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N. 4.578 - ore 17:00 - Mercoledì 7 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il Gruppo Terra Moretti, della famiglia Moretti, proprietario di Bellavista e Contadi Castaldi, tra i top brand di Franciacorta (ma anche di Petra, a Suvereto, in Toscana, e Sella & Mosca, in Sardegna), smentisce che la stessa Contadi Castaldi sia in vendita, come, invece, annunciato da un articolo pubblicato dal quotidiano economico-finanziario “Il Sole 24 Ore” (sabato 3 ottobre, a firma di Giorgio Dell’Orefice), per il quale in Contadi Castaldi sarebbe stato pronto ad entrare il Gruppo Argea (del fondo Clessidra). Cedibile, invece, ma solo in caso di un’offerta importante, il resort di lusso L’Andana, nella Maremma Toscana, a Castiglione della Pescaia. | |
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| | Il mercato del vino cambia, e aspettare che torni quello di prima rischia di essere una strategia senza futuro. Il calo dei consumi, la distanza delle nuove generazioni e la pressione sui costi impongono alle imprese di ripensare produzione, distribuzione e comunicazione. Con decisioni anche drastiche, ma che vanno ben ponderate. E con la consapevolezza che, in ogni caso, il mercato del vino ed il suo modo di consumarlo, non torneranno ad essere quelli del passato, più o meno recente. È il filo che unisce le riflessioni dei vertici di tre realtà diversissime tra loro, ovvero la grande cooperativa, la “boutique winery” indissolubilmente legata ad un solo territorio, e la cantina privata più strutturata, con filiera verticale, tenute in più territori e attività diversificate dalla produzione di vino, compresa la distribuzione. Ovvero Enrico Zanoni, direttore generale Cavit, colosso trentino che, con 5.250 viticoltori, gestisce oltre 6.000 ettari di filari, il 60% del vigneto regionale; Rodolfo Maralli, presidente Banfi, la cantina fondata nel 1978 a Montalcino (e inaugurata nel 1984) dai fratelli italo-americani John e Harry Mariani con la regia di Ezio Rivella (e ancora oggi di proprietà della famiglia Mariani, rappresentata da Cristina Mariani), con oltre 2.800 ettari di terra di proprietà, di cui oltre 1.000 a vigneto, soprattutto a Montalcino, ma anche a Bolgheri, in Chianti Classico, in Maremma Toscana e in Piemonte, nel territorio dell’Alta Langa, e che, negli Anni Novanta del Novecento, ha dato il vero slancio commerciale al Brunello di Montalcino, “inventato” nell’Ottocento dalla terza azienda in questione, ovvero Biondi Santi - Tenuta Greppo, fino al 2016 della famiglia Biondi Santi e poi del Gruppo Epi, che allora ne ha acquisito prima la maggioranza, e poi il totale controllo, sotto la guida dell’ad, Giampiero Bertolini. Che si sono confrontati a Trento, nel “Festival Trentodoc”, con la regia del “Corriere della Sera”, in uno dei “wine talks” curati dal vice direttore del quotidiano, Luciano Ferraro (i loro interventi in approfondimento). Tre realtà differenti per dimensioni, struttura e posizionamento, accomunate da una convinzione: la forza della tradizione deve accompagnarsi alla capacità di scegliere, pianificare e leggere il mercato. | |
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| | Il calo globale dei consumi di vino è sotto gli occhi di tutti e, a fare la conta dei Paesi che bevono di meno, sono i numeri dell’Oiv-Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino approfonditi dall’Aawe: tra il 2024 e il 2025, nel mondo sono stati consumati 569,5 milioni di litri di vino in meno (-2,7%) ed il crollo maggiore riguarda l’Italia, che ha fatto registrare -210,5 milioni di litri di vino consumati (-9,4%). Non va meglio in Usa, miglior mercato di sbocco per il vino tricolore (-4,2%), e neanche in Germania, mercato leader a livello europeo (-4,3%). Ci sono, però, dei segnali da leggere con fiducia. Per esempio, i numeri positivi del Brasile, +130,1 milioni di litri (+41,9%), che è una delle grandi speranze, in ottica futura, per il vino italiano e mercato emergente principalmente attenzionato tra quelli firmatari dell’accordo del Mercosur. | |
