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N. 4.514 - ore 17:00 - Giovedì 9 Luglio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | In un mercato del vino Usa che cambia anche nella distribuzione, se c’è chi percorre la via di fusioni e nuove partnership, c’è chi punta su un modello di business più leggero, dinamico, e sempre più legato all’Intelligenza Artificiale. È la via intrapresa, per esempio, dal più grande distributore di vino, alcolici e beverage in genere degli Stati Uniti, Southern Glazer’s Wine & Spirits (25 miliardi di dollari di fatturato 2025, secondo “Forbes”), attivo in 47 Stati. Che sta ridisegnando il suo modello operativo (in approfondimento), che comporterà anche un taglio di qualche posto di lavoro (l’1%, su un totale stimato oggi in oltre 22.000 persone). | |
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| | La Francia del vino, come raccontiamo spesso in questi mesi, sta vivendo una crisi profonda in tanti dei suoi territori, tra clima e mercato, così come avviene, del resto, un po’ ovunque. Ma in una fase tesa come questa, con i margini economici ridotti in tante cantine, legati anche alla contrazione delle esportazioni (-4,1% in valore nel 2025 sul 2024, con lo stesso trend a ribasso confermato nei primi 3 mesi 2026 sul 2025) e un potere contrattuale che, in questa fase più che mai, è più nelle mani di chi compra e commercia vino, rispetto a chi lo produce a partire dalla vigna, anche una stima di previsione di produzione può diventare un elemento delicato da gestire. Anche per “fare il prezzo”, in un periodo in cui il prodotto disponibile sul mercato è più di quello che il consumo riesce ad assorbire. Ed in questo quadro generale, proprio dalla Francia, arriva una richiesta ufficiale insolita. Le maggiori rappresentanze di filiera, infatti, nei giorni scorsi, nel Consiglio specializzato nel vino di FranceAgriMer, l’organo del Governo francese che analizza l’economia agricola del Paese, hanno chiesto ufficialmente allo stesso Governo di non pubblicare le prime stime di vendemmia che, di solito, il servizio di statistica del Ministero dell’Agricoltura francese mette a disposizione nelle prima decade di agosto. La motivazione ufficiale di questa richiesta, riporta il magazine francese “Vitisphere”, è legata al clima, ed in particolare alle ondate di caldo estremo, spesso con temperature oltre i 40 gradi, che in Francia si sono fatte sentire in tutti i territori più importanti, soprattutto nelle ultime due settimane, cambiando radicalmente lo scenario verso la vendemmia 2026. E, così, il Consiglio specializzato nel vino di FranceAgriMer, ha chiesto ufficialmente alla Ministra dell’Agricoltura, Annie Genevard, di non fare la pubblicazione delle stime previste per il 7 agosto, ma che non è obbligo normativo. “Non c’è nulla da nascondere, ma i servizi territoriali del Ministero hanno raccolto i dati 10 giorni fa per pubblicarle ad inizio agosto, ma quei dati oggi non significano più nulla”, ha sottolineato Jérôme Despey, presidente del Consiglio specializzato nel vino, sottolineando che si tratterebbe di cifre oggi irrealistiche. Che disturberebbero tutti, mercato e viticoltori … | |
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| | Le nuove generazioni si fanno strada in Valpolicella: è Giacomo Boscaini, di Masi Agricola, il nuovo presidente (dopo Sabrina Tedeschi, della cantina Tedeschi) dell’Antica Bottega del Vino di Verona, di proprietà di 10 delle aziende di Famiglie Storiche (Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato), che si è vista di recente riconfermare il prestigioso “Grand Awards” di Wine Spectator. Il cambio al vertice investe anche Famiglie Storiche, nata nel 2009, che riunisce 13 tra le più autorevoli aziende vitivinicole della Valpolicella (Allegrini, Begali, Bertani, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti e Zenato) con la nomina a presidente di Luca Speri (cantine Speri), che succede a Pierangelo Tommasi (Tommasi Family Estates). | |
