia, e dalla nostra redazione nel cuore della Toscana). Anche per i wine lovers, perché se la fiera è business e affari, grazie al “fuori salone pop” di “Vinitaly and the City” è possibile vivere Verona e la Valpolicella in una grande degustazione collettiva condivisa, al via stasera con la campionessa del mondo di discesa libera Laura Pirovano e con un brindisi con il Pinot Grigio Doc delle Venezie, l’“Official Wine”, e, a seguire, con tanti eventi culturali, tra cui, domani, lo spettacolo immersivo “Dentro c’è l’Italia” che racconterà l’anima del vino italiano tra danza, teatro e musica, con la direzione artistica di Giuliano Peparini, per Veronafiere e OpportunItaly, il programma di accelerazione dell’export del Ministero degli Affari Esteri e Agenzia Ice, e patrocinato dal Ministero dell’Agricoltura, con 150 performers della Peparini Academy in Piazza Bra. Poi, via a Vinitaly 2026, tra degustazioni, masterclass, convegni, talks, tendenze e curiosità, con le quali ben 4.000 aziende si raccontano a 1.000 buyers da 130 Paesi, e si confrontano con le istituzioni italiane ed europee presenti, come sempre, in gran numero in fiera, perché il settore vale l’1,1% del Pil italiano, tra valore alla produzione (14 miliardi di euro) e indotto (che arriva a 45 miliardi di euro), e con un export che, nonostante il momento complesso come non mai, ha tenuto, con 7,7 miliardi di euro nel 2025, grazie a 530.000 imprese e 870.000 occupati diretti nei 670.000 ettari del “Vigneto Italia”. | |
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| | “OperaWine” n. 15, la prestigiosa degustazione prologo di Vinitaly 2026 a Verona (11 aprile, Gallerie Mercatali), unica fuori dagli Usa firmata “Wine Spectator”, è, prima di tutto, una conferma della passione mondiale per il vino italiano, e degli Stati Uniti, primo mercato, in particolare, che una geopolitica complessa e nuovi consumi non sembrano scalfire, come racconteranno le 150 migliori cantine dai territori top selezionate dalla rivista Usa (che all’Italia ha dedicato la copertina di Aprile, con i “rampolli” del vino italiano), celebrando il “genio italiano” di Leonardo, Camillo Benso Conte di Cavour e la Marchesa di Barolo, inventori del “re dei vini”, Mario Incisa della Rocchetto e Giacomo Tachis, “inventori” del Sassicaia e dei Supertuscans. Ed è questo anche il primo momento di confronto per tracciare un bilancio con i produttori e le istituzioni presenti. | |
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| | | Se a Vinitaly, fino a poco tempo fa, tra il tempo del business - scandito da schedule frenetiche e appuntamenti - e il tempo del piacere e delle relazioni - quello del fuorisalone, tra aperitivi glamour e cene di gala - esisteva una rigida suddivisione e distinte liturgie, adesso i produttori iniziano a comprendere come il vino abbia la necessità di tornare ad incarnare il suo ruolo originario, quello di “compagno” del cibo e protagonista del convivio. Così sono sempre più numerose le cantine che mettono di nuovo al centro la grande cucina italiana, tra chef stellati ed eccellenze dei territori. Perchè è esattamente nell’incontro tra cibo e vino che si compie l’alchimia perfetta e si intessono relazioni umane. A firmare i menu a Vinitaly 2026 i grandi nomi, da Carlo Cracco per la Regione Emilia-Romagna a Massimo Bottura con il progetto del Tortellante per il Ristorante d’Autore Vinitaly by Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra, passando per i talenti di Jre-Jeunes Restaurateurs Italia e per tanti chef prestigiosi, da Ciro Scamardella a Riccardo Monco, da Davide Palluda a Lionello Cera, senza dimenticare eccellenze come il Parmigiano Reggiano. Poi ci sono gli eventi più cool del dopofiera, tra ville palladiane, location raffinate, dimore private e DJ set: anche quest’anno WineNews racconterà il dietro le quinte di Vinitaly 2026.
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| | | “Resonance” è la nuova, immaginifica installazione che Pasqua Vini - tra le principali realtà dell’enologia veneta ed italiana - ha presentato oggi a Verona: un geode, composto da monumentali frammenti rocciosi alti oltre 4 metri, di scena nel Monastero di Palazzo Maffei, che offrirà ai visitatori una spettacolare esperienza immersiva, tra arte e vino. Ideato e progettato, su commissione della cantina veronese, da Sara Ricciardi, poliedrica artista italiana, è ispirato al nuovo progetto vitivinicolo che Pasqua presenterà da dopo domani a Vinitaly. | |
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| | Una competizione che unisce saperi e pratiche, una vetrina per gli studenti delle scuole agrarie d’Italia. Va in archivio “Bacco e Minerva” n. 23, Concorso enologico e oleicolo quest’anno andato in scena in un “tempio” della formazione e della ricerca, la Fondazione Edmund Mach (Fem) di San Michele all’Adige. Una kermesse con 40 scuole da tutta Italia, promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che “valorizza l’eccellenza didattica, unendo la pratica vitivinicola (Bacco) alla sapienza scientifica (Minerva), attraverso la sfida di 122 vini e 17 oli prodotti dalle scuole”. Vincitore dell’edizione 2026, l’Istituto Tecnico Agrario “Celso Ulpiani” di Ascoli Piceno, messosi in luce con il Marche Igt Cabernet Sauvignon biologico 2024, prodotto e vinificato nella cantina didattica dell’Istituto (in approfondimento i vincitori per categoria). | |
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| | | A WineNews, Giorgio Calabrese, medico specializzato in scienza dell’alimentazione e volto televisivo: “ogni alimento ha pro e contro. L’alcol, se introdotto quando il fegato non ha ancora gli enzimi necessari, è totalmente contro, perché non viene metabolizzato e crea danni. Ma bevendo vino, con moderazione ed una volta maturi, da 18 anni in su, si può vivere 100 anni. Il vino rosso contiene il resveratrolo che svolge un’azione antiossidante, ma, per farlo, deve essere trasportato per l’organismo - spiega, “mettendo in guardia” sui dealcolati - e il “taxi driver” è l’alcol, ovviamente in quantità limitate”. | |
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