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N. 4.421 - ore 17:00 - Mercoledì 4 Marzo 2026 - Tiratura: 31.289 enonauti, opinion leader e professionisti del vino | |
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| | | Meno fatturato, perchè i consumi di vino e le vendite si contraggono, ma un Ebitda, cioè il margine operativo lordo o, in altre parole, la redditività, che migliora. É il “meno ma meglio” applicato ai bilanci, una dicotomia con cui tante aziende e operatori della filiera del vino, e non solo, stanno facendo i conti. E che coinvolge anche Masi Agricola, società quotata nell’Euronext Growth Milan e tra i leader italiani del settore, guidata da Sandro Boscaini, che, nel 2025, ha registrato 64,4 milioni di euro di ricavi netti consolidati, a -3,7% sul 2024, con un Ebitda cresciuto, però, da 6,7 a 7,1 milioni di euro, anche grazie alle “Masi Wine Experience”. | |
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| | In una fase di mercato (e geopolitica) così complessa, per il vino e non solo, sarebbe fuori luogo “suonare squilli di tromba” e annunciare che il trend negativo si è invertito. Ma guardando almeno al mercato secondario dei fine wines monitorato dalla piattaforma inglese Liv-Ex, dopo i primi segnali positivi di fine 2025, anche il 2026 si è aperto all’insegna di una maggiore fiducia. Da inizio anno, segna +0,6% il Liv-Ex 100, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 di Frescobaldi, il Sassicaia 2016, 2021 e 2022, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 di Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse. Con l’Italia protagonista di questa crescita, perché, se il miglior performer, ad oggi, è il Napa Valley 2018 di Promontory (+15,2%), al n. 2 c’è il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, a +14,3%, mentre fanno +12% il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse, +7,8% il Masseto 2022 e +6,3% il Solaia 2021. Ma come detto, la crescita, seppur modesta, è generalizzata, con il Liv-Ex 1000, il più ampio degli indici, che fa +0,4% da inizio anno. E ancora meglio fa l’Italy 100, con un +0,7% da inizio anno, per l’indice ora formato dal Barolo di Bartolo Mascarello delle annate dalla 2012 alla 2021, poi dai Barolo di Bruno Giacosa, con il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto Riserva 2007 e 2008, il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto di Serralunga d’Alba Riserva 2001 e 2004, ed il Barolo Falletto Vigna le Rocche Riserva 2011, 2012, 2014, 2016, 2017 e 2020, e ancora dal Barbaresco di Gaja delle annate dalla 2013 alla 2022, dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno delle annate 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2010, 2013, 2014, 2015 e 2019, e ancora da tutte le annate dalla 2013 alla 2022 dei più celebri Supertuscan, Sassicaia, Solaia, Tignanello, Ornellaia e Masseto, e ancora da tutte le annate dalla 2011 alla 2020 del 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse. Al top il Barolo Monfortino Riserva 2005 di Giacomo Conterno: +21% in due mesi. | |
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| | Promuovere un’alimentazione sana e in sintonia con la natura è sempre più una necessità per milioni di persone. La riflessione su come cuciniamo le risorse del Pianeta per nutrirci, parte da lontano, e pionieristicamente si deve, tra gli altri, allo chef francese più stellato al mondo - 14 stelle Michelin in 20 ristoranti - tra i cuochi più grandi sempre, e molto più di questo per la storia della gastronomia: Alain Ducasse, alla guida del Groupe Ducasse Paris, autore del celebre manifesto sulla “Naturalité” in cucina, che, dal 2014, viene “servita” a partire dal suo famoso ristorante al Plaza Athénée di Parigi (raccontata nel volume “Dna Ducasse” per Topic Edizioni - Giunti Editore, presentato, nei giorni scorsi, al Ristorante Alain Ducasse Roma). Una filosofia, su cui riflette lo storico Gianni Moriani, per il quale “la vera avanguardia, oggi, è nella natura stessa”.
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| | | L’innovazione in agricoltura, a livello produttivo e gestionale piace alle aziende, guardando ai risultati che porta. Ma per innovare bisogna investire, e da questo punto di vista la propensione a farlo, in generale, è molto bassa, e riguarda poco più di un’azienda agricola italiana su 10. Con una netta differenza, però, tra aree geografiche, con il Nord che va molto più veloce del Centro e del Sud, ma anche tra dimensioni aziendali diverse (e quindi con risorse economiche e necessità differenti), con le aziende più grandi molto più attive sul fronte dell’innovazione, rispetto a quelle più piccole. È il quadro della prima Indagine Multiscopo dell’Agricoltura realizzata dall’Istat nel Censimento Permanente dell’Agricoltura (con dati relativi al 2024, ndr). Da cui emerge che,nel 2024, solo il 12% delle aziende agricole ha dichiarato di aver realizzato, negli ultimi 5 anni, interventi volti ad innovare la tecnica di produzione o la gestione aziendale. “Tale quota evidenzia una marcata eterogeneità territoriale, risultando più elevata nel Nord-Est (24,5%) e nel Nord-Ovest (19,4%). La propensione all’innovazione cresce sensibilmente all’aumentare della superficie agricola utilizzata, passando dal 7,9% delle aziende piccole (fino a 10 ettari) al 34,6% delle grandi (oltre 50 ettari)”, spiega l’Istat. | |
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| | | Il vino italiano si fa ambasciatore di responsabilità sociale, con oltre 70 cantine che hanno donato vini pregiati per raccogliere fondi per offrire assistenza medica e chirurgica a chi nasce con malformazioni del volto nei Paesi a basso e medio reddito. Domani, 5 marzo Villa Blanc della Luiss Business School a Roma, fa da sfondo a “In Auction for Smiles”, asta charity della Fondazione Operation Smile Italia Ets, curata da Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli e battuta da Pier Matteo Carnaroli, con collezionisti e filantrosi a contendersi i lotti solidali. | |
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| | “La sua attività giornalistica ha contribuito in modo significativa a diffondere una cultura del vino competente, indipendente e capace di interpretare le trasformazioni del settore, accompagnando produttori, enologi, media ed operatori nella crescita della consapevolezza e dell’immagine del vino italiano nel mondo”: va ad Alessandro Regoli, direttore WineNews, il premio “Giornalista dell’Anno” 2026 by Assoenologi, nel Congresso n. 79 a Conegliano nelle Colline del Prosecco Docg Patrimonio Unesco (28 maggio), per “valorizzare il suo costante impegno nel racconto del vino italiano con WineNews, testata che dirige” (e che ha fondato un quarto di secolo fa, con la moglie Irene Chiari e online dal lontano 2000, ndr). Ma, per gli enologi italiani, guidati da Riccardo Cotarella, è anche “uno di loro” proprio nel diffondere la cultura del vino e lo nominano “enologo ad honorem”. | |
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| | | Le riflessioni, a WineNews, di protagonisti del mercato che vanno da Alessandro Sarzi Amadè (Sarzi Amadè) a Marcello Meregalli (Gruppo Meregalli), da Pietro Pellegrini (Pellegrini) a Carlo Alberto Sagna (Sagna), da Gianpaolo Girardi (Proposta Vini) a Luca Cuzziol (Excellence Sidi e Cuzziol Grandi Vini), con riflessioni a tutto tondo: tra territori più o meno in salute, stili, fasce di prezzo e strategie di comunicazione. In un mosaico variegato e complesso, anche a livello economico come, del resto, è il vino italiano. | |
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