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| | | La Valpolicella, con i suoi grandi vini rossi, Amarone in testa, che muovono un giro d’affari stimabile in 600 milioni di euro, i suoi paesaggi disegnati da ville storiche bellissime e marogne, i tipici muretti a secco che sorreggono i vigneti terrazzati (per 8.614 ettari ormai stabilizzati di vigneti, e 57,5 milioni di bottiglie di Amarone, Recioto, Valpolicella e Ripasso imbottigliate nel 2025, -3% sul 2024”), e la bellezza di Verona, è uno dei territori italiani più preziosi del vino. Eppure, come tutti i territori, non può cullarsi sui risultati raggiunti fino ad oggi. “La congiuntura internazionale richiede oggi una responsabilità ancora maggiore. Il nostro compito non è inseguire i volumi, ma preservare il valore della denominazione. Siamo impegnati a governare con equilibrio la produzione e a investire nella promozione per rafforzare la competitività delle imprese”. A dirlo il presidente del Consorzio dei Vini della Valpolicella, Christian Marchesini, nella presentazione del “Valpolicella Annual Report” n. 6, oggi a Venezia, prologo di “Venezia Superiore” (evento che proseguirà questa sera al Teson Piccolo della Pescheria di Rialto sul Canal Grande, con la degustazione di oltre 30 etichette di Valpolicella Doc e Valpolicella Doc Superiore di 19 aziende del territorio, servite fredde, ad una temperatura di 6/8 gradi, ndr). | |
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| | | “Carlin non avrebbe voluto che tenessimo il lutto: Slow Food è viva ed è pronta a raccogliere la sua eredità”. Così la presidente Slow Food Italia, Barbara Nappini, ha lanciato “Terra Madre Salone del Gusto” a Torino (24-27 settembre) nei 40 anni della Chiocciola e nel ricordo del suo fondatore Carlo Petrini - al quale il Piemonte e la città hanno detto, ancora una volta, “grazie” - con grandi personalità come gli attivisti Satish Kumar ed Alice Waters, l’economista Raj Patel, lo storico Massimo Montanari e l’attore Moni Ovadia ed il claim “Biodiversity - Be Diversity”. | |
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| | Dal 2008 l’Italia ha perso il 35,8% delle nascite, nel 2050 un italiano su 3 sarà over 65 e 4 famiglie su 10 saranno unipersonali. La denatalità trasforma acquisti, bisogni alimentari e modelli di consumo: tramonta il carrello famiglia e crescono monoporzioni, piatti pronti, functional food e referenze per benessere. Il consumatore “silver” e i nuclei unipersonali diventano così i nuovi protagonisti degli scaffali. Non solo: la denatalità riduce la forza lavoro disponibile, alimenta la fuga di cervelli e rischia di spopolare i territori dove l’industria alimentare è più radicata. Per decenni il carrello della spesa è stato modellato sulla famiglia tradizionale, con grandi formati e acquisti settimanale, oggi ci sono famiglie più piccole, più anziane e più sole. Lo ha reso noto Unione Italiana Food, all’assemblea annuale “Rinascere in Italia: soluzioni oggi per la società e i consumi del domani”. | |
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| | | A WineNews, Matteo Zoppas, presidente Ita - Italian Trade Agency: “dobbiamo recuperare in Usa, con azioni mirate, come Vinitaly.Usa, di scena a New York in ottobre, e compensare lavorando su altri mercati, anche grazie alle risorse aggiuntive che il Governo ci ha dato. La fase è difficile, e proprio per questo dobbiamo aumentare la promozione. Sul 2026 difficile fare previsioni: i dazi ed il cambio euro dollaro, al di là degli Usa, hanno cambiato lo scenario in tanti Paesi. Siamo cautamente ottimisti, però, grazie alla resilienza dei produttori italiani, e all’attenzione delle istituzioni”. | |
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