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WineNews
N. 4.484 - ore 17:00 - Mercoledì 27 Maggio 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti,
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La News
Vino al calice per metà dei consumatori
Il 57% dei consumatori, nel mondo, preferisce bere il vino al calice, soprattutto per il desiderio di provare cose nuove e diverse. A dirlo l’ultimo“Consumer Sentiment Report” di Coravin, la società che ha inventato il sistema di mescita basato su una tecnologia rivoluzionaria che consente di gustare il vino al bicchiere senza togliere il tappo. Che parla di “era del bicchiere”, con il vino al calice, uno dei simboli dei consumi che stanno cambiando, che “non è più relegato in fondo alla lista”, ma, piuttosto, sempre più un “elemento distintivo del modo in cui le persone desiderano bere. Tra varietà, moderazione e non solo (in approfondimento).
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Primo Piano
Confcooperative, fatturato a 38 miliardi di euro: vale il 20% del made in Italy agroalimentare
Oltre 2.500 cooperative del settore agricolo e alimentare, per un totale di 407.000 soci e 75.000 addetti, un fatturato che sfiora i 38 miliardi di euro, pari ad oltre il 20% del made in Italy agroalimentare (con l’aggregato cresciuto del 25% negli ultimi anni, nonostante la contrazione del numero di cooperative), un export di settore attorno agli 8 miliardi di euro, per una struttura del sistema che vede le microimprese in maggioranza, rappresentando il 56,9% del totale, davanti alle piccole imprese che coprono il 27,3%, anche se è la fascia medio-grande a trainare la creazione di valore: le cooperative di dimensione maggiore generano, infatti, oltre l’88% del fatturato e occupano più dell’80% degli addetti. Tutto questo senza dimenticare che 1 prodotto su 4 dell’agroalimentare che finisce sulle nostre tavole arriva dalla cooperazione agroalimentare italiana che produce oltre il 60% del vino italiano, il 50% dell’ortofrutta e il 70% del lattiero caseario. Sono i numeri di Confcooperative Agroalimentare e Pesca che, oggi, nell’Assemblea Nazionale a Roma, ha confermato alla presidenza Raffaele Drei, con Luca Rigotti (Mezzacorona) confermato alla presidenza del Settore Vitivinicolo, per il quadriennio 2026-2030. Numeri, quelli di Confcooperative, che sono il risultato di una strategia deliberata di consolidamento industriale, tanto che “sono rimasti intatti sia il numero di occupati che di aziende associate”. Cooperative che puntano sempre di più sulle aggregazioni. Negli ultimi 20 anni, infatti, 250 cooperative sono uscite dalla mappa per effetto di fusioni e incorporazioni. Una tendenza che la federazione considera strutturale e da incentivare. Secondo un’analisi del Centro Studi Confcooperative, il 49,8% delle cooperative indica il miglioramento della competitività come primo motivo di aggregazione. C’è poi il problema del ricambio generazionale, tanto che il 63% delle cooperative agricole e della pesca ha registrato negli ultimi 5 anni l’ingresso di soci under 40, ma in oltre la metà dei casi si tratta di subentri ereditari nell’azienda di famiglia. Il coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali rimane basso, tanto che è considerato elevato solo nel 18% delle cooperative intervistate. Eppure, sul fronte dell’innovazione, il loro contributo è valutato rilevante o molto rilevante dal 69% delle imprese.
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SMS
Assoenologi a Congresso a Conegliano
Il rapporto del vino con i giovani da riconquistare, il caldissimo tema “vino e salute”, ma anche i mercati d’Italia e del mondo, con le loro grandi sfide, senza dimenticare il macrotema del cambiamento climatico, guardando anche al futuro, tra tendenze, sostenibilità, formazione di competenze, ma anche innovazioni scientifiche sul fronte delle varietà resistenti, della riduzione della gradazione alcolica dei vini, della fertilità dei suoli, e non solo, mentre nei calici saranno protagoniste le celebri bollicine del territorio, quelle del Prosecco (nelle sue declinazioni della Doc, del Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg e dell’Asolo Superiore Docg), ma anche i Metodo Classico d’Italia, lo Champagne, e gli altri vitigni autoctoni del territorio: è il ricco menù (in approfondimento) del Congresso Assoenologi n. 79, a Conegliano, da domani al 30 maggio.
