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WineNews
N. 4.473 - ore 17:00 - Martedì 12 Maggio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Riflettori su “Sicilia en Primeur” a Palermo
La Sicilia del vino, vero e proprio “continente” enoico, si racconta nel suo evento più importante: “Sicilia en Primeur” 2026, l’anteprima dei vini siciliani firmata Assovini Sicilia, che, con la sua formula itinerante, da oggi al 15 maggio, è a Palermo con l’edizione n. 22, oltre 100 media internazionali, 56 aziende e più di 1.000 vini in degustazione, in luoghi meno noti, ma identitari, dall’Oratorio dei Bianchi al Real Albergo delle Povere, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo e Palazzo Sant’Elia. “Abbiamo scelto Palermo - ha detto Mariangela Cambria, presidente Assovini - perché rappresenta la stratificazione di storia, culture e visioni che rende unica la nostra terra”.
Approfondimento su WineNews.it
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Primo Piano
Cresce l’enoturismo in Sicilia: nel 2025 il 61,4% delle cantine ha avuto più visitatori
Nel 2025 il 61,4% delle cantine siciliane ha avuto più visitatori e il 74,7% in prevalenza stranieri, Europa e Usa in testa, con l’enoturismo che rappresenta una componente economica concreta e in crescita: per il 58,3% di aziende pesa per il 10% del fatturato complessivo - esclusa la vendita diretta - e visite guidate e degustazioni si confermano leve commerciali sempre più importanti. Ma non è l’unico asset di investimento: tra i principali punti di forza del vino siciliano c’è, da sempre, anche la sostenibilità, con l’86,7% di cantine che oggi produce energia da fonti rinnovabili ed il 56,2% che copre almeno il 40% del fabbisogno energetico. Un sistema produttivo ed enoturistico, insomma, non solo solido, ma internazionale, che può contare su una sostenibilità ambientale concreta, e nel quale c’è domanda e c’è offerta, anche ecologica: non serve, quindi, solo attrarre, ma monetizzare e tradurre in valore, cioè in ritorno economico stabile e duraturo, il settore, con esperienze premium e fidelizzazioni (6 aziende su 10 le hanno già in progetto per il 2026). E c’è uno strumento in crescita esponenziale proprio come il turismo del vino, che può farlo rapidamente: l’Intelligenza Artificiale (utilizzata dal 30,6% di aziende), con l’aiuto della quale, ormai, si pianificano i viaggi e che permette di aumentare la spesa media fino al 30%, fidelizzando l’ospite fino al +50% e riducendo gli sprechi del 30%. Con un’unica regia: l’uomo. E qui entra in gioco la Gen Z, per la quale cos’è che dà valore? Non il prodotto in sé, ma l’esperienza. Se ne è parlato a “Taste the Island, live the story”, convegno che ha aperto, a Palermo, “Sicilia en Primeur” 2026, a partire dal nuovo Report Ceseo-Lumsa, guidato da Dario Stefàno, su 85 cantine, e con esperti, moderati dal conduttore Andrea Amadei, come Edoardo Colombo, presidente Turismi.Ai, Filippo Galanti, co-founder WineSuite, Vincenzo Russo, professore Neuromarketing, i produttori, con Alessio Planeta, ad Planeta e presidente Consorzio Doc Sicilia, Alberto Tasca, alla guida di Tasca d’Almerita e Fondazione SOStain, e istituzioni, con Matteo Zoppas, presidente Ice, e l’assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia Luca Sammartino, che ha detto come “l’enoturismo è destinato a diventare uno dei pilastri sui quali fondare la nostra economia”. E non solo in Sicilia.
Approfondimento su WineNews.it
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Se il bosco fa bene alla vigna
Se nel passato la convivenza di boschi e terre coltivate, vigneti ma non solo, era la norma, in una fase recente si è affermata la “coltura specializzata”, portando, in alcuni casi, ad una sorta di monocoltura. Ma negli ultimi anni in particolare, nel mondo del vino, si è riscoperta l’importanza della sinergia tra boschi e vigneti, come abbiamo raccontato più volte, con contributi autorevoli tra i quali, per esempio, quelli del professor Attilio Scienza, e del paesaggista Paolo Pejrone. Tema che è stato al centro delle celebrazioni dei 190 anni di Mosnel, tra le più longeve cantine di Franciacorta, guidata dalla famiglia Barzanò, nel convegno “Agroforestazione. Alla ricerca della viticoltura del domani”. Con tanti contributi (in approfondimento) che hanno ribadito i benefici del bosco per la vigna, tra biodiversità, temperature, qualità delle uve e non solo.
