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N. 4.577 - ore 17:00 - Martedì 6 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Gaja, una delle aziende più famose, belle e prestigiose d’Italia e una delle griffe mondiali del vino italiano, smentisce le indiscrezioni circolate su una presunta vendita delle cantine e di Gaja Distribuzione ad un gruppo internazionale. “La notizia è falsa: è una bufala da Bar Sport. Non è mai esistita trattativa con aspiranti acquirenti. Proposte sì e molte, mai avviato trattative. Gaja non ha un prezzo perché non è in vendita”. La famiglia ribadisce “la volontà di proseguire nel percorso di continuità generazionale”. | |
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| | Prende forza il ritorno alla crescita del mercato dei fine wines, con l’Italia (e le Langhe in particolare) sempre più protagonista (insieme allo Champagne). Un segnale che arriva dalla nicchia di pochissimi vini di grande blasone a livello mondiale, ma le cui performance danno un po’ di fiducia e fanno da contraltare ad un mercato enoico che, in generale, è ancora in frenata. Emerge dall’analisi WineNews dell’andamento degli indici del Liv-Ex, la piattaforma di riferimento del mercato secondario. Da gennaio a settembre, il Liv-Ex 100, mette a segno un consistente +2,1%, che diventa +4,4% nei 12 mesi. Con l’Italia che vede 4 etichette tra le 10 più performanti in assoluto dell’indice, a partire dalla n. 1, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, che cresce del 31,7% da inizio anno, in compagnia del Barolo Monfortino Riserva 2019 di Conterno, a +19,4%, del 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse a +18,7%, e del Solaia 2021 di Antinori, a +14,1%. E con Monfortino e Giacosa che sono anche nella “top 10” delle performance del Liv-Ex 1000, il più ampio degli indici del Liv-Ex, che cresce del +1,3% nel 2026 e del +2,2% nei 12 mesi. In gran parte grazie allo Champagne 50 (+4,1% nel 2026 e +4,6% nei 12 mesi), e all’Italy 100, a +3,5% nei primi 9 mesi 2026, e a +4,9% nell’arco di un anno (periodo in cui è il migliore indice in assoluto). Un risultato importante per l’indice tricolore, ora formato da diverse annate (in approfondimento) dei Barolo di Bartolo Mascarello, di Bruno Giacosa, e del Monfortino di Giacomo Conterno, del Barbaresco di Gaja, dei più celebri Super Tuscan, dal Sassicaia della Tenuta San Guido al Solaia ed al Tignanello di Marchesi Antinori, all’Ornellaia e al Masseto di Frescobaldi, e del 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse. Con una “top 10” di categoria che vede al vertice le Langhe, perchè oltre al già citato “primatista” del Liv-Ex 100 firmato Giacosa, sul podio ci sono anche il Barolo Monfortino Riserva, annata 2005, a +30,4%, ed il Barbaresco 2015 di Gaja, che rivaluta del 22,5% da inizio anno. Ma la crescita è generale e vale per tutti gli indici più importanti (con il Bordeaux 500 che recupera fino al -0,2% nel 2026, e +0,4% nei 12 mesi). | |
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| | Figura che ha unito la professione di medico, il più alto in grado della Corte dei Medici, alla passione di letterato, in un’epoca in cui la viticoltura ed il vino avevano già un ruolo importante in agricoltura e nella società, come testimonia la sua bellissima opera-elogio, il “Bacco in Toscana”, e come racconteranno lo storico Zeffiro Ciuffoletti, gli studiosi Lorella Mangani, Francesco Barreca, Carla Benocci, Gabriele Bucchi, la storica dell’arte Maria Rachele Romeo, la dottoressa Maria Conforti, l’archeologo Andrea Zifferero, lo scrittore Raffaele Giannetti, il produttore Luca Corradi e il direttore WineNews, Alessandro Regoli, a Francesco Redi, il Consorzio del Vino Nobile ed il Comune di Montepulciano, che “d’ogni vino è il re”, dedicano una giornata di studi nei 400 anni dalla nascita, il 9 ottobre nel Palazzo Comunale della rinascimentale città del Poliziano. | |
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| | | A livello macroeconomico, il settore agricolo italiano conta oltre 400.000 aziende condotte da donne (un terzo del totale). Nel solo comparto vitivinicolo, oltre il 28% delle aziende è a guida femminile. E questo ha un impatto importante a livello organizzativo: oltre il 60% delle imprenditrici dichiara la presenza di una delega strutturata in azienda e circa il 55% riporta una pianificazione formale del passaggio generazionale. Fortissimo è l’orientamento al lungo periodo: più dell’80% adotta una visione strategica pluriennale, mentre oltre il 75% attribuisce una priorità elevata alla sostenibilità ambientale e il 70% alla valorizzazione territoriale. La capacità competitiva si lega a doppio filo alla gestione delle risorse umane: il 78% delle intervistate considera la retention dei talenti una priorità strategica, oltre il 70% investe attivamente nella formazione interna e più del 65% ritiene il clima organizzativo un fattore critico di competitività. È lo scenario delineato dalla ricerca “Il ruolo della leadership femminile nelle aziende vinicole italiane”, realizzata da Gabriella Iacono e Pierpaolo Penco del Leadership Lab della Mib Trieste School of Management, presentata nei giorni scorsi, e basata su un campione di 152 professioniste delle Donne del Vino. | |
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| | | È un circolo virtuoso: le bollicine crescono, e cresce il “fenomeno” Prosecco, locomotiva del vino italiano ed il cui consumo fondato sulla “leggerezza” è quello che piace di più agli appassionati, soprattutto giovani, spingendo i consumi verso tipologie come le bollicine. Ma per il Prosecco una decisa virata c’è stata anche nella promozione, grazie alle partnership del Consorzio, dalle Olimpiadi al MotoGp, dal tennis al volley, solo nello sport, tra cui la vela, che lo vedrà salpare a bordo di Shockwave3 e fare rotta sulla Barcolana 58 a Trieste (11 ottobre). | |
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| | Come può il vino contribuire a costruire una destinazione? Le istituzioni iniziano a fotografarlo come una leva di sviluppo dei territori: nel 2026 sono 18 milioni gli italiani coinvolti in esperienze legate al vino, e per la prima volta, la visita ad una cantina, per il 27% degli enoturisti, supera l’acquisto di vino a prezzi vantaggiosi (25%). Nei giorni scorsi il Ministero dell’Agricoltura ha annunciato la firma del decreto sulla promozione del turismo enologico, con l’obiettivo di sostenere iniziative capaci di accrescere la conoscenza dei vigneti italiani. Le tendenze, le nuove esigenze dei viaggiatori, l’accoglienza e la capacità di fare rete sono stati i temi del convegno “In Collina” by La Collina dei Ciliegi - realtà enologica in Valpantena, guidata da Massimo Gianolli - che, nei giorni scorsi, ha visto tra i protagonisti istituzioni, imprese, consorzi e operatori del turismo. | |
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| | | Il giornalista, scrittore, politico e regista cinematografico a WineNews: “cibo e vino sono elementi fondamentali che in Italia hanno sempre incarnato una doppia dimensione, sia di tipo economico-industriale che sociale. Quindi, è chiaro che raccontare la storia italiana attraverso l’evoluzione della sua enogastronomia è possibile. Una scena cult nel cinema? C’è Totò che mangia gli spaghetti in Miseria e Nobiltà. Ma in generale anche il vino è ampiamente presente sul grande schermo. Ed è giusto che ci sia, sempre di più”. | |
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