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| | | Non dicono tutto, gli imbottigliamenti dei vini, ma dicono molto, soprattutto quelli dei vini a denominazione di origine o ad Indicazione geografica, di come stia andando il mercato del vino. E pur in un contesto che resta di grande difficoltà, soprattutto per i vini rossi, come ormai accade da tempo, qualche segnale positivo arriva, in particolare da vini bianchi e spumanti a denominazione. Almeno secondo la Business Intelligence di Valoritalia, il più importante ente di certificazione del vino italiano (e non solo), presieduto da Francesco Liantonio e diretto da Giuseppe Liberatore, che con 219 denominazioni certificate copre il 56% del vino Dop e Igp del Belpaese. Dai dati aggiornati al 30 settembre relativi alle denominazioni e alle produzioni sottoposte a certificazione di Valoritalia, infatti, emerge che nel terzo trimestre 2026 si arresta la flessione degli imbottigliamenti (-0,3% sullo stesso periodo 2025), e si riduce al -3% il calo dei primi 9 mesi, per un totale di 9,86 milioni di ettolitri (in calo del 4,2% sulla media del triennio 2023-2025). Ma con delle differenze: nei 9 mesi sono sostanzialmente in parità i vini Doc (-0,5%) e Docg (-0,2%) rispetto al 2025, mentre resta ampiamente negativa la situazione per gli Igt (-13%). Bene i bianchi fermi (+1,8% tra gennaio e settembre) e gli spumanti (+1,3%), male i rossi (-8,8%). | |
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| | | Il bar in Italia si è trasformato da semplice esercizio commerciale a componente dell’esperienza di viaggio, attraverso l’accoglienza, la proposta gastronomica e il rapporto con il territorio, ed a cambiare, anche e soprattutto, è stato il rito dell’aperitivo. Per la media degli italiani, poi, il prezzo è una leva rilevante, con la spesa abituale che è di 15,7 euro in media a persona. A dirlo è “Bar e turismo” 2026, ricerca a cura di Roberta Garibaldi, per “The World’s 50 Best Bars” di scena, oggi, a Milano, la città “regina” dell’aperitivo. | |
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| | L’eccellenza nel calice, lo sguardo rivolto al futuro di un settore in profondo cambiamento. Sono gli atout del Merano WineFestival n. 35, di scena al Kurhaus di Merano dal 6 al 10 novembre, presentato a Roma in una location di alta rappresentanza istituzionale, la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, con il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio a fare gli onori di casa, il fondatore di “Merano WineFestival”,“The WineHunter” Helmuth Köcher e, tra gli altri, il presidente dell’Agenzia Ice Matteo Zoppas. Una kermesse storica (della quale WineNews sarà media partner) che vivrà cinque giornate di festival, tra degustazioni, scienza e cultura, e lancerà, tra le altre cose, il Merano Wine Observatory, per “capire come verrà prodotto, venduto, consumato e percepito il vino tra 5, 10 o 20 anni”. | |
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| | | A WineNews mister Gian Piero Gasperini, che si scopre co-produttore di vino (con il figlio Davide, a Cascina Gilli, in Piemonte), con “343” Freisa d'Asti Doc Vigna del Forno 2025, prodotta in soli 600 esemplari (e che sosterrà gli studi sulla Freisa della Fondazione Giovanni Dalmasso). “Fare vino è un modo per riavvicinarsi alla natura. Mezzo bicchiere a pasto per gli atleti professionisti? Ci può stare, ormai è riconosciuto da tutti i nutrizionisti. In ogni caso, io non me lo faccio mancare”. | |
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