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N. 4.588 - ore 17:00 - Mercoledì 21 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Nel 1881 il grande compositore Richard Wagner, arrivò in Sicilia dove, ospite dei Tasca, la storica famiglia tra le artefici del “rinascimento” del vino siciliano con la griffe Tasca d’Almerita, a Villa Tasca a Palermo, terminò il capolavoro del “Parsifal”, e compose anche la sua ultima melodia, “Tempo di Porazzi” donando lo spartito alla Contessa Tasca d’Almerita. Oggi, dopo 140 anni, i musicisti Boris Steffen e Gregor Schönborn lo hanno reinterpretato per “The Wagner Gift”, un cortometraggio con una nuova composizione ed una performance alla Tenuta Regaleali, per accompagnare il “Lucio Pensiero”, il nuovo vino rosso Terre Siciliane Igt 2022 dedicato a Lucio Tasca. | |
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| | Piccoli, legatissimi al territorio, di cui sono presidio sia ambientale, soprattutto in zone collinari e montane, che sociale e lavorativo, con quote di lavoro stabile, femminile e giovanile sopra la media nazionale. Molto focalizzati, con i loro vini, sul rapporto diretto con i consumatori, anche attraverso la vendita diretta in cantina, che cresce e per molti vale quasi il 20% del totale, ma molto focalizzati anche sul canale horeca (che vale la metà del business). E sempre più propensi all’export, sul quale, però, guardando in particolar modo alla vendita diretta “oltreconfine” persistono difficoltà burocratiche - che si potrebbero risolvere con una sorta di “sportello unico” per la gestione delle accise - che su questo tipo di imprese vitivinicole pesano di più, così come sono più impattanti l’aumento dei costi di produzione ed il calo generale dei consumi di vino. È il ritratto (il dettaglio in approfondimento) dei produttori della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti - Fivi tracciato da Nomisma Wine Monitor, con Denis Pantini, oggi a Roma, anche in vista di uno degli appuntamenti più importanti della Fivi, guidata da Rita Babini, ovvero il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, di scena a BolognaFiere tra un mese esatto, dal 21 al 23 novembre. Guardando ai dati dello studio di Nomisma Wine Monitor, intanto, emerge che le aziende associate Fivi (oltre 1.800, diffuse in tutta Italia) rappresentano un modello vitivinicolo fortemente legato alla piccola scala, all’artigianalità e al territorio, con una struttura produttiva mediamente contenuta: l’80% delle aziende realizza un fatturato sotto i 500.000 euro, vende in media poco meno di 40.000 bottiglie ogni anno, e la superficie vitata media è pari a 10,5 ettari. Il forte legame e presidio del territorio emerge anche dalla localizzazione dei vigneti: l’85% è situato in collina e montagna, contro il 60% della media italiana. Il modello produttivo presenta una maggiore presenza di lavoro stabile, femminile e giovane rispetto alla media dell’agricoltura italiana: 32% degli addetti è a tempo indeterminato, 38% donne e 34% under 30, contro rispettivamente 10%, 26% e 20% nell’agricoltura italiana. 9 cantine su 10 fanno vendita diretta, che vale, in media, il 20% del fatturato. | |
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| | La diffusione di cibi ultraformulati in Europa che incidono sulla salute dei consumatori e sul reddito degli agricoltori e per i quali il segretario generale Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha annunciato “una class action contro l’Ue”, ma anche l’educazione alimentare da coltivare nei ragazzi fin dall’infanzia, fino all’importanza della trasparenza in etichetta dei prodotti alimentari italiani al 100% e l’attualità più stretta con le guerre attualmente in corso che incidono anche sulla tavola. Ecco i temi più importanti discussi a Palazzo Rospigliosi, a Roma, nel “Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione”, edizione n. 24, organizzato da Coldiretti, con The European House - Ambrosetti, con tanti, tra politici, medici, addetti ai lavori, ma non solo, che si sono susseguiti con i loro interventi. | |
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| | | Il 79% degli intervistati statunitensi riconosce nel Belpaese una destinazione capace di offrire esperienze enogastronomiche autentiche e il 47% considera desiderabile un viaggio nel nostro Paese con almeno un’esperienza enoturistica nei prossimi 24 mesi. Si impongono le regioni, in primis Sicilia (82%) e Toscana (81%), seguite dal Piemonte (56%), dove il vino è porta di accesso al territorio, alla cultura, al paesaggio e alle identità locali, mentre il rischio da evitare è considerare l’esperienza in cantina come se fosse fine a sé stessa. A dirlo è il report “Il mercato Usa e l’enoturismo”, realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (Aite), presieduta da Roberta Garibaldi, docente all’Università di Bergamo e tra le più importanti esperte del settore, per Vinitaly Tourism e per Vinitaly.Usa 2026, di scena il 26 e il 27 ottobre, a New York, evento che mette insieme il sistema del vino italiano con Veronafiere e Ice Agenzia. Il report conferma il forte potere attrattivo dell’Italia e analizza comportamenti, aspettative e propensione al viaggio del mercato statunitense nei confronti delle esperienze legate al vino in Italia. Con l’enoturismo che è ormai una componente consolidata delle esperienze di viaggio dei turisti Usa: il 60% ha partecipato almeno una volta, negli ultimi 3 anni, a un’attività legata al vino. | |
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| | | Un progetto eno-solidale che grazie ad un grande vino del territorio sostiene ogni anno una realtà impegnata nel sociale: è “Alba Vitæ”, con cui Ais-Associazione Italiana Sommelier Veneto rinnova il suo impegno nella charity, con l’Amarone della Valpolicella Classico Docg Sant’Urbano 2020 di Speri Viticoltori, uno degli storici e più importanti marchi del rosso veneto. Le magnum in vendita in limited edition per il progetto (sul sito Ais Veneto, al prezzo di 80 euro), sosterranno le attività di AGbD - Associazione Sindrome di Down. | |
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| | “Ricordo il mio primo Amarone. Dovevo avere circa 28 anni, ero un giovane medico interno esausto dopo un turno di guardia. Un amico me ne versò un bicchiere e mi disse: “assaggia, e non parlare per 30 secondi”. Trenta secondi. In un reparto di oncologia, 30 secondi di silenzio sono un lusso! E in quel bicchiere ho capito cosa fosse la pazienza” e “da allora, il vino mi accompagna”, come “nei momenti felici, per festeggiare una remissione”, e questa “cultura italiana ci insegna che la tavola è anche un luogo di cura”. Parole dell’oncologo francese David Khayat che con l’imprenditore Luigi Carlon, lo scienziato Nello Cristianini, Adele Re Rebaudengo della Venice Gardens Foundation e Thibaut Bruttin di Reporters Sans Frontières, vincitori del “Premio Masi” 2026 della Fondazione Masi, nei giorni scorsi, hanno firmato la storica botte di Amarone nelle cantine Masi in Valpolicella. | |
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| | | A WineNews, dal Forum Coldiretti, il presidente Ettore Prandini. “Abbiamo tante sfide davanti e non dobbiamo trascurare anche quello che stanno facendo altri fuori dall’Italia e dall’Europa. Il divario nella distribuzione del valore nella filiera agroalimentare? Serve un’analisi seria e investimenti in infrastrutture, ma agli agricoltori deve essere riconosciuto un valore maggiore. Sarà un autunno di confronto con le istituzioni. Il vino demonizzato? Un errore, è sostituito da bevande peggiori guardando alla qualità della vita. Il tema è il consumo corretto”.
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