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Focus
Vigneti estirpati, un fondo da 20 milioni di euro per Bordeaux
Un fondo iniziale da 20 milioni di euro per ridisegnare, valorizzandoli, il futuro dei vigneti interessati dall’estirpazione e dare così nuove prospettive ai viticoltori che, nel Dipartimento della Gironda, il cui centro principale è Bordeaux, stanno attraversando una fase complicata: dal 2023 al 2025, la superficie del vigneto girondino è diminuita di 20.000 ettari con un nuovo piano di estirpazioni che è già stato annunciato. È l’iniziativa “Foncier d’avenir en Gironde”, programma pilota lanciato dal Governo francese e dal Consiglio regionale in consultazione con le organizzazioni professionali del settore agricolo, l’Agenzia per lo sviluppo del territorio della Nuova Aquitania, le Camere di commercio, le banche partner (disposte a finanziare 14 dei 20 milioni della misura, ndr) e le autorità locali, che mira ad affrontare le sfide attuali del settore, promuovendo anche lo sviluppo di progetti individuali e collettivi di diversificazione agricola, e che si inserisce in un approccio più ampio di ristrutturazione dei vigneti, contrasto all’abbandono dei terreni e sostegno alle transizioni economiche e ambientali. La logica di intervento del programma si basa sull’acquisizione o lo scambio di appezzamenti, principalmente vigneti estirpati e sull’acquisizione di scorte di vino annesse agli appezzamenti e destinate alla distillazione.
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Cronaca
Ristorazione e lavoro, il paradosso italiano
Crescono gli stipendi, ma calano i lavoratori: è il paradosso che attraversa oggi la ristorazione italiana, un settore che, in vista della “Giornata della Ristorazione” (il 16 maggio), mostra segnali di dinamismo, ma anche profonde criticità strutturali. Secondo i dati più recenti, tra il primo trimestre 2025 e lo stesso periodo 2026 i salari medi netti di cuochi e camerieri (1.731 euro mensili su 12 mensilità) sono aumentati del +3%, un punto in più di quanto previsto dal contratto nazionale di settore. A dirlo i dati dell’Osservatorio Restworld.
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Wine & Food
Stretto di Hormuz e difficoltà dell’agroalimentare italiano: salgono i costi e le incertezze
Gli scenari internazionali mettono in difficoltà l’agricoltura italiana. L’ultima “tegola” arriva dalla chiusura dello Stretto di Hormuz dove l’agroalimentare è il comparto che più degli altri sta avendo ostacoli maggiori per una riduzione massiccia dei transiti di materie prime fondamentali dal Golfo Persico alla quale si unisce un aumento dei costi energetici e fertilizzanti. Tema al centro di  “The New Food Order: Geopolitical Shock and European Agrifood Resilience”, promosso da Federalimentare con FoodDrinkEurope a Tuttofood 2026 a Milano con gli interventi (in approfondimento) di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Ue; Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura; Maurizio Martina, vicedirettore Fao; Dirk Jacobs, dg FoodDrinkEurope; Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura, e Paolo Mascarino, presidente Federalimentare.
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WineNews.tv
Come l’Intelligenza Artificiale influenza (anche) l’enoturismo: “ci conosce e lo farà sempre più”
A WineNews, Edoardo Colombo, presidente Turismi.Ai: “assistiamo ad un grande cambiamento nei comportamenti di chi sceglie il viaggio, come lo sceglie e come andrà, poi, a prenotarlo, anche in ambito enoturistico. Oggi, l'Intelligenza Artificiale fornisce risposte univoche, suggerendoci le più adatte alle nostre abitudini. Ci conosce bene e lo farà sempre meglio”. Per chi lavora nel settore vino, l’Ai potrà sostituirci “in tante funzioni ricorsive”, permettendoci di investire più tempo nella conoscenza del turista e per dedicarci “meglio alle attività ed esperienze più efficaci”.
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