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Focus
Usa e vino, consumi ancora in calo nel 2026
I consumi di vino in Usa continuano a scendere, e, nella prima parte dell’anno, sono in calo del -8,3% in volume e del -5,3% in valore, così come quelli dei superalcolici, giù del -4,4% in volume e del -5,7% in valore. I dati del primo trimestre 2026, analizzati da SipSource (piattaforma che misura le merci della distribuzione diretta verso i punti vendita americani) per Wine & Spirits Wholesalers of America (Wswa), confermano come il settore delle bevande alcoliche oltreoceano continui a contrarsi nei segmenti principali (superalcolici e vino) anche, e soprattutto, a causa dell’inflazione, che ingloba al suo interno dinamiche come l’aumento del costo del carburante per spostarsi, un’offerta che supera la domanda e la tendenza dei consumatori ad optare per prodotti più economici. Risultato: sebbene marzo 2026 abbia mostrato modesti segnali di miglioramento, in particolare per il vino nel canale On-Premise, il settore sta prestando il fianco a nuove categorie come i ready-to-drink (+30% in valore e +28% in volume, secondo i dati Nielsen Iq). Male, per il vino, soprattutto la fascia di prezzo più bassa (sotto 5 dollari a bottiglia), tengono meglio (con cali intorno al -2%) i vini da 20 dollari in su. Tra i segmenti che vanno bene, invece, spiccano i cocktail a base di vino (+11,8%) e il Prosecco (+6,1%).
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Cronaca
La Sicilia tra letteratura e vino
La Sicilia che si è aperta al mondo attraverso la letteratura ed i suoi tanti scrittori, oggi si racconta attraverso i suoi grandi vini. Un incontro da cui nasce il “Premio Letterario Mandrarossa - La Sicilia che non ti aspetti” 2026, edizione n. 2 promossa dal brand di nicchia di Cantine Settesoli, il 25 luglio nel Tempio di Hera nel Parco Archeologico di Selinunte, con la premiazione delle opere vincitrici e lo spettacolo “Madre. Una conversazione, nessuna colpa, centomila donne” di Concita De Gregorio, presidente della giuria, e Meliania Petriello.
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Wine & Food
E-commerce, nel 2026 il Food & Grocery vale 5,1 miliardi di euro in Italia (+6% sul 2025)
Dalla spesa online ai prodotti premium del made in Italy, passando per il boom del food delivery e la crescita dell’enogastronomia digitale, il commercio elettronico italiano continua a trasformare profondamente le abitudini di consumo: nel 2026 il mercato e-commerce b2c di prodotto in Italia raggiunge, infatti, i 42,6 miliardi di euro, in crescita del +6% sul 2025, mentre il valore complessivo degli acquisti online tra prodotti e servizi tocca quota 66,6 miliardi di euro (+6%). In questo scenario il comparto Food & Grocery consolida il proprio ruolo tra i principali driver della crescita digitale con un valore di 5,1 miliardi di euro e un incremento compreso tra il +5% e il +6% sul 2025. A dirlo l’Osservatorio e-commerce B2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano.
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Castello del Terriccio
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Masottina
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WineNews.tv
“Ridurre la produzione? No a generalizzazioni su taglio rese o estirpi, ogni territorio è diverso”
A WineNews, Luca Rigotti, alla guida di Mezzacorona e confermato al vertice del Settore Vitivinicolo di Confcooperative. “Ridurre le rese per certe realtà non sarebbe sostenibile. Credo sia responsabilità delle singole aree e regioni decidere cosa fare, perché l’Italia ha molteplici produzioni con specificità importanti”. E oltreconfine, spiega Rigotti, che rappresenta il vino cooperativo anche in Ue, con il Copa-Gogeca, “con i grandi Paesi produttori siamo competitor sui mercati, ma coesi sui temi importanti. L’economia del vino è fondamentale in Ue, e va ben oltre il settore”.
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