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N. 4.471 - ore 17:00 - Venerdì 8 Maggio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Il binomio vino & musica riscuote l’interesse anche della scienza, secondo la quale ascoltare musica dal vivo mentre si degusta vino, lo rende più piacevole, anche se la melodia è triste o nostalgica. A dirlo, è uno studio dell’Università di Pisa e dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, che ha analizzato il comportamento di decine di partecipanti ad eventi pubblici di degustazione con musica dal vivo. Il 70% giudica il vino migliore con qualsiasi musica, un risultato trasversale rispetto ad età, genere e livello di conoscenza in fatto di vino e musica, anche se, in termini quantitativi, l’effetto è solo un po’ più marcato con la musica energica. | |
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| | C’è un lato oscuro della crisi che sta colpendo il settore del vino, di cui si parla poco, ma che potrebbe avere sul futuro del settore un effetto ancor più devastante delle difficoltà di mercato: l’abbandono dei vigneti (a prescindere dal dibattito che inizia a farsi largo, tra filiera ed istituzioni, sul tema di eventuali piani di estirpazione o meno, ndr), legato anche al passaggio generazionale, spesso spinto dal calo della redditività. Una “fuga disordinata” dai vigneti che rischia di colpire proprio le aree più difficili (come quelle della “viticoltura eroica”), e di “desertificare” alcune zone, disgregando le comunità rurali che si sono create e rafforzate attorno al vino. E il primo baluardo in questa battaglia è la cooperazione, un segmento del vino italiano che pesa per oltre il 55% della produzione totale che, dopo aver dato per decenni voce a migliaia di viticoltori italiani portandoli sul mercato, oggi si trova ad essere un fondamentale presidio socio-produttivo di salvaguardia della viticoltura, soprattutto quella storica - fragile, nascosta e affidata a mani esperte, ma ormai anziane - che rischia di essere spazzata via dalla crisi. “Il fenomeno dell’abbandono dei vigneti e dello spopolamento delle campagne rappresenta una delle sfide più delicate per il futuro del settore vitivinicolo - ha dichiarato, a WineNews, Luca Rigotti, presidente Settore Vitivinicolo di Confcooperative e del Gruppo Vino del Copa-Cogeca - se si interrompe la catena intergenerazionale che per decenni ha garantito la continuità della viticoltura, il rischio non è soltanto una riduzione della produzione, ma la perdita di un patrimonio economico, ambientale e culturale difficilmente recuperabile”. Ma il settore si muove con tante iniziative come quelle (che vi raccontiamo in approfondimento), tra le altre, di realtà come Cantina Rauscedo in Friuli, Cantina Valpolicella Negrar in Valpolicella, Cantina Produttori di Valdobbiadene, nel territorio del Prosecco Docg, Cantina Sociale Tudernum, in Umbria, Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, nel territorio maremmano, e ancora cantina di Vinchio Vaglio, in Piemonte, e La Crotta di Vegneron, in Valle d’Aosta. Storie, tra le tante possibili, che arrivano da un mondo della cooperazione virtuosa del vino, che cerca di riprogettare il suo futuro. | |
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| | Ancora un colpo di scena sui “dazi Usa”: dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti, lo scorso febbraio, ha dichiarato illegittimi i dazi introdotti dal Presidente Donald Trump basati sull’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) per i quali ora sono in corso, tra mille incertezze, rimborsi per un totale stimato di 160 miliardi di dollari, ieri, un collegio di giudici federali (con 2 voti a 1) ha stabilito che non sono legali neanche i “dazi universali” al 10% imposti da Trump. Notizia arrivata insieme a quella dell’ultimatum lanciato dallo stesso Trump alla Commissione Ue sul rispetto (entro il 4 luglio 2026) degli a accordi tra Usa e Ue stipulati a Turnberry, in Scozia, nel luglio 2025. “Minacce e bocciature generano incertezza. Per le imprese è un danno che si aggiunge al danno”, ha sottolineanto Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini – Uiv (in approfondimento). | |
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| | | Prende forza, con il traino soprattutto di Italia e Champagne, il recupero del mercato secondario dei fine wines monitorato dal Liv-Ex, che, dopo i primi 4 mesi 2026, vede tutti gli indici principali in positivo. Il Liv-Ex 100 - indice di riferimento della piattaforma, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 di Frescobaldi, il Sassicaia 2016, 2021 e 2022 della Tenuta San Guido, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 di Marchesi Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse - porta la crescita da inizio anno a +0,6%. Una crescita di cui sono protagoniste diverse etichette italiane: la più performante in assoluto è il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, con una rivalutazione del +16,7% nel 2026, accompagnato, in “top 10”, dal Barolo 2019 di Barolo Mascarello (+11,8%), dal Masseto 2022 di Frescobaldi (+9,5%) e dal 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse (+8,8%). Nel Liv-Ex 1000 (+0,2%), spicca l’Italy 100 (+1,4%), guidato dal Barolo Monfortino Riserva 2005 di Giacomo Conterno a guidare la crescita, con un +34,2% in 4 mesi. | |
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| | | La Sicilia del vino si racconta al mondo a “Sicilia en Primeur”, l’annuale anteprima itinerante dei vini siciliani con Assovini Sicilia a Palermo (11-15 maggio). Tra vino, cucina e glamour, in Costa Smeralda c’è il “Porto Cervo Wine & Food Festival” firmato Hotel Cala di Volpe e Cervo Hotel (con madrina Daniela Ferolla, fino al 10 maggio)). Ma nell’agenda WineNews, si va da “Tuttofood” a Milano al “Food & Science Festival” a Mantova, da “Nizza è Barbera” a Nizza Monferrato a “100vini” di Meregalli a Tenuta Fertuna, da “Alta Langa Roma” a “Gusto Nobile Basilicata”.
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| | “Il vino è la parte intellettuale del pasto, la carne e i legumi sono solo la parte materiale”. Parole del gastronomo francese vissuto tra Settecento ed Ottocento Jean Anthelme Brillat-Savarin su un tema attualissimo, come il ruolo del vino a tavola e come “bevanda culturale”. Il cui futuro, soprattutto se si guarda al vino italiano, è legatissimo alla cucina italiana di qualità. È una delle riflessioni di Carlo Cambi, firma storica e tra le più brillanti del giornalismo italiano (oggi del quotidiano “La Verità” e del settimanale “Panorama”), che torna in libreria con “Genius coci. I cuochi custodi dell’artigianato gastronomico. Tradizione e innovazione nel segno del valore artigiano” (edito da I Quaderni della Fondazione Germozzi; in approfondimento l’introduzione che riceviamo e volentieri pubblichiamo su WineNews). | |
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| | | Da Pasqua a Zenato, da Planeta ad Antinori, ai curatori di “MetodoContemporaneo”, che ha mappato oltre 60 cantine, da Ca’ del Bosco a Ceretto, da Frescobaldi a Donnafugata, da Castello di Ama al Carapace - Tenute Lunelli, da Feudi di San Gregorio a Fontanafredda, da Lungarotti a Tenuta di Argiano, da Masciarelli a Bosca, da Villa Sandi a La Raia, da Farina Wines a Fasol Menin, e non solo, lo stato, è il caso di dirlo, “dell’arte”, di un fenomeno virtuoso e in forte crescita, che impreziosisce il vino italiano. | |
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