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N. 4.594 - ore 17:00 - Giovedì 29 Ottobre 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Una collezione di bottiglie di vino di tutto rispetto, custodite per una vita e vendute all’asta per 6,4 milioni di dollari, il 151% in più rispetto alla stima iniziale. Succede ad Hong Kong, dove l’ex Segretario delle Finanze, Henry Tang, ha deciso di alleggerire la propria cantina nella maniera più redditizia possibile. Nel farlo si è appoggiato alla case d’aste Christie’s, che ha battuto l’incanto “The Cellar of the Hon. Henry Tang”: tutti i lotti sono stati venduti e tra Champagne, vini di Bordeaux, Borgogna e Valle del Rodano, l’80% ha superato le rispettive stime d’aggiudicazione. Il top lot è stato una magnum di Romanée-Conti 1971 (111.500 dollari). | |
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| | Il vino fattura 1,14 miliardi di euro e il cibo 187 milioni per un totale di 1,32 miliardi di euro. Tanto vale la Dop Economy della Toscana, in un comparto agroalimentare da 5,5 miliardi di euro, forte del primato italiano di 90 prodotti a denominazione protetta, di cui 32 nel comparto food, 58 denominazioni vitivinicole e 2 bevande spiritose. Il settore delle Ig regionali si conferma una leva decisiva di valore per oltre 16.700 operatori e pone la Toscana al terzo posto in Italia per impatto economico del vino Ig e tra le prime 10 realtà del Paese per il cibo a denominazione. Con la superficie coltivata Bio che tocca il 33,1% della Sau regionale (contro il 19,4% medio italiano) e un altro un primato virtuoso: 1 azienda agricola su 3 (il 30,4%) è guidata da donne, presenza superiore alla media nazionale (27,8%). Sono i numeri del report Ismea presentato oggi a “BuyFood Toscana” 2026, edizione n. 8 (Firenze, 28-29 ottobre), l’evento dedicato ai prodotti agroalimentari del territorio promosso da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, con il professor Pier Luigi Rossi e Licia Colò (che WineNews ha intervistato). Uno dei principali punti di forza dell’agroalimentare toscano è l’export. Con un valore di 3,6 miliardi di euro, la quota regionale delle esportazioni di vino e cibo sul totale nazionale è pari al 5% e pesa per il 4,7% del totale delle merci esportate dalla Toscana, nonostante nel 2025 il comparto abbia registrato una contrazione del -7,8%, muovendosi in controtendenza rispetto alla media dell’agroalimentare nazionale (+4,9%) e al dato dell’export toscano complessivo (+21,3%, trainato dalla manifattura). Un andamento sul quale, spiega Ismea, hanno pesato più che altrove le incertezze geopolitiche, le barriere tariffarie negli Stati Uniti (mercato da cui dipende quasi un quarto delle vendite toscane) e il fisiologico rientro dei prezzi dell’olio extravergine d’oliva dopo i rincari record del 2024 per carenza di prodotto. Gli States rappresentano infatti il primo mercato di sbocco dell’agroalimentare toscano (il 23,2% dell’export regionale e oltre l’11,2% del food&wine italiano verso il Paese), con l’olio evo italiano a trazione toscana che presidia il 36,9% delle quote d’importazione. Inoltre, con 5.859 strutture, la Toscana è saldamente la prima regione d’Italia per offerta agrituristica. | |
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| | Il decimo anniversario dall’entrata in vigore della legge contro il caporalato “è macchiato dalla scelta dell’Ue che ha cancellato dalla nuova Politica Agricola Comune la condizionalità sociale”, ovvero quel meccanismo che vincola l’erogazione dei fondi europei al rispetto delle leggi sul lavoro e della sicurezza dei braccianti. Coldiretti rifiuta categoricamente l’esclusione del vincolo dall’accordo parziale sulla riforma della Pac post 2027, discusso in questi giorni: “si tratta di un pericoloso passo indietro”. E punta il dito contro il Copa accusato di aver favorito l’esclusione, annunciando anche la propria partecipazione alla mobilitazione del 3 novembre a Bruxelles indetta dall’Effat. Interviene anche il Ministro dell’Agricoltura, Lollobrigida: “chi non rispetta i diritti dei lavoratori non deve poter ricevere un euro dallo Stato”. | |
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| | | Nel 2025 le cooperative italiane - tra cui agroalimentari, vino e pesca (con Confcooperative Agroalimentare e Pesca) rappresentano un pilastro e un motore dell’economia nazionale - hanno investito 2,2 miliardi di euro, l’8,9% in più del 2024, in efficientamento energetico, riduzione dell’impatto ambientale, digitalizzazione e formazione. Il dato, elaborato dal Centro Studi Confcooperative, racconta come le cooperative non arretrano sulla sostenibilità, mentre i prezzi dell’energia tornano a correre. “Non sono costi, ma investimenti che rafforzano la competitività delle nostre imprese che coniugano sostenibilità ambientale, sociale ed economica - ha detto il presidente Confcooperative, Maurizio Gardini - oltre il 90% delle nostre cooperative, ha scelto di puntare su risparmio energetico, materiali a basso impatto e formazione. A dimostrazione che fare impresa responsabile significa fare impresa vincente. E ne premiamo 17 che si sono particolarmente distinte”. Ma, ha aggiunto, “la burocrazia, però, rappresenta un costo ancora troppo alto: sfiora i 500 milioni di euro. Una vera zavorra. È come tirare il freno a mano, mentre si accelera verso il futuro. Per questo una cooperativa su due chiede norme più snelle. Perché investire in sostenibilità oggi significa costruire la competitività di domani”. | |
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| | | La tavola non è solo il luogo dove si mangia, ma in cui si intrecciano culture, identità, tradizioni e trasformazioni sociali. È questa la prospettiva che accomuna due mostre dedicate al rapporto tra cibo, società e cultura: “Geografie della Tavola. Design contemporaneo tra Europa e Asia”, fino all’8 novembre al Museo d’Arte Orientale di Venezia in occasione della Venice Design Week 2026, e “A Tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento”, ospitata fino al 4 aprile dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino. | |
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| | Non solo è la prima varietà per ettari e produzione nel Collio, ma tante sono anche le espressioni che questo vitigno raggiunge nella mezzaluna tra il torrente Judrio e il fiume Isonzo. Al Pinot Grigio è stato dedicato “Collio Evolution”, l’evento del Consorzio Vini Collio sulla denominazione ed i suoi vitigni (in approfondimento i migliori assaggi WineNews). Tra i quali, ha detto la direttrice Lavinia Zamaro, “nel medio e lungo periodo non mi aspetto grandi variazioni sia perché Collio è una piccola Doc senza possibilità di ampliamento, sia perché è sempre stata orientata alla qualità e non all’inseguimento delle mode, anche se non avulsa dal mercato”. E “le annate più vecchie confermano che il nostro Pinot Grigio sa evolvere molto bene nel tempo. È un messaggio importante per il mercato”, ha spiegato il presidente Luca Raccaro. | |
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| | | A WineNews, Giovanni Scapagnini, medico neuroscienziato, autore del volume “La Via del Vino” presentato, nei giorni scorsi, a Vinitaly.Usa, a New York, e Federico Veronesi, ceo Oniwines e SignorVino, e fondatore della Fondazione che lo ha promosso, per “fare chiarezza sul rapporto tra vino e salute con dati e fonti certe” e che, così, traccia il suo futuro. Un libro (nelle librerie da Gennaio 2027), che non “promuove il vino, ma riaffianca al suo consumo la moderazione ed il contesto che lo ha sempre visto far parte della Dieta Mediterranea e della nostra tavola”. | |
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